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	<title>ipocondriaco Archivi - Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</title>
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	<description>Studio Psicologo psicoterapeuta a Parma e Rieti. Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Umbria</description>
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	<title>ipocondriaco Archivi - Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</title>
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		<title>Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 16:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ansia, Attacchi di Panico, Psicologo Parma</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-panico-e-disturbi-dansia-cause-sintomi-e-cure/">Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="765" height="768" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14726" style="width:71px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada.jpg 765w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada-300x300.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><em>Questo Articolo sull&#8217;Ansia è stato scritto da un Professionista Psicologo e Psicoterapeuta e non da AI</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa è l’ansia e a cosa serve</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ANSIA è un emozione</strong> e come tutte le emozioni ha la sua utilità. <strong>Ti salva la vita</strong>. Quindi direi di smettere di volerla mandar via senza chiederti <strong>cosa ti è venuta a dire</strong>. Come tutte le emozioni ha anche un <strong>dosaggio ideale, troppa o troppo poca non fa bene</strong>. Senza ansia non ci preoccuperemmo di nulla e questo ridurrebbe la nostra <strong>capacità previsionale </strong>e i livelli di<strong> performance. </strong>Se, all’opposto, è troppo elevata <strong>riduce</strong> la nostra capacità di <strong>ragionamento</strong> fino a condurci al <strong>freezing. </strong>È l’emozione di chi <strong>vive nel futuro</strong> e non riesce a <strong>radicarsi nell’attimo presente</strong>, quindi un primo modo di <strong>ridurre l’ansia</strong> è smettere di proiettarsi al domani <strong>e stare nel qui ed ora.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ansia, Emozioni Primarie e Secondarie</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’ansia Non fa parte delle <strong>Emozioni Primarie</strong> ossia <strong>Rabbia</strong>, <strong>Paura</strong>,&nbsp;<strong>Gioia</strong>, <strong>Tristezza</strong>, <strong>Disgusto</strong> ed è definita un&#8217; <strong>Emozione Secondaria</strong> ossia derivante dalla <strong>combinazioni di emozioni primarie e fattori sociali, ambientali e interpersonali</strong>. Tieni a mente che queste classificazioni non sono riconosciute sempre, e che alcuni annoverano tra le emozioni primarie anche la <strong>Ricerca</strong> e il <strong>Gioco, </strong>ma in rete troverai le teorie più di moda e non quelle più complete. In ognuno c&#8217;è un diverso dosaggio di tutte le emozioni in ogni momento, compresa l&#8217;ansia. <strong>Eliminarla non è né possibile né utile.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo andamento è <strong>ondulatorio</strong> e, invece di cercare di renderla piatta, poniti l&#8217;obiettivo di<strong> imparare a surfarla.</strong></p>



<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center">“Per dialogare con l’ansia si può quindi agire sulle emozioni primarie oppure sull’ambiente fisico e relazionale”.</h5>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<h6 class="wp-block-heading alignwide has-text-align-center">PSICOLOGO a PARMA e ONLINE </h6>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">3291005824</p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sintomi Fisici dell’Ansia</strong>: come gestirli</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Qui di seguito ti do l’elenco dei <strong>sintomi più comuni</strong>. Ma tieni presente che tutti questi sintomi sono <strong>presenti in modo più o meno forte a seconda</strong> dei livelli di ansia, e che lo stress contribuisce sensibilmente al loro aggravamento:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nervosismo</strong> che consiste in una irritazione vibrante che accompagna tutta la giornata. Può riflettersi anche in <strong>formicolii e gambe irrequiete</strong>. Lo sport può mitigare sensibilmente queste sensazioni.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Apprensione</strong> ossia una diffusa preoccupazione che spinge a pianificare modi per affrontare impegni futuri. Cercare di <strong>stare nel FARE </strong>e nel <strong>qui ed ora</strong> è il primo esercizio.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Insonnia</strong>. Appena ti metti sul letto passi in rassegna questioni personali e inizi a fantasticare come potrebbero evolversi. Nella tua mente inizi a litigare col collega o col marito o con la moglie e il tuo corpo si attiva come di fronte a un litigio reale. <strong>Distrarti</strong> è un consiglio banale, ma lo è anche l&#8217;ansia anticipatoria. Potresti avere anche sintomi fisici come <strong>apnee e &#8220;Tuffi al Cuore&#8221;</strong> che puoi gestire con le più comuni tecniche di <strong>mindfullness</strong> e <strong>respirazione diaframmatica</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Facilità al pianto.