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	<title>Trattamento disturbi d&#039;ansia e Panico Parma Archivi - Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</title>
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	<description>Studio Psicologo psicoterapeuta a Parma e Rieti. Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Umbria</description>
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	<title>Trattamento disturbi d&#039;ansia e Panico Parma Archivi - Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</title>
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		<title>Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 16:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ansia, Attacchi di Panico, Psicologo Parma</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-panico-e-disturbi-dansia-cause-sintomi-e-cure/">Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="765" height="768" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14726" style="width:71px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada.jpg 765w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada-300x300.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><em>Questo Articolo sull&#8217;Ansia è stato scritto da un Professionista Psicologo e Psicoterapeuta e non da AI</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa è l’ansia e a cosa serve</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ANSIA è un emozione</strong> e come tutte le emozioni ha la sua utilità. <strong>Ti salva la vita</strong>. Quindi direi di smettere di volerla mandar via senza chiederti <strong>cosa ti è venuta a dire</strong>. Come tutte le emozioni ha anche un <strong>dosaggio ideale, troppa o troppo poca non fa bene</strong>. Senza ansia non ci preoccuperemmo di nulla e questo ridurrebbe la nostra <strong>capacità previsionale </strong>e i livelli di<strong> performance. </strong>Se, all’opposto, è troppo elevata <strong>riduce</strong> la nostra capacità di <strong>ragionamento</strong> fino a condurci al <strong>freezing. </strong>È l’emozione di chi <strong>vive nel futuro</strong> e non riesce a <strong>radicarsi nell’attimo presente</strong>, quindi un primo modo di <strong>ridurre l’ansia</strong> è smettere di proiettarsi al domani <strong>e stare nel qui ed ora.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ansia, Emozioni Primarie e Secondarie</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’ansia Non fa parte delle <strong>Emozioni Primarie</strong> ossia <strong>Rabbia</strong>, <strong>Paura</strong>,&nbsp;<strong>Gioia</strong>, <strong>Tristezza</strong>, <strong>Disgusto</strong> ed è definita un&#8217; <strong>Emozione Secondaria</strong> ossia derivante dalla <strong>combinazioni di emozioni primarie e fattori sociali, ambientali e interpersonali</strong>. Tieni a mente che queste classificazioni non sono riconosciute sempre, e che alcuni annoverano tra le emozioni primarie anche la <strong>Ricerca</strong> e il <strong>Gioco, </strong>ma in rete troverai le teorie più di moda e non quelle più complete. In ognuno c&#8217;è un diverso dosaggio di tutte le emozioni in ogni momento, compresa l&#8217;ansia. <strong>Eliminarla non è né possibile né utile.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo andamento è <strong>ondulatorio</strong> e, invece di cercare di renderla piatta, poniti l&#8217;obiettivo di<strong> imparare a surfarla.</strong></p>



<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center">“Per dialogare con l’ansia si può quindi agire sulle emozioni primarie oppure sull’ambiente fisico e relazionale”.</h5>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<h6 class="wp-block-heading alignwide has-text-align-center">PSICOLOGO a PARMA e ONLINE </h6>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">3291005824</p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sintomi Fisici dell’Ansia</strong>: come gestirli</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Qui di seguito ti do l’elenco dei <strong>sintomi più comuni</strong>. Ma tieni presente che tutti questi sintomi sono <strong>presenti in modo più o meno forte a seconda</strong> dei livelli di ansia, e che lo stress contribuisce sensibilmente al loro aggravamento:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nervosismo</strong> che consiste in una irritazione vibrante che accompagna tutta la giornata. Può riflettersi anche in <strong>formicolii e gambe irrequiete</strong>. Lo sport può mitigare sensibilmente queste sensazioni.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Apprensione</strong> ossia una diffusa preoccupazione che spinge a pianificare modi per affrontare impegni futuri. Cercare di <strong>stare nel FARE </strong>e nel <strong>qui ed ora</strong> è il primo esercizio.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Insonnia</strong>. Appena ti metti sul letto passi in rassegna questioni personali e inizi a fantasticare come potrebbero evolversi. Nella tua mente inizi a litigare col collega o col marito o con la moglie e il tuo corpo si attiva come di fronte a un litigio reale. <strong>Distrarti</strong> è un consiglio banale, ma lo è anche l&#8217;ansia anticipatoria. Potresti avere anche sintomi fisici come <strong>apnee e &#8220;Tuffi al Cuore&#8221;</strong> che puoi gestire con le più comuni tecniche di <strong>mindfullness</strong> e <strong>respirazione diaframmatica</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Facilità al pianto.</strong> L&#8217;ansia è anche il sintomo più evidente del fatto che ti stai <strong>riconnettendo col tuo universo emotivo</strong>. I film drammatici o cruenti avranno improvvisamente un impatto forte e ti indurranno paura e lacrime&#8230; tranquillo, la cosa strana non è ora, ma il fatto che <strong>un tempo eri anestetizzato da quelle emozioni</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Palpitazioni</strong>. Le <strong>tachicardie</strong> e <strong>l&#8217;extrasistole</strong> sono normali e presenti in ognuno di noi. Il cuore sa perfettamente cosa fare per tenerti vivo. Il problema non è la tachicardia ma il fatto che non vuoi averla. <strong>Lascia che il cuore lavori per te</strong>&#8230; in tutti i sensi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Crampi allo stomaco</strong>. Tutti i sintomi di natura <strong>gastrointestinale</strong> appartengono alla sfera dell&#8217;ansia, ma per sicurezza, direi di mangiare leggero, ridurre bevande zuccherine ed <strong>eccitanti oltre che l&#8217;alcol</strong>, anche perché l&#8217;alcol, dopo averti sedato leggermente, restituisce sintomi d&#8217;ansia più forti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tensione muscolare, tremori</strong>, Anche questi sono molto frequenti e basta un po&#8217; di buon senso per capire come mai. Una <strong>buona attività fisica </strong>e lo <strong>yoga</strong> possono essere d&#8217;aiuto</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Iperidrosi e sudore eccessivo. </strong>In assenza di fattori ambientali e di un <strong>disturbo specifico da iperidrosi</strong>, i disturbi d&#8217;ansia comportano spesso sudore eccessivo, specie alle <strong>mani</strong>, che si ripercuote sulla <strong>qualità della vita</strong>. Dotarsi di fazzoletti è la <strong>soluzione più banale </strong>ma da non escludere se si devono affrontare situazioni impegnative.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Stanchezza</strong>. La sensazione di stanchezza è la conseguenza più ovvia di quanto hai letto fin qui. La <strong>SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA</strong>  e quella delle <strong>GAMBE SENZA RIPOSO </strong>sono le più comuni </li>
</ul>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_delle_gambe_senza_riposo">SINDROME  <strong>GAMBE SENZA RIPOSO</strong></a> E <a href="http://SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA"><strong>SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA</strong> </a></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14753" style="width:273px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f-300x225.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sintomi cognitivi dell’Ansia</strong>: come gestirli</h4>



<p class="wp-block-paragraph">I sintomi cognitivi non riguardano la sfera del corpo, piuttosto sono quei sintomi legati alle sensazioni di come si muovano i pensieri e e le emozioni ad essi associate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sensazione di Allarme diffuso</strong>. Questa sensazione ti spinge ad una certa <strong>iperattività</strong>. Stare fermo diventa difficile e la <strong>velocità dei pensieri</strong> è sostenuta. Non puoi agire sui pensieri ma sulla loro velocità si, quindi <strong>ricorda di respirare</strong> e alza il <strong>piede dall&#8217;acceleratore</strong>. Non devi andare da nessuna parte e non c&#8217;è alcun <strong>pericolo imminente</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Senso crescente di testa vuota</strong>. Una specie di<strong> ronzio mentale</strong> ti impedisce di  ragionare con lucidità. Ricorda <strong>non è il momento di prendere decisioni </strong>ma di cercare aiuto per farlo e, prima di tutto fare un po&#8217; di <strong>osteopatia psichica: la Psicoterapia</strong>. Qualche scrocchio che levi quel ronzio. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Pensieri e ricordi intrusivi</strong> faranno capolino ma non ti impaurire è tutta salute. Questo processo io lo chiamo <strong><em>Drain the Basket</em></strong>, ossia <strong>&#8220;Svuota il Cestino&#8221;</strong> dalle cartacce rifiutate. Tutti quei pensieri e <strong>ricordi fastidiosi</strong>, quelli che hai trattato come polvere da mettere sotto il tappeto<strong>, riemergono. </strong>La polvere in aria ti farà tossire e vedere male, ma non preoccuparti&#8230; lentamente cadrà a terra. In fondo l&#8217;<strong>Ansia si occupa di fare le pulizie in soffitta.</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L&#8217;impressione di essere osservato è comune a chi soffre d&#8217;ansia</strong>. Magari <strong>arrossisci</strong> e chi ti sta davanti può accorgersi di questo ma quel <strong>rossore non viene visto come debolezza</strong>, anzi può essere utile alla relazione&#8230; stai solo mostrandoti per ciò che sei. Ma in tutti gli altri casi dove il rossore non c&#8217;è, <strong>ricorda una cosa:</strong> NESSUNO perde cosi tanto tempo a dare attenzione al prossimo e a te. <strong>Non sei il protagonista della vita degli altri ma una comparsa</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Distraibilità e perdita di memoria.</strong> Le difficoltà nel mantenere l&#8217;attenzione sono la diretta conseguenza <strong>dell&#8217;ipervigilanza</strong>. Paradossalmente <strong>più sono attento e meno sono capace di destinare attenzione ad attività specifiche</strong>. Non stai perdendo la memoria, sei solo stressato dalla tua ansia. </li>
</ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica.jpg"><img decoding="async" width="399" height="600" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-13763" style="width:107px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica.jpg 399w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Dott. L. Urbano Blasetti a Parma, a Rieti e Online. 3291005824</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>DITURBI D&#8217;ANSIA</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>DSM V </strong>è il manuale diagnostico di riferimento (Anche se non l&#8217;Unico) in cui sono elencati i disturbi che rientrano nel <strong>cluster dell&#8217;Ansia</strong>. È un manuale descrittivo che <strong>richiede uno studio specifico</strong> e con le giuste competenze altrimenti si corre il rischio di impaurirsi nel pensare di avere tutti i sintomi. Una<strong> persona ansiosa</strong>, infatti, è facilmente <strong>suggestionabile</strong> e, come quando leggi il <strong>bugiardino dei medicinali</strong>, rischi di avvertire tutti gli effetti collaterali elencati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti lascio qui l&#8217;<strong>elenco dei disturbi d&#8217;ansia me ti ricordo che: </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1) tutti</strong> sperimentiamo ansia;<strong> 2) tutti</strong> prima o poi facciamo un esperienza di panico; <strong>3) tutti </strong>abbiamo esperienza di fobie specifiche come ragni o aerei; <strong>4) tutti </strong>abbiamo pensieri fissi e, sotto un certo livello di stress, attiviamo condotte ossessive come controllare gas, chiavi o altro; <strong>5) tutti</strong> prima o poi sperimentiamo un bisogno di fuga sociale e di solitudine; <strong>6) tutti </strong>abbiamo eventi critici di tipo traumatico che possiamo vivere con uno stress dopo averli vissuti e che abbiamo timore di rivivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando una di queste condizioni diventa eccessiva e invasiva per un tempo prolungato, fino al punto di pregiudicare la qualità della giornata, allora possiamo parlare di &#8220;Disturbo&#8221;. Ce ne sono 6 tipi per l&#8217;appunto:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1) <strong>Disturbo d&#8217;ansia generalizzato</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">2) <strong>Fobie Specifiche</strong> (Paura di ragni, ponti, aerei ecc.)</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/uomo-poltrona.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="278" height="181" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/uomo-poltrona.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, disturbi d'ansia" class="wp-image-13803" style="width:308px;height:auto"/></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">3) <strong>Disturbo di panico e agorafobia</strong> (Bisogno di fuga e fobia di spazi aperti con derealizzazione e paura di morire o impazzire)</p>



<p class="wp-block-paragraph">4) <strong>Disturbo ossessivo compulsivo</strong> (Condotte ripetitive e continuative atte a mitigare il senso di pericolo)</p>



<p class="wp-block-paragraph">5) <strong>Fobia Sociale </strong>(Paura di stare, parlare, mangiare in pubblico</p>



<p class="wp-block-paragraph">6) <strong>PTSD Disturbo Post-traumatico da stress</strong> (Ansia pronunciata e invalidanti a seguito di un evento traumatico)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tieni presente che <strong>possono presentarsi insieme</strong> o <strong>singolarmente</strong> e che <strong>ognuno richiede trattamenti diversi</strong>. In caso di trauma o fobie specifiche il trattamento <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Desensibilizzazione_e_rielaborazione_attraverso_i_movimenti_oculari">EMDR di desensibilizzazione </a></strong>può risultare efficace mentre lo è meno in altri casi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, PANICO E PTSD (Disturbo post-traumatico da stress)</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Hai avuto il tuo <strong>primo attacco di panico</strong>?! Allora può accadere che tu possa viverlo come un <strong>vero e proprio trauma</strong>. Ti senti sotto <strong>shock</strong> e hai uno stordimento generale. Inizi a pensare che <strong>potrebbe tornare da un momento all&#8217;altro </strong>e magari ti capita di <strong>sognare</strong> di notte quel momento. Ti <strong>svegli senza fiato </strong>e pieno di ansia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco in questo caso si verificano alcuni <strong>sintomi tipici del PTSD </strong>ma legati al panico come esperienza traumatica. Anche in questo caso alcune strategie impiegate nella <strong>terapia per il PTSD </strong>possono risultare utili per il trattamento del <strong>Disturbo Generalizzato.</strong> Evitare lughi o situazioni in cui hai avuto l&#8217;attacco non è utile, anzi spesso è meglio risalire subito &#8220;A Cavallo&#8221; e riandare in quei luoghi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>IPOCONDRIA, ANSIA</strong> E ALTRI SINTOMI</h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-682x1024.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, ipocondria" class="wp-image-14776" style="width:128px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-682x1024.jpg 682w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-200x300.jpg 200w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-768x1153.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-1023x1536.jpg 1023w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0.jpg 1066w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni sintomo aspecifico</strong> può essere la conseguenza di <strong>un’ansia generalizzata</strong>. A causa dell’ansia, infatti, potremo trovarci a mangiare male e nelle quantità non opportune (troppo o troppo poco), stesso discorso vale per l’attività sportiva, la postura ecc. Le conseguenze dello <strong>stress&nbsp; fisico</strong> derivante da uno stile di vita compromesso dall’ansia, possono produrre <strong>cefalee, formicolii, tremori essenziali, e tremori neurovegetativi </strong>come, ad esempio, la <strong>palpebra che balla</strong>, ossia la <strong>palpebra che trema</strong>. Ma potrebbe <strong>tremare </strong>anche un <strong>dito</strong> o un <strong>fascio muscolare</strong>, si tratta di <strong>miocloni</strong> o <strong>fascicolazioni</strong> assolutamente innocui ma che possono innescare un circolo vizioso che si autoalimenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;ANSIA CREA ANSIA E IPOCONDRIA.</strong> Dall&#8217;ansia può, quindi, svilupparsi un <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicosomatica-e-somatizzazione-significato-e-psicoterapia-malattia-come-opportunita/">DISTURBO DI CARATTERE PSICOSOMATICO</a> che richiede un trattamento parallelo. <strong>L&#8217;IPOCONDRIA</strong>, ossia il timore di avere malattie gravi, accompagna l&#8217;ansia molto spesso e può diventare un <strong>disturbo specifico</strong>. Potresti trovarti a spendere molti soldi per analisi cliniche. <strong>Fare le analisi diventa un&#8217;ossessione </strong>che però ha la capacità di darti l&#8217;illusione di mitigare l&#8217;ansia. <strong>I medici non ti ascoltano più o lo fanno con sufficienza</strong>. In questo caso una psicoterapia ti può sostenere nell&#8217;evitare di fare troppe analisi. Ogni accertamento infatti ti solleva dall&#8217;ansia da una parte ma ti carica di dieci volte dall&#8217;altra. Se hai muscoli tesi o fascicolazioni non hai la SLA o la Sclerosi, sei solo molto stressato.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ansia e Amigdala: Neurofisiologia dell’ansia</strong></h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="724" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-1024x724.png" alt="ansia, amigdala, circuito della paura
psicologo parma" class="wp-image-14681" style="width:255px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-1024x724.png 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-300x212.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-768x543.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tutta colpa dell’AMIGDALA</strong>! Questa frase riassume tutte quelle situazioni in cui al pensiero orientato si sostituisce una <strong>reazione istintiva</strong>. Tale reazione è riconducibile al <strong>cervello rettiliano</strong>, al massimo al <strong>sistema limbico</strong> deputato ad aspetti più emotivi, mentre la <strong>Corteccia</strong> non riesce a dire la sua. Anche la <strong>gestione della Rabbia </strong>richiede <strong>di fare attenzione a che l’Amigdala non prenda il sopravvento</strong>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Molti <strong>trattamenti</strong> per l’ansia prevedono, quindi, di <strong>Riconoscere l’Innesco</strong> e quando il processo inizia a crescere. Questa capacità di &#8220;<strong>RICONOSCERE&#8221;</strong> ti aiuterà a sviluppare modi per distogliere i pensieri e direzionarli verso qualcosa che<strong> impedisca all’amigdala</strong> di prendere le redini. <strong>Dal pensare al fare</strong>. Fare <strong>l’Orto</strong>, <strong>dipingere</strong> una parete, <strong>cucinare</strong> o fare <strong>sport</strong> potrebbero essere tra i modi per evitare l’escalation dei pensieri infausti. Attivare la rete esecutiva inibisce quella immaginativa. L&#8217;attività deve avere la capacità di catturare la tua attenzione e occupare quella che i Neurofisiologi chiamano <strong>ENERGIA LIBERA</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, PAURA, PANICO</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ansia e Paura sono sorelle,   mentre Ansia e Panico sono cugine</strong> Ma è utile distinguerle tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte e vanno sotto il controllo <strong>dell&#8217;amigdala</strong> se presenti in modo eccessivo. <strong>La paura è un emozione provocata da un pericolo oggettivo, mentre l&#8217;ansia </strong>non necessariamente, può infatti essere legata a un <strong>pericolo immaginato o ingigantito.</strong>. In verità vanno sempre sottobraccio, nel senso che <strong>la Paura può essere alimentata dall&#8217;Ansia e viceversa</strong>. In un <strong>disturbo d&#8217;Ansia</strong> la paura oggettiva, ossia legata a uno stimolo pericoloso, e quella soggettiva ossia provocata da una percezione di uno stimolo innocuo come pericoloso, si confondono.</p>



<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-attacchi-di-panico-ti-spiego-come-averne-il-piu-possibile/">Per approfondire leggi anche &#8220;Ansia e Attacchi di panico? Ti spiego come averne il più possibile!&#8221;</a></h5>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>È ANSIA O È PANICO?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Panico</strong>  presenta una caratteristica particolare, ossia il <strong>timore di morire</strong> (Infarto ad esempio) e il <strong>timore di impazzire</strong>. un&#8217;altra caratteristica è un certo grado di <strong>Derealizzazione</strong>, ossia che la realtà sia nebbiosa e <strong>diafana</strong>, come se osservassimo tutto da <strong>dentro un acquario</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="785" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-785x1024.jpg" alt="ansia, panico, differenze tra, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14686" style="width:245px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-785x1024.jpg 785w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-230x300.jpg 230w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-768x1002.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9.jpg 1150w" sizes="(max-width: 785px) 100vw, 785px" /></a></figure>
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<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">Un attacco d&#8217;ansia e un attacco di panico sono quindi diversi. L&#8217;ansia ha sempre un certo stimolo concreto o immaginato che la alimenta, anche se<strong> è l&#8217;interpretazione dello stimolo che la genera</strong>. Il panico può presentarsi anche in assenza di stimoli.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE: &#8220;<a href="https://www.animafaarte.it/attacchi-dansia-vs-attacchi-di-panico-pan-il-re-del-iii-millennio/">Attacchi d’ansia Vs Attacchi di panico: Pan il Re del III millennio</a>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA PAURA DELLA PAURA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema maggiore, ma anche il più facile da gestire, è quello della <strong>paura dell&#8217;Ansia</strong>. Ad un certo punto, dopo un attacco d&#8217;ansia o di panico, <strong>non abbiamo più paura di uno stimolo</strong> o di un evento, <strong>ma soltanto del fare di nuovo esperienza dell&#8217;ansia e del panico.</strong> La paura di avere un attacco ti spinge a non bere una bibita che avevi bevuto in quell&#8217;occasione, oppure di andare in quel locale o di prendere il sole. Insomma, ricorda, nessun luogo, nessuna sostanza di consumo comune, nessuno stimolo può da solo condurre al panico, a meno che non ti trovi  nella savana o sotto le macerie durante il terremoto.<strong> Iniziare ad escludere ogni cosa o luogo che erano presenti durante il tuo attacco d&#8217;ansia ti conduce in una gabbia. Non farlo.</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA e DEPRESSIONE</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>Disturbo d&#8217;Ansia</strong>, la preoccupazione per gli eventi futuri prevale ed è invasiva. Si può dire che questo è il <strong>disturbo di chi vive nel futuro</strong>, mentre chi vive nel passato ha caratteristiche più vicine alla <strong>depressione</strong>. Spesso accade che uno stato depressivo induca e alimenti un&#8217;ansia legata al timore di non avere le forze necessarie per affrontare impegni futuri. Insomma <strong>ansia e depressione rischiano di alimentarsi in un circolo vizioso</strong>. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1021" height="619" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, depressione" class="wp-image-14784" style="width:432px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf.jpg 1021w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf-300x182.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf-768x466.jpg 768w" sizes="(max-width: 1021px) 100vw, 1021px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se <strong>l&#8217;Ansia</strong> è dovuta al fatto che ti proietti nel <strong>futuro</strong>, la <strong>depressione</strong>, al contrario, è dovuta al tuo legarti al <strong>passato</strong>. Ogni volta che si pensa all&#8217;ex fidanzato, al lavoro precedente, ai tempi andati perché migliori, <strong>ogni volta che ti rifugi nel passato</strong> ti proteggi dalle fatiche del presente ma <strong>alimenti sentimenti depressivi</strong>. Se ti ho invitato a stare nel <strong>qui ed ora</strong> e nel fare, questo vale non solo rispetto al non proiettarti nel futuro, ma anche nel <strong>non affogare nel passato</strong>.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/depressione-come-riconoscere-i-sintomi-come-si-cura/">Per approfondire le caratteristiche della depressione puoi leggere anche : &#8220;Depressione. Come riconoscere i sintomi. Come si cura&#8221;</a>.</h5>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA QUALI FARMACI</strong></h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, farmaci" class="wp-image-14796" style="width:232px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999-300x225.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">I <strong>farmaci più comuni</strong> nella cura dell&#8217;ansia sono di due categorie: <strong>Antidepressivi</strong> e <strong>Ansiolitici</strong>. In passato venivano impiegati solo gli ansiolitici ossia le <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Benzodiazepine</a>. Successivamente si è posta l&#8217;attenzione al fatto che l<strong>&#8216;ansia spesso poggia su una depressione</strong>, sugli stessi <strong>meccanismi neurologici </strong>e sugli stessi <strong>neurotrasmettitori</strong>. Inoltre quando <strong>siamo depressi </strong>non abbiamo <strong>né piacere né forza di fare nulla</strong> e questo può indurre un&#8217;ansia molto forte legata alla sensazione di non riuscire a rispettare impegni e aspettative. Per tutti questi motivi oggi vengono usati soprattutto gli <strong>antidepressivi</strong> poiché agiscono sugli stessi circuiti neurologici dell&#8217;ansia.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, FARMACI ED EFFETTI COLLATERALI</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambi i tipi di farmaci mostrano limiti ed <strong>effetti collaterali.</strong> Gli <strong>antidepressivi</strong> possono portare <strong>sonnolenza, disfuzioni sessuali, problemi gastrointestinali, aumento di peso</strong>, ecc. Mentre le <strong>benzodiazepine</strong> (<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Xanax, Lexotan, Rivotril, Mialin, Control, Tranquiritt</a>), sono dei miorilassanti, quindi rilassano i muscoli di tutto il corpo, sia a livello gastrointestinale che di muscolarità scheletrica. Danno <strong>dipendenza</strong> e, a seconda del dosaggio e dei tempi di somministrazione, possono creare forti disagi <strong>astinenziali</strong> che richiedono uno <strong>scalaggio</strong> che può diventare faticoso.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/" target="_blank" rel=" noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/07/about-3758125_1920-1-1024x683.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, ansia farmaci effetti collaterali" class="wp-image-1085" style="width:227px;height:auto"/></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi approfondire leggi : <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: la fatica di chi smette</a>. Un articolo che approfondisce le terapie di affiancamento a chi sta scalando benzodiazepine dopo un uso prolungato. In generale è sempre <strong>consigliato l&#8217;evitamento dei farmaci</strong> e comunque sempre in affiancamento a una <strong>Psicoterapia</strong>. In ogni caso lo <strong>Psicologo non può prescrivere farmaci</strong> ed è importante un consulto con il <strong>medico specialista Psichiatra</strong>. Psicologo e Psichiatra devono lavorare insieme. Evita il fai da te e se stai assumendo farmaci da molto ricorda di confrontarti col medico Psichiatra.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>I SOGNI DI CHI SOFFRE D&#8217;ANSIA</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone ansiose hanno <strong>sogni agitati </strong>più spesso delle persone che non soffrono d&#8217;ansia. Tendenzialmente i contenuti dei sogni riguardano <strong>eventi stressanti e dannosi,</strong> ma soprattutto <strong>interazioni poco amichevoli</strong> con altri personaggi nel sogno. Questo non significa che i pazienti ansiosi rivivono o anticipano eventi critici attraverso i sogni, piuttosto che <strong>vivono come poco amichevoli le proprie emozioni, bisogni e condotte</strong>. Difficile spiegare qui come usare il sogno in modo clinico, quindi se vuoi approfondire, puoi guardare questo video: &#8220;<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/video-interpretazione-dei-sogni-tecnica-storia-psicoterapia-e-funzione-del-sogno-come-strumento-clinico/">Interpretazione dei sogni: tecnica, storia, psicoterapia e funzione del sogno come strumento clinico</a>&#8220;. </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA QUALI CURE e TERAPIE</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono <strong>diversi approcci</strong> che vanno dalla terapia <strong>Cognitivo-comportamentale</strong> a quella <strong>Psicodinamica</strong>, da quella <strong>Sistemica</strong> all&#8217;<strong>EMDR</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La terapia <strong>Cognitivo-Comportamentale </strong>si è dimostrata la più efficace nei disturbi d&#8217;ansia. Si fonda sul favorire una revisione dei <strong>sistemi valoriali di riferimento</strong>, così come nella messa in discussione dei <strong>modelli di riferimento</strong>. La terapia procede individuando lo <strong>stile narrativo</strong> <strong>e di pensiero </strong>e cercando di<strong> introdurre rumore</strong> nelle narrazioni per favorirne una riscrittura. Si avvale di diverse <strong>tecniche</strong>, come la <strong>prescrizione dei sintomi </strong>o il <strong>peggior pensiero</strong>, che disinnescano la <strong>ruminazione </strong>mentale e i pensieri intrusivi e ricorsivi. La sua efficacia è maggiore con fobie specifiche e con disturbi d&#8217;ansia non particolarmente gravi. Nei casi più importanti queste tecniche hanno un&#8217;efficacia più immediata ma limitata nel tempo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="626" height="626" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14723" style="width:254px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png 626w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-300x300.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 626px) 100vw, 626px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>trattamento Psicodinamico</strong>, per capirci quello che deriva dalla psicanalisi di <strong>Freud</strong>, propone, invece, di analizzare le relazioni con le figure primarie e secondarie (Genitori e altri significativi), <strong>eventi critici </strong>ed eventuali <strong>traumi</strong> per verificare quale incidenza possono avere sull&#8217;ansia. Ha effetti meno immediati e dura più a lungo ma, al tempo stesso produce <strong>esiti più duraturi</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambi gli approcci si occupano dell&#8217;immagine che i pazienti hanno di se stessi e del rapporto che hanno con i propri bisogni ed emozioni. La <strong>scelta dipende</strong> anche dalle caratteristiche del paziente e un <strong>terapeuta valuterà quale delle due è la più adeguata per il caso specifico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>approccio Sistemico </strong>si concentra più sulle dinamiche familiari che sono alla base del disturbo d&#8217;ansia e prevede spesso il coinvolgimento della famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;EMDR</strong>, come citato in precedenza, è una tecnica di <strong>desensibilizzazione</strong> molto valida con fobie specifiche e con disturbi legati a contesti specifici. Risulta utile anche nei casi più complessi ma generalmente integra al suo interno chiavi più psicodinamiche.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>La gestione dell&#8217;ansia è solo una parte della terapia, mentre l&#8217;altra parte prevede di comprendere quale via l&#8217;ansia stia indicando. Il dialogo con la propria Ansia è la terapia più efficace.</em></p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA: COME SCEGLIERE IL TERAPEUTA?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Abbandona l&#8217;idea che esista un approccio solo e più efficace. <strong>Un buon terapeuta</strong>, con esperienza e alta formazione, <strong>impiegherà tutti gli approcci</strong>, sarà cognitivo quanto basta, un po&#8217; psicodinamico, sistemico al bisogno e così via. Per legge e per buon senso, <strong>ogni professionista deve essere formato in tutti gli orientamenti così da poter proporre un intervento organico</strong>. Se ti affidi a uno Psicologo iscritto all&#8217;albo e di lunga esperienza, lavorerai nel modo migliore e non nell&#8217;orientamento del terapeuta. Nel caso Il terapeuta non conosca una tecnica (EMDR ad esempio) non mancherà di inviare ad un collega e fare rete.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per approfondire <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicologo-a-parma-ecco-come-scegliere/">COME SCEGLIERE IL TERAPEUTA CLICCA QUI</a></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, MEGLIO TERAPIA ONLINE O IN PRESENZA?</strong></h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1024x1024.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-12568" style="width:205px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1024x1024.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-300x300.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-150x150.jpg 150w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-768x768.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1536x1536.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-650x650.jpg 650w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1300x1300.jpg 1300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Le differenze tra la terapia online e in presenza sono nella maggior parte dei casi <strong>trascurabili</strong> (Puoi approfondire leggendo &#8220;<strong><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicoterapia-on-line-e-italiani-allestero-meglio-un-terapeuta-italiano-on-line-o-uno-straniero-in-presenza/">PSICOTERAPIA ONLINE</a></strong>&#8220;). Il <strong>linguaggio verbale </strong>compensa quello del corpo e viceversa. Escludendo quindi i casi più complessi che richiedono trattamenti specifici e in rete con altri professionisti, la terapia Online risulta molto efficace. Nei casi di un <strong>Ritiro Sociale</strong> importante come quelli di <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/hikikomori-e-autoreclusione-una-spiegazione-una-cura-una-tregua/"><strong>HIKIKOMORI</strong>,</a> la terapia da remoto può risultare un ottimo gancio. Bisogna fare attenzione che non diventi anch&#8217;essa un pretesto per non uscire e isolarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavoro come <strong>Psicologo e Psicoterapeuta a Parma in presenza</strong>, ma ho anche uno studio da <strong>Psicologo a Rieti.</strong> Oggi il<strong> lavoro ONLINE</strong> con pazienti da tutto il mondo è preponderante e la mia esperienza professionale mi suggerisce che l&#8217;efficacia della terapia <strong>ONLINE</strong> è del tutto <strong>sovrapponibile</strong> a quella in <strong>presenza</strong>, specie con i disturbi d&#8217;ansia. L&#8217;approccio che propongo è multidisciplinare e fa uso anche del sogno come strumento clinico per l&#8217;a cura dell&#8217;ansia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-panico-e-disturbi-dansia-cause-sintomi-e-cure/">Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Insonnia come si cura. Dalle cause agli scopi dell’insonnia.</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/insonnia-come-si-cura-dalle-cause-e-agli-scopi-dellinsonnia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 10:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie]]></category>
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		<category><![CDATA[Trattamento disturbi d'ansia e Panico Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Insonnia: non diamo la colpa al Coronavirus Direi che non dobbiamo pensare che il coronavirus ne sia la causa. Il virus solleva il velo di ciò che già era fragile e non produce fragilità di per se. Allora partirei nel dire che &#8220;Insonnia&#8221; significa, molto semplicemente “senza sonno” e se ognuno di noi si rivolgesse [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Insonnia: non diamo la colpa al Coronavirus</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Direi che non dobbiamo pensare che il coronavirus ne sia la causa. Il virus solleva il velo di ciò che già era fragile e non produce fragilità di per se. Allora  partirei nel dire che<strong> &#8220;Insonnia&#8221; significa, molto semplicemente “senza sonno” </strong>e se ognuno di noi si rivolgesse al medico di base si troverebbe ad avere una serie di indicazioni infinite e di esami da fare per andare a trovare le cause, eliminarle e, con loro, ritornare al sonno eliminando lei, il sintomo, l’insonnia.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye.jpg" alt="" class="wp-image-13782" width="388" height="258" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 388px) 100vw, 388px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">E se invece volessimo essere <strong>controintuitivi</strong>? E se volessimo pensare&nbsp; che il <strong>sintomo non vada eliminato ma vada ascoltato</strong>. Nel sintomo spesso è contenuto un messaggio vitale per la sopravvivenza e per l’equilibrio psichico. Eliminarlo a volte è il modo migliore per rinforzarlo, e la prevenzione a volte rischia di divenire la causa. Ma prima di seguire la controintuizione, prima di puntare a supporti psicologici in luogo di quelli medici o chimici, non mancherei di riassumere, a volo di gabbiano gli aspetti medico-clinici di base dell’insonnia. Solo dopo parlerei di <strong>Hypnos</strong> e del suo gemello <strong>Thanatos</strong> e della psicoterapia con l’insonnia. E vi prego arrivate a quel punto, alla fine dell’articolo… anche perché il resto lo troverete scritto un po’ ovunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Definizione di insonnia ed eziologia</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Secondo il DSM-5 (2014), &nbsp;l’insonnia è caratterizzata da insoddisfazione soggettiva &nbsp;riguardo la quantità o la qualità del sonno, che si può verificare nelle seguenti fasi:</p>



<ul class="has-black-color has-text-color wp-block-list"><li>difficoltà a iniziare il sonno al momento di coricarsi (<strong>insonnia iniziale</strong>)</li><li>difficoltà a mantenere il sonno, con risvegli frequenti o protratti nel corso della notte (<strong>insonnia centrale</strong>)</li><li>presenza di risveglio precoce al mattino con difficoltà a riaddormentarsi (<strong>insonnia tardiva</strong>)</li></ul>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">L’insonnia comporta una serie di riduzione delle capacità cognitive e emotive. Quindi quando risulta particolarmente pronunciata si potranno verificare, abbassamenti dell’umore, irritabilità, affaticabilità, riduzione delle performance cognitive e della resa al lavoro, pensieri ricorrenti e preoccupazioni sul mancato sonno.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Le cause dell’insonnia e igiene del sonno</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Sulle cause potremmo stilare una lista molto lunga che risulterebbe banale. Dalla mancanza di luce naturale, al caffè e alcol, dall’uso di smartphone a un’alimentazione inadeguata. Insomma qualsiasi fonte di stress può incidere sulla qualità del sonno ma è bene sottolineare come <strong>ansia</strong>, <strong>depressione</strong>, <strong>eventi luttuosi</strong> o altro possono portare a una riduzione della qualità del sonno. Come vi dicevo il mio scopo qui è cercare l’utilità dell’insonnia dunque voglio essere veloce e indicare solo alcune indicazioni per aiutare a dormire meglio:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2018/06/26/15/16/sleepwalker-3499602__340.jpg" alt="Sleepwalker, Sonno, Insonni, Sognare" width="292" height="195"/></figure>
</div>


<ul class="has-black-color has-text-color wp-block-list"><li>Coricarsi e alzarsi con ritmi regolari, possibilmente alla stessa ora</li><li>Non usare telefoni o frequentare social prima di coricarsi, l’attività cerebrale vuole almeno un’ora di stimolazione ridotta e lo scrolling nei social è estremamente attivante.</li><li>Mangiare come si deve</li><li>Avere piccoli riti come prepararsi una tisana</li><li>Fare regolare attività fisica leggera</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">In rete troverete anche molti approcci cognitivi che invitano a tecniche di rilassamento e a una <strong>ristrutturazione cognitiva</strong>, ossia&nbsp; il promuovere uno stile di pensiero meno ossessivo e catastrofico e ridurne l’<strong>associazione con la camera da letto</strong>. Se non si dorme è meglio non stare a letto e se pensieri stressanti ci vengono a trovare è bene cercare di rompere quel circuito di pensiero. A volte <strong>promuovere attività legate alla veglia può risultare d’aiuto.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Mi raccomando di escludere eventuali effetti di rebound da farmaci ansiolitici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Clicca qui se vuoi leggere: Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: il calvario di chi smette.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La respirazione diaframmatica</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="641" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower.jpg" alt="" class="wp-image-13783 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower.jpg 960w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower-300x200.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Una semplice tecnica di respirazione, effettuata una volta che si va a dormire o tutte le volte che si è stressati, è la respirazione diaframmatica. Molto semplicemente si pongono le <strong>mani sulla pancia</strong> e si inspira gonfiandola. Si deve far caso che si gonfi l’addome e non il petto. L’inspirazione può essere veloce quanto si vuole, mentre l’espirazione deve essere più lenta che si può. <strong>Dopo 15 o 20 minuti </strong>il numero totale dei respiri al minuto dovrebbe raggiungere i 4 o i 5 e a quel punto si è attivato il sistema Parasimpatico.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questo sistema è quello che presiede al sistema nervoso autonomo ossia si occupa del funzionamento autonomo dei nostri organi. Il sistema simpatico è quello che invece è più vigile mentre siamo svegli. Tutto è molto semplificato ma, in soldoni, questa respirazione <strong>induce una sensazione di rilassamento che è di ristoro.</strong> Sia chiaro non è un effetto di induzione del sonno, ma solo di leggero rilassamento.</p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Insonnia quando rivolgersi al medico, trattamenti</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">In verità il rischio oggi è di vedere la patologia dove non c’è e le tabelle riportano un monte ore di sonno necessario per ognuno a seconda dell’età che, risulta decisamente severo. In verità in molti di noi si può riscontrare <strong>un bisogno di sonno al di sotto di quello dichiarato</strong>. Quindi solo quando si dorme un tempo inferiore di tre ore per notte da almeno una settimana potrebbe aver senso chiedere un supporto .<strong> La prima cosa da fare però è distinguere il vissuto dalla realtà</strong>. Chiunque dorma male ha l’impressione di aver dormito molto meno di quanto, in verità, ha dormito. Dunque la prima cosa da fare con noi stessi è una valutazione e un <strong>esame obiettivo di quante ore effettivamente abbiamo dormito.</strong> Nella maggior parte dei casi si dice di non aver dormito se si è dormito solo tre ore e si avverte una quantità di sonno inferire del 25% di quanto effettivamente accade.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma qui ci interessa dire che si tende a non considerare l’insonnia come un disturbo a se, più che altro è un sintomo di altre condizioni ambientali, psichiche o fisiche. Il rischio che il medico ci dia dei farmaci è alto ed è quindi sempre meglio valutare una psicoterapia poiché potrebbe portare più benefici e non avere alcun effetto collaterale ne effetti di disassuefazione da farmaco.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Insonnia e morte Hypnos e thanatos</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma eccoci arrivati alle riflessioni sull’Insonnia che generalmente non troviamo in giro. Si perché la medicina, e con lei la Psicologia medicalizzata, tendono subito a iniziare una guerra col sintomo, cercano di farlo battere in ritirata e mandarlo in remissione. <strong>La psicoterapia, invece, si fa una domanda sul sintomo, si chiede cosa sia venuto a comunicarci. </strong>Così facendo si evita di far arrabbiare il sintomo. Tradotto questo concetto, significa che si evita che il sintomo si faccia più prepotente e esacerbante. Io proporrei di <strong>trattare il sintomo come una persona</strong>. Allora eccola la Signora Insonnia, vestita da sera, con boa di piume di struzzo che viene a farci il solletico su naso, braccia e gambe, che viene a tenerci svegli.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Cosa fare con la Signora insonnia?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Se quando arriva lei cerchiamo di mandarla via, di buttarla fuori casa o, peggio, giù dalla finestra, lei, la Signora insonnia tenterà di rientrare in tutti i modi magari sgattaiolando sotto il letto. Come se una cara amica bussasse alla porta e vedesse che noi spegniamo le luci fingendo di non esserci, l<strong>’Isonnia si attaccherebbe rabbiosa al campanello </strong>o al battente della porta bussando con prepotenza. E se allora decidessimo di farla entrare, prenderle il cappotto, così si leva anche quell’insopportabile boa di piume e, dopo averle offerto un thè, le chiedessimo cosa mai voglia da noi?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Svegliati!</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questa sarebbe la sua risposta? Io penso proprio di si, penso che l’insonnia viene a suggerirci che è ora di svegliarci, che è l’ora di prendere decisioni importanti, che non è tempo di dormirci su. Ma sia chiaro che questo messaggio non è banalmente riferito a cambiamenti della nostra vita lavorativa o coniugale, no. Piuttosto si riferisce ad un assetto&nbsp; e al modo generale in cui abbiamo strutturato la nostra anima e, se considerassimo la struttura della nostra psiche come una casa, allora <strong>l’insonnia viene a dirci che è ora di traslocare</strong>. Non è tempo di dormire, svegliati, è ora di andare! È ora di cambiare! Questo potrebbe essere il messaggio. Allora tutto il resto viene da se.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Hypnos Thanatos e Isonnia: conclusioni</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Allora io ripartire dalle origini, da Hypnos (Sonno) e Thanatos (Morte) gemelli figli di Nyx, la Notte, e Erebo. Perché sono gemelli? Perché Platone stesso fa parlare Socrate del loro eterno legame? Direi che semplicemente Sonno è il dio che ci induce a dormire, che ci conduce in una dimensione in cui non siamo più noi a comandare, in cui siamo ospiti di un turbinio di immagini e movimenti che sfuggono al nostro diretto controllo. <strong>Una sorta di piccola morte e lì, durante il sonno</strong>, la Psiche si rimette in ordine e ripara ai danni che noi, con vigile e rigoroso piglio, abbiamo generato cercando di far somigliare il mondo all’idea che ce ne eravamo fatti. </p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:21% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="222" height="227" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/vaso-eufronio.jpg" alt="" class="wp-image-13785 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Allora questa è come una morte del nostro Io controllante, è una morte intesa come trasformazione della materia, come trasformazione dell’anima. Ecco il gemellaggio con Thanatos, ecco che la Signora Insonnia viene a dirci che è ora di cambiare, viene a dirci che non è lei a tenerci svegli ma siamo noi stessi che non vogliamo abbandonarci al sonno, alla morte, alla trasformazione.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Allora più che cercare le cause dell&#8217;ionnia cerchiamo di intravederne gli scopi.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Dunque non rinunciate alla medicina, fate pure tracciati al centro cefalee, andate pure dal medico di base a chiedere presidi o dall’erborista, prendetevi la malattia sul lavoro ma poi, dopo aver fatto tutto ciò che la scienza vi suggerisce, magari prima di prendere farmaci, provate a ritagliarvi uno spazio in cui potete ceder il controllo in modo misurato. <strong>Questa è la psicoterapia, ossia il tempio di Hypnos e Thanatos, il luogo in cui ci si concede di lasciare il controllo, trasformarsi e magari anche traslocare. Buona terapia.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/lo-psicologo-e-la-psicoterapia-on-line-funziona-quali-opinioni/">Clicca qui per leggere: La psicoterapia on-line. Funziona? Quali opinioni?</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Psicosomatica e somatizzazione, significato e Psicoterapia: Malattia come opportunità</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/psicosomatica-e-somatizzazione-significato-e-psicoterapia-malattia-come-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 13:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia e insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[come fare per dormire]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[igiene del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo parma]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta parma]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento disturbi d'ansia e Panico Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Psiche e Soma Se vuoi capire un po’ più cosa sia la somatizzazione, la psicosomatica e quali malattie hanno componenti psicologiche, ti trovi nel posto giusto. L’articolo non è breve ma cerca di essere completo e quindi ti richiede di rallentare un pochino. Considera che il solo rallentare spesso scioglie parte delle fatiche legate alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Psiche e Soma</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Se vuoi capire un po’ più cosa sia la somatizzazione, la psicosomatica e <strong>quali malattie hanno componenti psicologiche</strong>, ti trovi nel posto giusto. L’articolo non è breve ma cerca di essere completo e quindi ti richiede di rallentare un pochino. Considera che il solo rallentare spesso scioglie parte delle fatiche legate alla somatizzazione. Dopo aver descritto questa espressione psicofisica dell’anima, cercherò di spiegare quali terapie sono utili e la funzione della psicoterapia. Come scrivo più avanti teniamo presente un presupposto… <strong>La rilettura biologica e simbolica di ogni parte del corpo ci darà spunti sui bisogni e emozioni presenti sul piano psicologico. </strong>Qui vi darò lumi e qualche esempio in coda all’articolo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Premessa</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Una <strong>piccola premessa la farei sul dualismo mente-corpo</strong> che è presente da millenni o per lo meno da quando collochiamo la nascita e le origini della coscienza. La Psicologia forse nasce proprio in funzione di questo dualismo e buona parte della Psicoterapia oggi si occupa del rapporto e del dialogo tra questi, tra la mente e il corpo. Dunque <strong>potremmo definire la Psiche</strong> come l’insieme delle emozioni, dei bisogni, dei comportamenti e dei pensieri di un individuo, <strong>mentre, con Soma ci riferiremo</strong> al corpo, a tutto ciò che ha a che fare con le sensazioni, siano esse legate a stimoli esterni (un pizzico) oppure a stimoli interni (bruciore di stomaco).</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:41% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/yoga.jpg" alt="" class="wp-image-14028 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/yoga.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/yoga-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Differenza tra sensazioni ed emozioni</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Mi sembra chiaro che un dualismo tira l’altro e che a Psiche e Soma si affiancano <strong>sensazioni ed emozioni</strong>. Stiamo semplificando ma qui ci è utile, quindi, <strong>definendo come sensazione</strong> ogni variazione nei recettori del corpo, con <strong>emozione ci riferiremo</strong>, invece, a ciò che etimologicamente la parola indica (Ex + Movere, muovere fuori, portare all’azione) insomma l’emozione è, sempre semplificando, il senso che diamo a una sensazione e la motivazione che ne consegue e che conduce all’azione. </p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Un’emozione che si reitera</strong>, che viene ripetutamente sperimentata assurge a <strong>sentimento</strong> ossia a quello stato dell’umore che è meno pronunciato dell’emozione ma è costante e strutturale del nostro vivere.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Le sensazioni non sono psicosomatiche</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Tirando le somme, ognuno di noi vive delle <strong>sensazioni somatiche</strong>, ossia avverte sollecitazioni della cute, del fegato, del cuore <strong>dovute a stimoli esterni oppure a processi organici interni</strong>. Tecnicamente anche queste sensazioni sono somatizzazioni nel senso che ogni sensazione è un’attivazione dei recettori del soma, del corpo. Ma non possiamo usare questa come una definizione della parola somatizzazione. Infatti con <strong>somatizzazione ci riferiamo comunemente a sensazioni vissute dal corpo senza che vi sia nessuno stimolo meccanico corrispondente, ci riferiamo, cioè, a sensazioni o risposte organiche anche sistemiche, che si presentano come conseguenza di uno stato psicologico</strong>. In questo senso <strong>le emozioni sono sempre somatizzazioni.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Somatizzazione e psicosomatica: definizioni dsm wiki ecc</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Cerchiamo ora di fare ordine e chiarire cosa viene definito dalla medicina e dalla psicologia clinica il disturbo somatico. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Esiste il <strong>DSM V, ossia il manuale diagnostico per i disturbi psicologici e psichiatrici</strong> che elenca una serie di disturbi riconducibili alla somatizzazione. Pur non essendo lo strumento che prediligo, pur chiarendo che una diagnosi rischia sempre di diventare una prigione, direi che per capire sistematicamente di cosa stiamo parlando, la sezione <strong>“Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati”</strong> ci aiuterà molto . Lì troveremo dunque:</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:auto 40%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="423" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/dentist.jpg" alt="" class="wp-image-14029 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/dentist.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/dentist-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<ul id="block-f6bb42c3-80bd-43dd-ae9e-c9837a75c6e3" class="has-black-color has-text-color wp-block-list"><li><strong>Disturbo da sintomi somatici</strong></li><li><strong>Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati senza specificazione</strong></li><li><strong>Disturbo da ansia di malattia</strong></li><li><strong>Disturbo di conversione (disturbo da sintomi neurologici funzionali)</strong></li><li><strong>Disturbo fittizio</strong></li></ul>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">La lista potrebbe essere più lunga ma nella sua completezza sarebbe utile al clinico ma meno a tutti noi comuni mortali. Prima di descriverli rapidamente, direi che <strong>il tratto che distingue colui che tende a sviluppare disturbi di tipo psicosomatico</strong>, <strong>non è tanto la presenza di sintomi sul soma</strong> (aspetto questo presente in tutti noi) <strong>quanto il modo in cui vengono presentati e interpretati dal</strong> paziente. Questo ci riconduce a un aspetto fondamentale ossia che <strong>la psicoterapia non si occupa tanto dei sintomi quanto di come li raccontiamo e di come ci inducono a narrare la nostra esistenza. </strong>La parola “Somatizzare”, dunque, si riferisce al modo con cui conviviamo con le nostre sensazioni, piuttosto che all’avere quelle sensazioni. Se ogni tanto ci balla la palpebra potremmo essere sereni e cercare di riposare un po’ o ridurre gli impegni; oppure potremmo avere un attacco d’ansia e fare analisi per escludere qualche patologia; oppure potremmo buttarci giù e chiuderci in camera a dormire. <strong>Insomma la nostra vita va protetta dal racconto che ne facciamo.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>In generale il primo e il secondo disturbo si somigliano</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Si tratta di <strong>una pervasiva preoccupazione di avere una malattia</strong>. Ma mentre <strong>nei disturbi somatici vi è anche una sintomatologia</strong> che induce a questi pensieri, n<strong>ell’ansia da malattia questa modalità </strong>di pensiero che condiziona la qualità del proprio vivere <strong>è presente anche in assenza di sintomi somatici</strong>. La presenza di <strong>sintomi fisici specifici o aspecifici</strong> che compromettono significativamente la qualità della nostra giornata è comunque una conseguenza dell’ansia da malattia. Insomma nel primo caso i sintomi psicologici somatizzati generano ansia, nel secondo caso sono generati dall’ansia. In verità le due condizioni si intersecano in continuazione e sarà difficile incontrare un disturbo che risponda così bene a questa distinzione medica. <strong>Ansia e somatizzazione vanno sempre a braccetto</strong>.</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/"><em>Clicca qui se vuoi leggere  Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: il calvario di chi smette</em></a></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Sintomo specifico o aspecifico?</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:38% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="278" height="181" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/uomo-poltrona.jpg" alt="" class="wp-image-13803 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Qui mi soffermerei su un fatto ossia che <strong>più il sintomo si mostra aspecifico</strong>, generico e diffuso e <strong>più è in grado di alimentare l’immaginazione del paziente</strong>. Inoltre <strong>più è aspecifico e più è difficile lavorarci in terapia</strong>. La terapia a volte progredisce proprio perché un sintomo da aspecifico diventa specifico. Si affiancano ai sintomi <strong>preoccupazioni invadenti e invasive sulle possibili malattie correlate.</strong></p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Chi somatizza non sta fingendo</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questo è un aspetto importante. Il fatto che l’origine della tensione muscolare, della diarrea, del reflusso o di qualsiasi altra espressione somatica, sia di natura psicologica non significa che sia inventato o immaginario. Almeno non è inventato come non lo è qualsiasi altra emozione che proviamo. Ora mi sembra chiaro che facilmente si finisca per etichettare come ipocondriaco l’individuo con questi disturbi e liquidarlo. Eppure deve essere chiaro che <strong>non ci sono sintomi inventati ne autoindotti. Coloro che si trovano con questo stato psicologico soffrono realmente e non pianificano nessun sintomo</strong>. Anzi sono piuttosto meravigliati del fatto che spuntino sintomi del tutto inaspettati.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Disturbo di conversione</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Il disturbo di conversione un tempo veniva incluso nell’Isteria. Si proprio quella di cui parlava Freud. <strong>Si tratta della manifestazione somatica di un deficit, ad esempio gambe paralizzate o semiparalizzate, che non ha nessuna causa organica e che risulta in modo ragionevole come conseguenza di uno stato psicologico</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Disturbo fittizio</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Nel caso in cui <strong>una persona si induca un danno fisico o simuli una menomazione con finalità ingannevoli ma senza che vi sia ottenimento di alcun vantaggio</strong>, allora siamo di fronte al disturbo fittizio. Come quando fingevamo mal di pancia per non andare a scuola ma senza che dobbiamo andare a scuola. In questo caso si insegue semplicemente la condizione di malato.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Riassumendo sulla somatizzazione e sui disturbi somatici</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Tutte queste piccole categorie, a cui dovremmo aggiungerne altre, poco ci dicono su una questione molto più evidente, ossia sul fatto che <strong>quando il soma parla significa che la psiche non ha trovato o non è riuscita a trovare le parole</strong>. Dunque, più banalmente, la psicosomatica e disturbi somatici comprendono tutte quelle condizioni in cui il corpo parla e esprime un vissuto emotivamente denso di un individuo. Anche nel disturbo fittizio avviene lo stesso meccanismo ma su base intenzionale. Dunque <strong>la psicologia psicosomatica è la materia che studia le corrispondenze tra un’espressione somatica e il suo corrispettivo psicologico.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-small-font-size wp-block-paragraph"><em>“Il corpo è il palcoscenico degli eventi psicologici inconsci” (<a href="https://amzn.to/37fIyls">Dahlke, “Malattia come simbolo” Clicca qui per esplorare il libro)</a></em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Somatizzazione e psicosomatica: Terapie e psicoterapie</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="237" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage.jpg" alt="" class="wp-image-14032" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage-300x111.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Un’emozione che si reitera</strong>, che viene ripetutamente sperimentata assurge a <strong>sentimento</strong> ossia a quello stato dell’umore che è meno pronunciato dell’emozione ma è costante e strutturale del nostro vivere.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/sei-ipocondriaco-ora-ti-spiego-il-perche/"><em>Clicca qui se vuoi leggere Sei ipocondriaco? Ora ti spiego il perché</em></a></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Dizionari simbolici nella psicoterapia</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Oltre al già citato Rudiger Dahlke, possiamo trovare molti spunti in tutta la <strong>medicina cinese</strong> che rimanda <strong>all’agopuntura</strong>, ma anche in molte altre discipline di meditazione. <strong>Gli elementi simbolici connessi ad ogni singola parte del corpo, ad ogni singolo organo, potranno poi essere messi in connessione con quelli relativi alla funzionalità biologica di quello stesso organo.</strong> Allora, facendo esempi molto semplificati, una <strong>tachicardia</strong> porterà a porre l’attenzione sulla <strong>sfera emotiva</strong> e sentimentale a cui in genere si riconduce la funzione del cuore. Ma, al tempo stesso, porrà l’attenzione sul rapporto che il paziente ha con lo sforzo fisico e psichico generalmente vissuto in modo conflittuale. Il cuore ti porta dove hai paura di andare. Oppure Problemi e fantasie con i capelli ci rimanderanno al simbolismo della capigliatura e alla forza identitaria che portano con se. Caviglie&nbsp; ginocchia, pancreas, pelle ecc. <strong>La rilettura biologica e simbolica di ogni parte del corpo ci darà spunti sui bisogni e emozioni presenti sul piano psicologico.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Psicofarmaci e somatizzazione</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:auto 44%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="424" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/medicine.jpg" alt="" class="wp-image-14030 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/medicine.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/medicine-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">La <strong>Psicologia non deve però essere arrogante</strong>. Non può arrogarsi il diritto unico alla diagnosi. Sarebbe presuntuoso ma soprattutto <strong>pericoloso escludere il consulto medico</strong> a fronte di qualsiasi espressione del corpo, se questa induce a dubbi sulla propria salute. Una volta escluse questioni mediche di sorta potremmo concentrarci su le componenti psicologiche. <strong>Anche se gli esami medici dovessero riscontrare una qualche patologia, potremmo comunque promuovere la salute del corpo esplorandone le componenti psichiche.</strong> Tanto più se non vi sono ne patologie o se in presenza di sintomi non se ne trovino cause efficienti e sufficienti.</p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La psicoterapia nell’approccio psicosomatico</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Date le premesse fin qui esposte, direi che il corpo parla e invia messaggi quando l’anima è confusa. E non spende tempo a spedire messaggi ovvi. Sia chiaro che la Psicoterapia ha come scopo primario quello di tradurre in parole il mondo emotivo e psicologico. Tale traduzione consente di sostituire il linguaggio all’azione. Se il nostro vocabolario è ampio, se le nostre competenze linguistiche sono eccellenti allora i gesti serviranno sempre meno e sempre meno dovremo usare le mani per spiegarci. In tal modo anche la violenza fisica risente della capacità di parlare. Anche il corpo somatizzerà meno poiché non sara deputato a esprimere quello che le parole non sanno spiegare.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qualche esempio per congedarci</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Quanlche esempio poptrebbe risultare nutriente ed esemplificativo. Fortunato chi trova il suo ma per tutti esistono i testi citati oppura una buona psicoterapia. Allora se siamo colpiti da <strong>cefalee con o senza aura </strong>potremmo chiederci qualcosa del tipo “perché siamo così cerebrali?”. Si potrebbe essere in uno sbilanciamento in una posizione di intellettualismo apollineo, oppure, come nel mito in cui dalla testa di Zeus nasce <strong>Atena</strong> dea della guerra strategica, ci troviamo di fronte a una psiche che esige di contenere impulsività e aggressività in luogo di determinazione e strategia. Un problema alla <strong>laringe</strong> avrebbe una corrispondenza con la voce e la <strong>capacità di comunicare</strong>. </p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:42% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="452" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/knee.jpg" alt="" class="wp-image-14031 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/knee.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/knee-300x212.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma ancora, un problema al <strong>seno</strong> potrebbe avere le sue corrispondenze con la funzione <strong>materna</strong> o, più in generale, con la capacità del paziente di essere protettivo e nutriente verso se stesso o verso il mondo. Ma sempre il seno potrebbe avere una componente sessualizzata. Il <strong>fegato</strong> ci rinvierebbe alla capacità di <strong>digestione o meglio ai rodimenti</strong>. L’apparato <strong>gastrointestinale</strong> ci dovrebbe interrogare su ciò che resta <strong>indigesto</strong> o <strong>indigerito</strong> nella nostra vita. Le <strong>Ginocchia</strong> ci suggerirebbero di riflettere sulla nostra <strong>flessibilità</strong> oppure rinvierebbero all&#8217;etimo della parola e dunque alla nascita di qualcosa. E le <strong>caviglie</strong> sulla capacità di <strong>cambiare direzione</strong>… Lo so è una semplificazione ma <strong>questo è il modo in cui il corpo ci sta insegnando a parlare.</strong> E la psicoterpia è il luogo in cui ampliare il proprio vocabolario.</p>
</div></div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: la fatica di chi smette</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 09:11:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
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		<category><![CDATA[Terapie]]></category>
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		<category><![CDATA[Trattamento disturbi d'ansia e Panico Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo breve compendio è utile a conoscere gli effetti dei farmaci e della loro dismissione. Oltre a un elenco aggiornato degli effetti astinenziali e dei meccanismi neurologici, si offrono indicazioni terapeutiche e procedurali per dismettere le BDZ.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Premessa</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Partiamo innanzitutto da un fatto, ossia che sono uno psicoterapeuta e che <strong>non sono uno psichiatra. Psichiatria e farmaci sono strumenti paralleli indispensabili. </strong>Nel mio lavoro, da sempre, un buon rapporto con uno psichiatra e un fare rete sono alla base del percorso terapeutico di alcuni pazienti. <strong>In molte altre occasioni il farmaco è solo una scorciatoia “antiindividuativa”</strong>. Per capirci il farmaco in questi secondi casi è uno <strong>strumento che serve</strong> al paziente e a tutta la sua rete sociale, compresa<strong> la famiglia</strong>, per non fare i conti con elementi di realtà scomodi. Qui troverete un <strong>breve ma completo compendio</strong> di sintomi e terapie utili ad affrontare la dismissione dei farmaci e la gestione-convivenza con l&#8217;ansia.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:33% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher.jpg" alt="" class="wp-image-13892 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher.jpg 1000w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher-300x300.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher-150x150.jpg 150w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher-768x768.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher-650x650.jpg 650w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Non essendo un medico, le informazioni che troverete saranno raccolte dall&#8217;esperienza maturata nei 15 anni di lavoro in una struttura per le dipendenze patologiche, e nell&#8217;attività terapeutica privata in pazienti che chiedevano un supporto psicologico nello scalaggio di benzodiazepine che avevano pianificato con il proprio medico psichiatra con cui ho fatto rete.</p>



<p class="has-text-align-left has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Tutte le informazioni contenute in questo articolo non sostituiscono in nessun modo il rapporto col proprio medico di base e con il proprio psichiatra. Qualsiasi psicoterapia che si pone a supporto fa sempre riferimento diretto a queste figure professionali.</strong> Questo articolo è utile sul piano psicologico mentre sul piano farmacologico l&#8217;interlocutore necessario è sempre il medico psichiatra.</p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Cosa vuol dire “farmaco”</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Mi rimetto all’etimologia e alla saggezza dei primi chimici e farmacisti, ossia gli alchimisti. Questi sottolineavano che la parola <strong>“farmaco” significa “veleno”</strong>. Gli alchimisti infatti sapevano che ciò che cura o avvelena non è una sostanza ma la sua dose. Un farmaco salvavita se in sovradosaggio può uccidere insomma. Questa saggezza spinse Paracelso, il più noto tra gli alchimisti, a chiamare le malattie con il loro stesso rimedio.<strong> L’ansia potrebbe essere chiamata</strong> xanaxite o, se prendiamo il nome del principio attivo, alprazolam, avremo la <strong>alprazolamite</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Quando sono nate le benzodiazepine</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Scoperte nel 1955 <strong>e commercializzate nei primi anni ’60</strong> divennero una sorta di pillola della felicità. Si perché inibivano la reazione ansiosa, la paura e la tensione del corpo in maniera sostanziale. Dunque, oltre che in ambito psichiatrico, venne impiegata tout court. Un esercito di liberi professionisti e di altre categorie che avevano nella performance un dio irrinunciabile, iniziò ad assumere regolarmente e a dosaggi terapeuticamente sostenuti le<strong> BDZ (Acronimo di Benzodiazepine)</strong>. Questo stesso esercito divenne una popolazione di <strong>tossicodipendenti </strong>poiché ciò che era stato del tutto sottovalutato era l’effetto di tolleranza e <strong>assuefazione al farmaco.</strong> Oggi la situazione è per fortuna molto diversa.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Psicologo Parma invia un messaggio al 3291005824</h3>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La dipendenza da BDZ e i loro effetti</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Le benzodiazepine hanno come effetto principale il <strong>rilassamento muscolare</strong>. Hanno certamente anche un effetto ipnotico e sedativo e riducono la memoria a breve termine, ma sostanzialmente sono dei <strong>miorilassanti</strong>. Questo significa banalmente che la nostra tensione muscolare si ridurrà. Ma non dobbiamo essere ingenui, con tensione muscolare ci riferiamo a tutta la muscolatura volontaria e involontaria. Quella involontaria è quella di uno stomaco che digerisce, di un colon che si contrae, dei bulbi piliferi. Insomma <strong>le BDZ agiscono pressoché su tutto il corpo</strong> e su tutti gli organi perché tutto il corpo è interessato da muscoli.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Dipendenza psicologica da BDZ</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:39% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1018" height="460" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2015/01/ciuccio2-1018x460.jpg" alt="" class="wp-image-113 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2015/01/ciuccio2-1018x460.jpg 1018w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2015/01/ciuccio2-1018x460-300x136.jpg 300w" sizes="(max-width: 1018px) 100vw, 1018px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Quando andiamo dal medico e diciamo di avere l’ansia il medico, non uno psichiatra ci da un farmaco contro l’ansia, le benzodiazepine. Ma queste non hanno come effetto solo il levare l’ansia e la paura, che magari hanno un loro senso nel momento storico che stiamo transitando, ma hanno anche l&#8217;effetto quello di levare la tensione muscolare legata all’ansia e alla paura. Un po’ come se <strong>silenziassero il corpo</strong>. A quel punto la psiche inizia a dissociare gradualmente la paura e l’ansia dai contesti in cui emergevano. Il corpo si rilassa e questo senso di potere libera anche forti dosi di soddisfazione psicologica. <strong>Sarebbe sempre auspicabile il consulto con uno psichiatra, magari affiancato da uno psicoterapeuta, per valutare l&#8217;assunzione di questi farmaci.</strong></p>
</div></div>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/sei-ipocondriaco-ora-ti-spiego-il-perche/">CLICCA QUI SE VUOI LEGGERE: SEI IPOCONDRIACO ORA TI SPIEGO PERCH</a>E&#8217;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Che cosa è l’ansia e la paura</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma ansia e paura sono meccanismi utili alla sopravvivenza. <strong>“Paura” viene dal latino “pavire” </strong>ossia tastare il terreno per vedere se regge e, con lei, l’<strong>ansia è la risposta a situazioni di pericolo fisico e psichico</strong>. Vero che a volte la paura può diventare panico e bloccarci completamente ma non fa mai così tanti danni come la totale assenza di paura. Se di fronte a un leone che ruggisce non avessimo paura probabilmente perderemmo la vita. Se i muscoli non si tendessero e l’adrenalina ci permettesse di far circolare più sangue e ossigeno ai muscoli non potremmo ridurre i rischi di un attacco. Insomma <strong>la vigliaccheria non è sempre un difetto.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Tolleranza BDZ</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma a questo meccanismo psicologico di dipendenza va aggiunto l’effetto di tolleranza. <strong>Semplicemente ognuno, in tempi leggermente diversi, tende ad abituarsi alle benzodiazepine</strong>. Questo significa che un dosaggio iniziale se prolungato oltre i tempi previsti dal medico psichiatra, inizia ad avere un effetto molto ridotto, allora si tende ad aumentare. Ma questa tendenza non avviene raddoppiando la dose. No. Avviene subdolamente. <strong>Si inizia ad avere un appetito leggero che spinge a ridurre i tempi tra un’assunzione e l’altra</strong>. Si inizia a dimenticare di aver assunto le BDZ e così ci si ritrova con una compressa in più al dì. La tolleranza si presenta come il più evidente campanello d’allarme che ci annuncia la tolleranza e l&#8217;assuefazione. In questo anche i medici si mostrano  a volte nella difficoltà di gestire la tolleranza.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Le informazioni contenute in questo articolo sono riprese dalle ricerche della Dottoressa C. Heather Ashton. Inoltre le evidenze emerse nel trattamento di pazienti in struttura residenziale per le tossicodipendenze.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Emivita delle BDZ e dipendenza</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>L’emivita è il tempo con cui la molecola raggiunge la massima concentrazione plasmatica, ossia mostra il picco del suo effetto </strong>(non è proprio questa la definizione ma sia sufficiente qui per comprendere). Esistono quindi BDZ a emivita breve che nel giro di 3-6 ore raggiungono un effetto massimo; BDZ a emivita media e lunga. Gli effetti più apprezzabili, ossia quelli che avvertiamo in modo sensibile, sono maggiori con le BDZ a emivita breve ma, per gli stessi motivi sono anche più veloci nello sviluppare tolleranza e nel generare una dinamica dipendente. La dipendenza è evidente anche e nella misura in cui:</p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>si continua ad assumere il farmaco anche se non vi sono più le condizioni psicofisiche e ambientali iniziali che ne giustifichino l’assunzione.</li>



<li>Si va dal medico con regolarità rituale</li>



<li>Si debba tenere in tasca il farmaco sempre</li>
</ul>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Effetti di astinenza da BDZ</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Nel momento in cui decidiamo di sospendere l’uso di BDZ avremo effetti più o meno prepotenti a seconda dell’emivita del farmaco, del dosaggio, del periodo di assunzione e dei fattori ambientali. Segue un elenco dei sintomi in acuzie e poi di quelli protratti nel tempo:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Sintomi &#8220;psicologici”</strong></p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Eccitabilità (nervosismo, irrequietezza)</li>



<li>Insonnia, incubi ed altri disturbi del sonno</li>



<li>Ansia crescente, attacchi di panico</li>



<li>Agorafobia, fobia sociale</li>



<li>Percezioni distorte</li>



<li>Depersonalizzazione, derealizzazione</li>



<li>Allucinazioni, percezioni erronee</li>



<li>Depressione</li>



<li>Ossessioni</li>



<li>Pensieri paranoici</li>



<li>Rabbia, aggressività, irritabilità</li>



<li>Deterioramento della memoria e mancanza di concentrazione</li>



<li>Ricordi intrusivi</li>
</ul>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">La maggior parte di questi effetti s<strong>ono presenti in un comune Disturbo d&#8217;ansia generalizzato, in particolare in quello che presenta anche attacchi di panico</strong>. Dunque non sono necessariamente da imputare a una condizione astinenziale. Lo psicoterapeuta supporta la differenziazione tra effetti astinenziali e sintomi riconducibili a un temperamento di tipo ansioso-fobico. Si tenga presente che ogni paziente con un disturbo d&#8217;ansia si riconoscerà in ogni singolo sintomo sovrastimandone l&#8217;impatto. Si tenga presente inoltre che solo l&#8217;assunzione non corretta delle BDZ può portare a questi fastidi. Il consulto con lo Psichiatra riduce ed elimina questi rischi. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">In molti iniziano ad assumere farmaci per &#8220;passaparola&#8221;, dunque è di primaria importanza una buona educazione all&#8217;uso dei farmaci.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://www.animafaarte.it/agorafobia-significato-sintomi-e-cura-una-passerella-verso-la-trasformazione-pillola-n-35/">Un racconto sull&#8217;agorafobia che ti aiuterà&#8230;:  </a></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://www.animafaarte.it/agorafobia-significato-sintomi-e-cura-una-passerella-verso-la-trasformazione-pillola-n-35/">AGORAFOBIA SIGNIFICATO, SINTOMI E CURA: UNA PASSERELLA VERSO LA TRASFORMAZIONE. PILLOLA N.35</a>  </p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Sintomi fisici</strong></p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Mal di testa</li>



<li>Dolori / rigidità &#8211; (negli arti, nella schiena, nel collo, nei denti o nelle mascelle)</li>



<li>Prurito, intorpidimento, alterazione delle sensazioni &#8211; (arti, viso, tronco)</li>



<li>Debolezza (gambe che tremano)</li>



<li>Spossatezza, sintomi parainfluenzali</li>



<li>Contrazioni dei muscoli, strattoni, tic, sensazioni di &#8220;shock elettrico&#8221;</li>



<li>Tremore</li>



<li>Capogiri, sensazioni di leggerezza nella testa, equilibrio imperfetto</li>



<li>Vista offuscata / doppia, occhi infiammati o troppo secchi</li>



<li>Acufeni</li>



<li>Ipersensibilità &#8211; (alla luce, ai rumori, al tatto, al sapore ed agli odori)</li>



<li>Sintomi gastrointestinali &#8211; (nausea, vomito, diarrea, stitichezza, dolori, distensione, difficoltà nella deglutizione)</li>



<li>Cambiamenti nell’appetito e/o nel peso</li>



<li>Secchezza nella bocca, gusto metallico in bocca e percezione inusuale degli odori</li>



<li>Arrossamento nel viso / sudorazione / palpitazioni</li>



<li>Eccessiva respirazione</li>



<li>Disturbi urinari / difficoltà mestruali</li>



<li>Eruzioni cutanee, prurito</li>



<li>Convulsioni (raramente solo nei casi di interruzione improvvisa di dosaggi alti di BDZ)</li>
</ul>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><span style="font-size: revert; color: initial;"><strong>Tutti indicati nei bugiardini.</strong> </span>Insomma ci ritroviamo semplicemente con un rinverdimento di tutte le sensazioni ed emozioni che ci avevano indotto ad assumere farmaci e anche di fronte a tutte le sensazioni correlate. I muscoli faticano a rilassarsi. E con muscoli ci riferiamo a tutte le parti del corpo deputate a promuovere il movimento, sia di arti come le gambe, sia di organi interni fino al bulbo pilifero. Per questo un sintomo frequente possono essere brividi e pelle d’oca. Difficle poi distinguere se la &#8220;pelle d&#8217;oca&#8221; sia causata da fattori ambientali a dalla tolleranza sviluppata verso il farmaco. Il corpo e la psiche manifestano un effetto di rebound ossia un aumento della frequenza di tutti i sintomi ansiosi presenti prima dl ricorso alle BDZ.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questi sintomi sono spesso di natura solo psicologica, specie nei casi in cui i dosaggi erano piuttosto contenuti e i più gravi si riferiscono a interruzioni improvvise e senza supporto del medico. Si deve sempre avere il medico come riferimento. Uno psicoterapeuta fa egli stesso rete col medico per fare rete.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Xanax e altre BDZ nello sport</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:27% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="724" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/07/knee-2768834_1920-1024x724.jpg" alt="" class="wp-image-1096 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Farei menzione inoltre di una questione alquanto sottovalutata, ossia l’assunzione di BDZ in quei soggetti che fanno sport, anche intenso. In quanto miorilassanti, le benzodiazepine portano a prestazioni maggiori, a minore faticabilità muscolare e a un senso di benessere legato a questo. La sospensione o il divezzamento da BDZ può, quindi, <strong>produrre effetti muscolari ragionevolmente pronunciati</strong> proprio per la poca tolleranza da parte dei pazienti rispetto alla riduzione delle proprie performances. Rinunciare al farmaco si può se si inaugura un processo di accettazione dei propri limiti fisici sportivi.</p>
</div></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/quali-farmaci-prescrive-lo-psicologo-differenze-tra-psicologo-e-psichiatra-cultura-al-posto-dei-farmaci/">CLICCA QUI SE VUOI LEGGERE: QUALI FARMACI PRESCRIVE LO PSICOLOGO?</a></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Benzodiazepine, Sclerosi e altre malattie neurodegenerative</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">I sintomi d&#8217;ansia possono condurre a una diffusa somatizzazione. In questi casi i sintomi psicosomatici, amplificati dalla dipendenza psicologica legata alle benzodiazepine, così come da l&#8217;astinenza fisica, possono risultare <strong>simili ad alcune condizioni neurologiche più gravi</strong>. In vero è il paziente che spesso sviluppa questo timore di tipo ipocondriaco sentendo la persistenza dei sintomi d&#8217;ansia. In taluni casi, il medico di base non riesce a fare a meno di prescrivere  faticose analisi, data l&#8217;insistenza dei pazienti, per escludere eventuali malattie degenerative. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Dunque spesso chi scala e poi sospende le BDZ procede,  a volte a un’elettromiografia, una risonanza o altri esami che peseranno sul SSN e sulla serenità del soggetto che, in quanto ansioso, ha una bassa tolleranza proprio per questa tipologia di esami. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Risulta chiaro che i sintomi da astinenza magari non peggiorano ma nella loro persistenza logorano l&#8217;equilibrio psicologico di un paziente ansioso. In questo senso, sapendo che un soggetto ansioso, non di rado si mostra ipocondriaco o con disturbo somatoforme, l’esclusione e il contenimento della paura per l’insorgenza di malattie, è un aspetto tutt’altro che da trascurare.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Quali terapie?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">In merito alle terapie prima, durante e dopo la sospensione delle BDZ si potrebbe dire che vi sono due <strong>macroaree</strong> ossia quella del <strong>soma</strong> e quella della <strong>psiche</strong>. L’area psichica potrebbe essere divisa in <strong>Psicodinamica o sfera emotiva</strong> e in <strong>cognitiva o sfera del pensiero</strong>. Di seguito indicheremo possibili strategie e terapie per ogni area.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Terapie per le Benzodiazepine: Sfera somatica, Il corpo</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Il corpo ha bisogno di <strong>riprendere i ritmi</strong> di un tempo e per farlo c’è bisogno proprio di tutto quel tempo. Se volete un’immagine che può rendere è quella in cui avviene un’azione efferata in una chiesa o in un tempio. Prima che la collettività superi un evento culturalmente così importante ci vuole molto tempo. Similmente, considerando il corpo come il tempio della nostra anima, l’uso di BDZ potrebbe risultare l’evento efferato. In quest’ottica ci si deve concedere tempi altrettanto lunghi. <strong>Anche un anno potrebbe essere necessario</strong> ma ognuno dve adattare il programma di divezzamento alle sue condizioni personali e declinarlo secondo le indicazioni fornite dal medico.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Gli interventi sul corpo potrebbero seguire l’elenco dei sintomi. Dunque il <strong>rilassamento muscolare progressivo</strong> così come una particolare attenzione allo <strong>stretching</strong> possono essere molto d’aiuto.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Tutte le tecniche di rilassamento con attenzione alla <strong>respirazione diaframmatica</strong> o al <strong>training autogeno</strong> possono aiutare. Senza aspettarsi la totale la remissione dell’ansia. Del resto con una persona ansiosa il problema è proprio questo ossia il fatto che vuole eliminare l’ansia senza accorgersi che anche questa emozione ha una funzione vitale per la nostra psiche. Dunque non va mai eliminata, piuttosto vanno ridotti i<strong> picchi ansiosi perché diventino vette percorribili.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Non vi sono <strong>indicazioni nutrizionali</strong> specifiche, ma la tensione a carico di tutto il tratto gastrointestinale richiede una attenzione. La già presente tendenza al reflusso, o a tutto ciò che concerne quella che comunemente viene chiamata “Sindrome del colon irritabile” richiede l’attenzione ad un’alimentazione che riduca tutti i cibi che possano sovraccaricare tutto l’apparato gastrointestinale e alleggerendo così anche la psiche.&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>L’attività sportiva</strong> deve essere moderata e trovare la giusta misura per consentire ai muscoli di ritrovare la loro condizione originaria. Sarebbe da escludere l’attività troppo intensa, ma non si dovrebbe cadere nel tranello di interrompere l’attività. Come per il piano di scalaggio, <strong>la cosa migliore a preparare un calendario delle attività sportive cercando di rispettarlo</strong>, anche quando i muscoli non vogliono.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph">Terapie per le Benzodiazepine: La sfera psichica</p>



<ol class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li><strong>La sfera Cognitiva e del pensiero</strong> è quella che andrebbe presa in carico primariamente. Nella fase di divezzamento il paziente va sostenuto nel convivere con tutta questa serie di sensazioni corporee estranee. Un continuo confronto col piano di realtà relazionale e medica dovrebbe consentire di non cadere nell’iperbole ipocondriaca e nella fuga sociale, senza che questo induca a riassumere il farmaco. Sia chiaro, chi dismette le BDZ ogni giorno si chiede se non sia il caso di riassumerne e l’attività di coaching psicologico è importante.   Buona norma è rispettare il piano di scalaggio concordato col medico psichiatra. A questa operazione di sostegno si dovrebbe affiancare quella di ristrutturazione o revisione degli stili di pensiero e organizzativi. Un paziente ansioso, tanto più in fase di divezzamento da BDZ, deve infatti rivedere l’ordine delle sue priorità e deve imparare a procedere a un autovalutazione continua delle proprie risorse e delle proprie competenze. A volte il porsi obiettivi troppo alti o, per converso, troppo bassi, rispetto alle proprie possibilità può essere causa primaria di agitazione e ansia. Nella fase di sospensione da BDZ la messa a fuoco di risorse e competenze riceve un effetto di distorsione continuo a cui si deve opporre un pensiero orientato. Conoscere come funzioniamo senza cercare di cambiare il nostro funzionamento</li>



<li><strong>La sfera psicodinamica  ed emotiva </strong>concerne più l’identità personale e il proprio universo emozionale. <strong>Una terapia psicodinamica lavorerà cercando di ridurre lo strappo tra l’idea che il paziente ha di sé e la sua reale identità. Accettare i propri talenti e i propri difetti </strong>cercando di promuovere una dialettica tra chi si è e chi si vorrebbe essere risultano i primi obiettivi da porsi. L’accettazione dl limite e dei confini è altrettanto fondamentale. L’universo emozionale è un universo angoscioso per un paziente ansioso. <strong>Un ansioso vive ogni emozione come una invasione e cerca di evitarle. Dunque si dovrebbe promuovere un’alfabetizzazione emotiva,</strong> un’acquisizione di un più ampio lessico emotivo e la comprensione del fatto che le emozioni sono strumenti importantissimi che ci informano sul nostro rapporto con l’ambiente circostante.</li>
</ol>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Benzodiazepine:</strong> <strong>Sto in ansia o in astinenza?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questa è la domanda che incombe negli ultimi anni. Sia individualmnete che a livello sociale, si rischia di non riuscire più a distinguere l&#8217;ansia buona, quella endogena che ci dice che la situazione che stiamo vivendo è stressante, dall&#8217;ansia chimica, quella legata alle fluttuazioni provocate dall&#8217;assunzione scomposta di BDZ. La dimensione psicologica e quella chimica dell&#8217;ansia stanno diventando un sintomo sociale. Ecco perchè la psicoterapia risulta importante perchè ci protegge dalla chimica dei farmaci, ossia dalla nostra tendenza a voler sopprimere tutti i nostri sintomi invece di comprenderne il senso.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Di seguito troverete dei link di approfondimento sulla terapia. Il consiglio fondamentale da raccogliere è quello di darsi tutto il tempo necessario, non avere fretta per cercare di passare dal costruire un’immagine di sé allo scoprire l’immagine di sé.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicologo-psicoterapeuta-rieti-contatticontatti/">Se vuoi parlare con me Puoi cliccare qui o chimare il 3291005824 ANCHE WHATSAPP</a></strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">CI POSSIAMO INCONTRARE ON LINE O NEGLI STUDI A RIETI, PARMA, L&#8217;AQUILA E TERNI</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">CLIC<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-attacchi-di-panico-ti-spiego-come-averne-il-piu-possibile/">CA QUI PER LEGGERE: Ansia e Attacchi di panico? ti spiego come averne il più </a>possibile!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.benzo.org.uk/amisc/italianmanual.pdf">https://www.benzo.org.uk/amisc/italianmanual.pdf</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-depressione-come-smettere-di-assumere-ansiolitici-e-benzodiazepine/">Ansia e Depressione: Come smettere di assumere farmaci ansiolitici e benzodiazepine. clicca qui per approfondire.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: la fatica di chi smette</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Ipocondria, Disturbo d&#8217;Ansia da Malattia (DAM)</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/ipocondria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 09:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[ipocondriaco]]></category>
		<category><![CDATA[panico]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo parma]]></category>
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		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento disturbi d'ansia e Panico Parma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lucaurbanoblasetti.it/?p=797</guid>

					<description><![CDATA[<p>Descrizione dell'ipocondria. Cause e sintomi. Quale Psicoterapia è la più efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ipocondria/">Ipocondria, Disturbo d&#8217;Ansia da Malattia (DAM)</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">IPOCONDRIA: Significato, Sintomi e Cura</h3>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ipocondriaco spera ardentemente di stare male?</strong></p>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>DEFINIZIONE</strong>: una irriducibile e persistente paura di avere malattie gravi. Questa paura è talmente radicata da generare un disagio significativo ossia una difficoltà a portare avanti con regolarità lavoro, relazioni e affetti.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">L’ipocondria è tra l’elenco dei disturbi d’ansia del <strong>DSM V</strong> <a aria-label="(il manuale di riferimento per i disturbi mentali (apre in una nuova scheda)" href="https://amzn.to/2Q4YMa8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">(il manuale di riferimento per i disturbi mentali</a>).</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>DESCRIZIONE</strong>: Per un ipocondriaco un <strong>formicolio </strong>diventa facilmente una <strong>malattia degenerativa</strong>, un raffreddore assume le caratteristiche di una meningite, un mal di testa diventa un sintomo tumorale, e si è in perenne <strong>rischio di malattie infettive</strong>. &nbsp;La <strong>paura è persistente</strong> e acuta e spinge a esami e analisi continue, dispendiose sia <strong>dal punto vista psicologico che economico</strong>. A volte vi sono sintomi fisici corrispondenti a volte si avverte una certa paura anche senza alcun sintomo.</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="113" class="wp-image-14796" style="width: 150px;" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg" alt="ansia, psicologo parma, Disturbi d'ansia" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999-300x225.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><strong>La parola ipocondria significa semplicemente malattia dell’ipocondrio, e la parola in origine significava &#8220;Sotto la Cartilagine&#8221;.</strong></p></blockquote></figure>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="352" height="132" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/ipocondrio.png" alt="" class="wp-image-798 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/ipocondrio.png 352w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/ipocondrio-300x113.png 300w" sizes="(max-width: 352px) 100vw, 352px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Era semplicemente una malattia che presentava come sintomi dei dolori diffusi al petto. Successivamente si verificò come fosse di <strong>origine psicosomatica</strong> ossia fosse una <strong>manifestazione corporea di un disagio psicologico</strong>. Ma quale disagio?</p>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color has-medium-font-size"></h2>



<h3 class="wp-block-heading">Le cause dell&#8217;Ipocondria</h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Il paziente che sviluppa un DAM  (Disturbo d&#8217;Ansia da Malattia), tende a perceepirsi come molto fragile e vulnerabile e soggetto a malattie. Questa convinzione può essere diffusa ma nell&#8217;ipocondriaco diventa un perno centrale. Le cause sono da rintracciare in altri tre aspetti:</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">1- Lo <strong>stile di attaccamento</strong>. L&#8217;aver avuto una genitorialità non negligente e presente nella giusta misura riduce il rischio di sviluppare un DAM. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">2-  l&#8217;attaccamento è solo una concausa rispetto ad altri <strong>elementi di personalità e di temperamento. </strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">3- Altra causa è legata a quento i <strong>Mass Media </strong>promuovano una <strong>informazione </strong>tendenzialmente <strong>allarmante </strong>e che spinge alla <strong>prevenzione </strong>oltre la misura del necessario. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Oltre una certa misura la tutela della salute minaccia la salute.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa peggiora l&#8217;ipocondria</h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Chi tende a vivere queste fantasie diffuse di malattia <strong>tende a peggiorare andando in rete</strong> a cercare a quale malattia corrispondono. La rete è un ricettacolo di tutti i possibili eventi infausti che capitano molto raramente, se non mai.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-14874" style="width:318px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb-1024x682.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb-300x200.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb-768x512.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb-1536x1023.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ecco che una leggera flessione nei trombociti si trasforma in morte certa. Ma se andiamo a cercare <strong>le cause dell’ipocondria in rete </strong>riceviamo lo stesso trattamento. Spuntano fuori madri iperprotettive, o padri svalutanti, o ancora genitori deboli. Inoltre i troveranno tra le cause la presenza di malattie gravi vissute in famiglia. Niente di meno calzante e fuorviante. La rete non solo amplifica questo disturbo con l’iperbolica presenza di siti medici che parlano delle peggiori patologie, ma non riduce l’impatto di questa sofferenza fornendo spiegazioni e cause che ci impediscono di pensare e generare una soluzione alla nostra ipocondria. Alcune terapie ruminano sulla madre iperprotettiva senza portare alcun giovamento.<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-uno-psicologo-o-uno-psicoterapeuta/"><em>Leggi anche &#8220;A cosa serve lo psicologo&#8230;&#8221; Clicca qui</em></a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Scopo dell&#8217;Ipocondria</h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Molto semplicemente <strong>l’ipocondria trova origine nel rifiuto del corpo </strong>nei suoi processi autonomi a causa di un bisogno di controllo legato alla poca tolleranza dell’incertezza.&nbsp; Ma la causa più semplice è che l’ipocondria deve assolvere al suo scopo ossia cerca di aiutarci. <strong>L’ipocondria ci aiuta</strong>,  usa il corpo come mezzo per spiegarci come si vive nel mondo dato che noi, con la mente, abbiamo ideato un mondo prevedibile, ma facendolo lo abbiamo fortemente distorto. <strong>La prevedibilità ci leva qualche ansia, ma ce ne restituisce poi il doppio perchè la prevedibilità è una distorsione</strong>.  E la distorsione non si adatta a noi e a chi siamo realmente. Quindi siamo costretti a distorcerci. Ecco che i sintomi del corpo ci rimandano a una malattia e quella malattia simbolicamente è la cura per la psiche. La fantasia della malattia è la via con cui trovare il nostro equilibrio psicologico ed esistenziale.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="140" class="wp-image-13941" style="width: 200px;" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-scaled.jpg" alt="" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-scaled.jpg 2560w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-300x210.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-1024x718.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-768x539.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-1536x1077.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-2048x1436.jpg 2048w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></h4>



<h3 class="wp-block-heading">DIFFERENZE tra il disturbo d&#8217;Ansia da Malattia (DAM) e Disturbo da Sintomi Somatici (DSS).</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image.png" alt="" class="wp-image-14897" style="width:321px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image.png 500w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il disturbo d&#8217;ansia da malattia è caratterizzato da un timore di contrarre o sviluppare malattie. Un timore che può pregiudicare la qualità della vita del paziente in modo strutturale ed economico (Spendendo tempo e denaro in infinite visite e analisi). Tale preoccupazione può essere presente anche in assenza di sintomi somatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Disturbo da Sintomi somatici è invece la tendenza a sviluppare sintomi reali (Acufene, dolore muscolare, parestesie ecc.) Sneza necessariamente sviluppare un timore di avere o contrarre malattie. Si tratta di una ridefinizione della vecchia categoria chiamata Isteria a inizio &#8216;900, e poi disturbo di conversione. Un conflitto o una tensione psichica non elaborata viene espressa dal corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due disturbi possono presentarsi singolarmente o in associazione.  </p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si cura l&#8217;Ipocondria: Qualche Esempio</h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ogni psicoterapia che si rispetti inizia in <strong>chiave cognitiva</strong> cercando di promuovere la <strong>comprensione</strong> attraverso l’<strong>esposizione</strong> di un racconto sui sintomi. Il riconoscere lo stile con cui si <strong>distorcono le proprie percezioni</strong>, riconoscere il proprio <strong>funzionamento cognitivo</strong> e poi rapportare queste percezioni con il dato di realtà è lo strumento principale. Anche un intervento psicoeducativo che vada a <strong>correggere una terminologia catastrofica</strong> è un buon inizio. In parallelo si pone attenzione sullo <strong>stile di pensiero ruminante</strong> cercando di valorizzarne le potenzialità in alcuni ambiti della vita lavorativa e sociale e, contemporaneamente cercando di disattivarlo negli ambiti in cui non è produttivo. Tra le tecniche più comuni in chiave cognitiva abbiamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La prescrizione del sintomo</li>



<li>La peggiore fantasia</li>



<li>o Tenere un diario sui sintomi</li>



<li></li>
</ul>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="140" class="wp-image-13941" style="width: 200px;" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-scaled.jpg" alt="" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-scaled.jpg 2560w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-300x210.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-1024x718.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-768x539.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-1536x1077.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-2048x1436.jpg 2048w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>



<h3 class="wp-block-heading">IPOCONDRIA: Terapia Cognitivo-comportamentale o Psicodinamica?</h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Una t<strong>erapia cognitiva riduce l’impatto dei pensieri sulle malattie ma esclude di comprendere il messaggio del corpo per la psiche</strong>. Una <strong>terapia dinamica, in particolare junghiana o hillmaniana,</strong> dopo questa prima fase cognitiva, <strong>indaga gli scopi</strong> di quelle fantasie. Indaga <strong>il simbolismo</strong> che si cela dietro un sintomo. La <strong>psiche parla per immagini</strong> e un sintomo è un’immagine, è un messaggio di psiche. Un tumore, un acufene, un dolore alla gamba, al fegato o all&#8217;occhio, rinvia anche alla dimensione simbolica e funzionale di quell&#8217;organo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Un tumore è una riproduzione incontrollata di cellule in una data area del corpo, ad esempio la il cervello o il seno, e una fantasia di tumore ci dice che usiamo troppo quella parte: la testa e la razionalità, oppure troppo il seno e le funzioni accoglienti della madre. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3-1024x683.png" alt="" class="wp-image-14891" style="width:293px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3-1024x683.png 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3-300x200.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3-768x512.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3.png 1125w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Ecco che la terapia volgerà l’attenzione su questi aspetti psicologici</strong>. Ma ancora sintomi della pelle o gastrointestinali condurranno a dimensioni simboliche ulteriori. Una terapia psicodinamica quindi, non si limiterà e eliminare l’ipocondria ma la sfrutterà per sostenere un cambiamento a livello sistemico che aumenterà la qualità della vita in modo strutturale. L&#8217;organo malato è un invito a realizzare parti di personalità acerbe.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-uno-psicologo-o-uno-psicoterapeuta/"><em>Leggi anche A cosa serve uno Psicologo psicoterapeuta</em></a></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:27% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1009" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/skeleton-1243818_1920-1009x1024.jpg" alt="" class="wp-image-799 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/skeleton-1243818_1920-1009x1024.jpg 1009w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/skeleton-1243818_1920-296x300.jpg 296w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/skeleton-1243818_1920-768x779.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/skeleton-1243818_1920.jpg 1892w" sizes="(max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Corpo e Mente: la vera cura per l’ipocondria</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Una psicoterapia che risulta efficace nel tempo</strong> è una psicoterapia che sana il cortocircuito esistente tra <strong>corpo e mente.</strong> L’immaginazione è la funzione con cui creiamo cose nuove, è la funzione con cui entriamo in contatto con il mondo intorno a noi. Immaginiamo un esame il giorno prima di svolgerlo; immaginiamo e pianifichiamo le parole da dire al nostro primo appuntamento; immaginiamo cosa farà il collega di lavoro. <strong>Ma quando le nostre aspettative vengono deluse entriamo in agitazione</strong>. Questa agitazione è talmente insopportabile per alcuni che si tende a forzare il dato di realtà, si tende a far si che la realtà corrisponda alle fantasie. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong> L&#8217;ipocondriaco ha certamente una fervida immaginazione</strong>, anche se sempre legata a uno stimolo reale.</p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>L’ipocondriaco non sa che il corpo sa perfettamente cosa deve fare per restare vivo!</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ecco la funzione del corpo! Il corpo ci obbliga a invertire il processo, ci obbliga a rinunciare a quelle fantasie esagerate. <strong>Il corpo sa perfettamente cosa deve fare per rimanere vivo</strong>. Il cuore batte, i polmoni si gonfiano, i muscoli si contraggono, i peli si drizzano. Tutto questo ha uno scopo, tenere in vita il corpo. <strong>Ma tutta questa autonomia del corpo fa paura alla psiche</strong>. Ci fa paura perché ci dice che le nostre aspettative non sono una garanzia. Il corpo con la sua autonomia ci ricorda che non siamo onnipotenti. Ecco che la psiche si vuole riprendere il trono. Inizia a generare aspettative. Inizia a pensare che tutte le autonomie del corpo sono malattie. Va in rete cerca i sintomi, finalmente trova una patologia corrispondente e va dalla scienza a chiedere conferma. Analisi, esami obiettivi, RMN, TAC, TPA, BOT, CCT. e quando viene fuori che tutto è negativo si tira un sospiro di sollievo, ma per un secondo. Si perché subito si entra in una grande preoccupazione, ossia che quello che si era pensato non è rispettato. Quindi il corpo continua a funzionare a modo suo, senza dirmi niente, e così il mondo intorno a me. <strong>Dunque la psicoterapia con l’ipocondria è sostanzialmente un lento avvicinamento a come io posso funzionare con il mondo intorno a me.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Cosa fare?</strong></p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Non andare in rete a cercare i sintomi</li>



<li>Ridurre al minimo le analisi mediche</li>



<li>Usare l’ironia</li>



<li>Avere buone abitudini alimentari</li>



<li>Fare attività sportiva distensiva</li>
</ul>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1-1024x683.png" alt="" class="wp-image-14889" style="width:243px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1-1024x683.png 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1-300x200.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1-768x512.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1.png 1125w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Prima dei farmaci</strong> (<a aria-label="clicca qui per leggere &quot;Come smettere di assumere psicofarmaci&quot; (apre in una nuova scheda)" href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-depressione-come-smettere-di-assumere-ansiolitici-e-benzodiazepine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui per leggere &#8220;Come smettere di assumere psicofarmaci&#8221;</a>) trovare un buon psicoterapeuta, generalmente sarà in grado di ridurre l’impatto dell’ipocondria già nel primo mese. La psicoterapia promuoverà ulteriori miglioramenti nei 3 o 6 mesi successivi e, se è una terapia di tipo psicodinamica, potrà ulteriormente stabilizzare questi nuovi equilibri con tempi più dilatati rendendo autonomo il paziente che non avvertirà il bisogno di ritornare ciclicamente dal terapeuta.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Paradossalmente scoprire di avere una malattia, indurrà una riduzione importante dei sintomi di Ansia da Malattia.</p>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color has-small-font-size wp-block-paragraph"><a aria-label="Clicca qui per leggere &quot;Le 4 qualità di uno psicoterapeuta&quot; (apre in una nuova scheda)" href="https://www.animafaarte.it/le-qualita-di-uno-psicoterapeuta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Clicca qui per leggere &#8220;Le 4 qualità di uno psicoterapeuta&#8221;</em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ipocondria/">Ipocondria, Disturbo d&#8217;Ansia da Malattia (DAM)</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A cosa, a chi e quando serve lo Psicologo e lo Psicoterapeuta?</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-lo-psicologo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2018 12:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[A cosa serve lo psicoterapeuta]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[differenza tra psciologo e psichiatra]]></category>
		<category><![CDATA[ipocondriaco]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo online]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo parma]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento disturbi d'ansia e Panico Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Psicologia e psicoterapia: Cosa fanno</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-lo-psicologo/">A cosa, a chi e quando serve lo Psicologo e lo Psicoterapeuta?</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color"><strong>Quando si va dallo Psicologo?</strong></h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Generalmente la figura dello psicologo <strong>serve nelle fasi di passaggio</strong>, magari quando si va via di casa, alla nascita del primo figlio, per una separazione o andando in pensione. <strong>Il momento più frequente</strong> è tra l&#8217;adolescenza e la prima età adulta. Se oggi si va subito in rete quando si ha una <strong>sofferenza</strong> psicologica o un <strong>dolore fisico</strong> o un <strong>sintomo</strong>, un tempo si andava dal medico. Oggi si impugna lo smartphone e si digita qualcosa del tipo: <strong>“come curare la depressione,</strong> come combattere <strong>l’ansia</strong>, come guarire dagli <strong>attacchi di panico</strong>, sintomi del disturbo <strong>bipolare</strong>, come<strong> guarire dal disturbo ossessivo compulsivo</strong>, come eliminare <strong>l’ansia da prestazione</strong>”. La speranza è di eliminare i sintomi, proprio come si andava dal medico, mentre <strong>lo Psicologo segue i sintomi </strong>e non li manda in remissione.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti wp-block-embed-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="nXGxvG6j9W"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/come-gestire-la-rabbia-il-primo-di-5-consigli-fatti-gestire/">Come gestire la rabbia? il primo di 5 consigli: fatti gestire&#8230;</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Come gestire la rabbia? il primo di 5 consigli: fatti gestire&#8230;&#8221; &#8212; Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti" src="https://lucaurbanoblasetti.it/come-gestire-la-rabbia-il-primo-di-5-consigli-fatti-gestire/embed/#?secret=Dwzyigikhu#?secret=nXGxvG6j9W" data-secret="nXGxvG6j9W" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color"><strong>Cosa è la psicoterapia?</strong></h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">La <strong>psicoterapia è l&#8217;intervento terapeutico</strong> che <strong>svolge esclusivamente lo Psicoterapeuta</strong>. Lo Psicologo e lo Psicoterapeuta, come vedremo a breve, non  sono la stessa professione. La <strong>psicoterapia è un intervento supportivo ed profondo di ristrutturazione, di restauro o di ristoro della Personalità</strong>. Anche se gli articoli degli <strong>psicologi spesso</strong> vanno a sottolineare un <strong>superamento di blocchi</strong> e affermano che chi giunge in terapia lo fa perché è una persona bloccata che non vive una vita appagante, la Psicoterapia non sempre punta al superamento, molto più spesso punta all&#8217;accettazione. In generale <strong>la “Rete” sollecita fantasia di guarigione e di assenza di dolore e sofferenze. </strong>Niente di più sbagliato<strong>. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto dura una Psicoterapia?</strong></h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="754" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52-754x1024.jpg" alt="Psicoterapia, quanto dura una psicoterapia" class="wp-image-14818" style="width:285px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52-754x1024.jpg 754w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52-221x300.jpg 221w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52-768x1043.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52.jpg 1105w" sizes="(max-width: 754px) 100vw, 754px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Psicoterapia, quanto dura una psicoterapia</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Un intervento di Psicoterapia parte da una <strong>consulenza di 1-4 sedute</strong>, o delle sedute in più se c&#8217;è necessità di una <strong>valutazione tramite test specifici</strong>. Durante la consulenza  <strong>si valuta insieme la tipologia di intervento</strong> che può concludersi anche con la sola consulenza. A seconda del problema rilevato si propone una <strong>terapia breve strategica di stampo cognitivo-comportamentale</strong>, oppure una <strong>psicoterapia psicodinamica </strong>che può avere una durata maggiore. Si parla di percorsi che variano da <strong>6 a 12 mesi</strong> e che, in casi specifici possono durare <strong>1 o 3 anni. </strong>I casi in cui la durata è superiore entra nel campo un bisogno analitico più che terapeutico e la terapia può assumere<strong> carattere filosofico-esistenziale</strong>. I casi in cui la terapia è di <strong>coppia</strong> o <strong>familiare</strong> tendono ad avere una durata <strong>non superiore ai 12 mesi. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Differenze tra Psicologo, Psicoterapeuta, Psichiatra, Counsellor e Coach.</strong></h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma <strong>prima di capire cosa sia la psicoterapia</strong> cerchiamo di capire le differenze tra queste figure professionali, cosa fanno e quando sono utili. Mi scuso per questa sezione che strizza l&#8217;occhio alla tecnica. Chi non fosse interessato potrebbe andare oltre, e passare direttamente alla &#8220;Lavatrice&#8221; del paragrafo successivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Serve lo <strong>PSICOLOGO?</strong> È un <strong>laureato in psicologia</strong> che abbia sostenuto l&#8217;<strong>esame di stato</strong> e sia iscritto all&#8217;albo. Può fare consulenza e diagnosi somministrare questionari e usare le tecniche psicologiche per il supporto e il<strong> sostegno psicologico.</strong> La durata degli interventi può variare ma è per lo più medio breve. Fa diagnosi e non somministra farmaci.</li>



<li></li>



<li>Serve lo <strong>PSICOTERAPEUTA</strong>? È uno Psicologo o un Medico che abbia fatto ulteriori <strong>4 anni di specializzazione</strong> in psicoterapia dopo la laurea (Psicologia o medicina) ed è abilitato alla <strong>psicoterapia</strong>. Svolge sia il lavoro dello psicologo ma fa soprattutto psicoterapia. <strong>La psicoterapia </strong>è un intervento che può essere breve ma anche medio-lungo. In poche parole, la psicoterapia <strong>lavora molto sulla differenziazione tra i vissuti interni e gli eventi esterni promuovendone una sintesi.</strong> Fa diagnosi e non prescrive farmaci. In genere lavora sul <strong>verificare le necessità psicologiche sottostanti i sintomi E NON SULLA LORO REMISSIONE, I colloqui sono in genere uno a settimana. </strong>Si interfaccia spesso con lo psichiatra, specie nei casi in cui sia necessaria una terapia farmacologica.</li>



<li></li>



<li>Serve lo <strong>PSICHIATRA</strong>? È un laureato in medicina che abbia una specializzazione in psichiatria. La <strong>specializzazione in psichiatria</strong> da anche il titolo di psicoterapeuta anche se non ha svolto una scuola specifica di psicoterapia. <strong>Prescrive farmaci.</strong> In genere lavora sulla <strong>remissione dei sintomi</strong>, sulla loro eliminazione attraverso farmaci e a volte con psicoterapia. Generalmente effettua un colloqui a distanza di un mese o un mese e mezzo. Spesso collabora con lo psicoterapeuta lasciando a lui la psicoterapia.</li>



<li></li>



<li>Serve Il <strong>COUNSELLOR</strong> o counselor? Non è necessariamente laureato ma ha svolto una formazione specifica di uno o due anni in counselling. Il <strong>counselling si occupa</strong>, attraverso colloqui specifici, di sostenere il <strong>raggiungimento dei propri obiettiv</strong>i nell&#8217;ottica di <strong>renderli coerenti</strong> con i propri bisogni. <strong>Non si occupa di diagnosi e di strutture emotive interne. </strong>L&#8217;intervento è di circa tre mesi. non prescrive farmaci è più direttivo,.aiuta le persone a <strong>migliorare le relazioni con sé stesse e con l&#8217;ambiente circostante</strong>, accompagnandole in un percorso di consapevolezza, crescita e cambiamento. Non ha esperienza nel differenziare la dimensione intrapsichica e quella extrapsichica.</li>



<li></li>



<li>Serve Il <strong>COACH</strong>? Ha una formazione  che <strong>non prevede necessariamente una laurea</strong>, può essere di uno, due anni o più. Il suo intervento è strettamente legato alla <strong>pianificazione degli obiettivi e al loro raggiungimento</strong>; procede al <strong>bilancio delle proprie competenze,</strong> alla pianificazione dell&#8217;acquisizione di nuove competenze con lo scopo di migliorare le prestazioni professionali e personali mediante la valorizzazione e il <strong>potenziamento delle sue risorse, capacità personali e competenze</strong>. La durata degli incontri non supera in genere il numero di sei ma può anche diventare un private coaching. Spesso è presente all&#8217;interno delle imprese e delle aziende per ottimizzarne la produttività e la qualità del lavoro in team. Non fa diagnosi, non prescrive farmaci ne si occupa di strutture psichiche interne. E&#8217; più prescrittivo e direttivo. Non ha esperienza nel differenziare la dimensione intrapsichica e quella extrapsichica.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti wp-block-embed-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="wQ6f9aOaer"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-panico-e-disturbi-dansia-cause-sintomi-e-cure/">Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure&#8221; &#8212; Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti" src="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-panico-e-disturbi-dansia-cause-sintomi-e-cure/embed/#?secret=aLyFxQzZlN#?secret=wQ6f9aOaer" data-secret="wQ6f9aOaer" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color"><strong>A cosa serve la psicoterapia&#8230;</strong></h2>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Per capire a cosa serve lo psicoterapeuta  </strong>vi invito a seguirmi in una metafora: Facciamo finta di andare in un centro commerciale a acquistare un <strong>elettrodomestico</strong>. Ad esempio una <strong>lavatrice</strong>. Sappiamo che avremo una garanzia di circa due anni e per questo <strong>quando avrà il primo difetto importante la porteremo in assistenza per farla riparare</strong>. I centri assistenza avranno tutti i loro cavilli, ma alla fine ce la restituiranno funzionante. Se poi, una volta giunti a casa, il problema si ripresenta torneremo in assistenza indignati e intimeremo di provvedere, pena l’obbligo di fornirci un elettrodomestico nuovo di pacca.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti wp-block-embed-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="3Kfbmb3Lq5"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/perche-i-ragazzi-si-tagliano-il-cutting-e-la-psicologia/">Perché i ragazzi si tagliano? Il cutting e la Psicologia</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Perché i ragazzi si tagliano? Il cutting e la Psicologia&#8221; &#8212; Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti" src="https://lucaurbanoblasetti.it/perche-i-ragazzi-si-tagliano-il-cutting-e-la-psicologia/embed/#?secret=C3H2nNNhGa#?secret=3Kfbmb3Lq5" data-secret="3Kfbmb3Lq5" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<h4 class="wp-block-heading alignwide has-text-align-center has-black-color has-text-color"><strong>Trattiamo spesso la psiche come un elettrodomestico.</strong></h4>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Ci aspettiamo che il nostro mondo emotivo funzioni a dovere</strong> e provveda a farci vivere senza dubbi, sofferenze, incertezze. Insomma senza quelli che comunemente chiamiamo <strong>difetti</strong> dell’animo umano. A quel punto giungiamo in psicoterapia e <strong>chiediamo allo psicoterapeuta di aggiustarci, di eliminare quel problema e farci tornare come nuovi.</strong> Soprattutto se siamo in garanzia dato che, in vecchiaia, accettiamo meglio i malanni di stagione. <strong>La psicoterapia non è un Centro assistenza,</strong> e quando si arriva dallo psicoterapeuta costui ci comunica placidamente che <strong>non ci possiamo aspettare di essere aggiustati o sostituiti</strong>. Piuttosto <strong>dobbiamo imparare a funzionare con i nostri difetti</strong>. Anzi <strong>mettere i difetti al centro</strong> perché il resto di noi, che è funzionante, vi si adatti per andare avanti.</p>



<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>A cosa serve lo Psicologo? CONCLUSIONE</strong></h5>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Se la psiche fosse una lavatrice e se la psicoterapia fosse un centro assistenza per la lavatrice, è come se ci dicessero qualcosa del tipo:<em> “Guardi non posso fare nulla, l’asse del motore si è storto, quindi dovrebbe evitare di mandare la centrifuga al massimo, di caricare  troppo il cestello, e dovrebbe lavare il cassettino dei saponi. Se i panni sono molti, cerchi di lavarne a mano almeno la metà</em>”.</p>


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<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920-1024x680.jpg" alt="" class="wp-image-870" style="aspect-ratio:1.506276150627615;width:403px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920-1024x680.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920-300x199.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920-768x510.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>SERVE GUARIRE?</strong> Mi sembra evidente che lo <strong>psicologo e la psicoterapia servono non a guarire</strong>. La parola <strong>guarire significa impedire</strong>. Impedire che qualcosa avvenga o esista. Impedire che il difetto sopravviva. <strong>La psicoterapia è proprio al servizio del difetto poiché quel difetto è ciò che siamo</strong>, e ogni volta che cerchiamo di aggiustarci stiamo cercando di non essere noi.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Chi si rivolge allo psicoterapeuta vuole quindi trovare il modo di accogliere i suoi difetti, le sue depressioni, il suo asse storto&nbsp;, le sue ansie. Accogliere e servire questi difetti come se fossero dei Re</strong>. Questo perché nella stessa misura in cui ci limitano ci definiscono. Definire un limite o un confine è il modo migliore di definire un’identità.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Spesso capitano genitori che si confrontano con l’adolescenza dei figli come se li portassero in centro assistenza. Spesso abbiamo un atteggiamento simile verso noi stessi. Combattiamo i difetti, Anche le coppie giungono con questa aspettativa mentre anche la psicoterapia&nbsp; di coppia non serve necessariamente a riparare la coppia ma a farla vivere con quello che non funziona. <strong>Pagare un tariffario spesso corrisponde a chiedere rimedi. Un buono psicoterapeuta ne fornisce ma non alla “lavatrice” rotta ma a chi la usa.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Sullo stesso argomento, leggi l&#8217;articolo <a href="https://www.animafaarte.it/le-qualita-di-uno-psicoterapeuta/">&#8220;Le qualità di un bravo psicoterapeuta&#8221;</a> sul sito L&#8217;anima fa arte e guarda il video <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-la-psicoterapia-come-quando-chi/">&#8220;A cosa serve la psicoterapia? Come, quando, chi…&#8221;</a></p>



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