</strong> L&#8217;ansia è anche il sintomo più evidente del fatto che ti stai <strong>riconnettendo col tuo universo emotivo</strong>. I film drammatici o cruenti avranno improvvisamente un impatto forte e ti indurranno paura e lacrime&#8230; tranquillo, la cosa strana non è ora, ma il fatto che <strong>un tempo eri anestetizzato da quelle emozioni</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Palpitazioni</strong>. Le <strong>tachicardie</strong> e <strong>l&#8217;extrasistole</strong> sono normali e presenti in ognuno di noi. Il cuore sa perfettamente cosa fare per tenerti vivo. Il problema non è la tachicardia ma il fatto che non vuoi averla. <strong>Lascia che il cuore lavori per te</strong>&#8230; in tutti i sensi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Crampi allo stomaco</strong>. Tutti i sintomi di natura <strong>gastrointestinale</strong> appartengono alla sfera dell&#8217;ansia, ma per sicurezza, direi di mangiare leggero, ridurre bevande zuccherine ed <strong>eccitanti oltre che l&#8217;alcol</strong>, anche perché l&#8217;alcol, dopo averti sedato leggermente, restituisce sintomi d&#8217;ansia più forti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tensione muscolare, tremori</strong>, Anche questi sono molto frequenti e basta un po&#8217; di buon senso per capire come mai. Una <strong>buona attività fisica </strong>e lo <strong>yoga</strong> possono essere d&#8217;aiuto</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Iperidrosi e sudore eccessivo. </strong>In assenza di fattori ambientali e di un <strong>disturbo specifico da iperidrosi</strong>, i disturbi d&#8217;ansia comportano spesso sudore eccessivo, specie alle <strong>mani</strong>, che si ripercuote sulla <strong>qualità della vita</strong>. Dotarsi di fazzoletti è la <strong>soluzione più banale </strong>ma da non escludere se si devono affrontare situazioni impegnative.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Stanchezza</strong>. La sensazione di stanchezza è la conseguenza più ovvia di quanto hai letto fin qui. La <strong>SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA</strong>  e quella delle <strong>GAMBE SENZA RIPOSO </strong>sono le più comuni </li>
</ul>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_delle_gambe_senza_riposo">SINDROME  <strong>GAMBE SENZA RIPOSO</strong></a> E <a href="http://SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA"><strong>SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA</strong> </a></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14753" style="width:273px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f-300x225.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sintomi cognitivi dell’Ansia</strong>: come gestirli</h4>



<p class="wp-block-paragraph">I sintomi cognitivi non riguardano la sfera del corpo, piuttosto sono quei sintomi legati alle sensazioni di come si muovano i pensieri e e le emozioni ad essi associate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sensazione di Allarme diffuso</strong>. Questa sensazione ti spinge ad una certa <strong>iperattività</strong>. Stare fermo diventa difficile e la <strong>velocità dei pensieri</strong> è sostenuta. Non puoi agire sui pensieri ma sulla loro velocità si, quindi <strong>ricorda di respirare</strong> e alza il <strong>piede dall&#8217;acceleratore</strong>. Non devi andare da nessuna parte e non c&#8217;è alcun <strong>pericolo imminente</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Senso crescente di testa vuota</strong>. Una specie di<strong> ronzio mentale</strong> ti impedisce di  ragionare con lucidità. Ricorda <strong>non è il momento di prendere decisioni </strong>ma di cercare aiuto per farlo e, prima di tutto fare un po&#8217; di <strong>osteopatia psichica: la Psicoterapia</strong>. Qualche scrocchio che levi quel ronzio. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Pensieri e ricordi intrusivi</strong> faranno capolino ma non ti impaurire è tutta salute. Questo processo io lo chiamo <strong><em>Drain the Basket</em></strong>, ossia <strong>&#8220;Svuota il Cestino&#8221;</strong> dalle cartacce rifiutate. Tutti quei pensieri e <strong>ricordi fastidiosi</strong>, quelli che hai trattato come polvere da mettere sotto il tappeto<strong>, riemergono. </strong>La polvere in aria ti farà tossire e vedere male, ma non preoccuparti&#8230; lentamente cadrà a terra. In fondo l&#8217;<strong>Ansia si occupa di fare le pulizie in soffitta.</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L&#8217;impressione di essere osservato è comune a chi soffre d&#8217;ansia</strong>. Magari <strong>arrossisci</strong> e chi ti sta davanti può accorgersi di questo ma quel <strong>rossore non viene visto come debolezza</strong>, anzi può essere utile alla relazione&#8230; stai solo mostrandoti per ciò che sei. Ma in tutti gli altri casi dove il rossore non c&#8217;è, <strong>ricorda una cosa:</strong> NESSUNO perde cosi tanto tempo a dare attenzione al prossimo e a te. <strong>Non sei il protagonista della vita degli altri ma una comparsa</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Distraibilità e perdita di memoria.</strong> Le difficoltà nel mantenere l&#8217;attenzione sono la diretta conseguenza <strong>dell&#8217;ipervigilanza</strong>. Paradossalmente <strong>più sono attento e meno sono capace di destinare attenzione ad attività specifiche</strong>. Non stai perdendo la memoria, sei solo stressato dalla tua ansia. </li>
</ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica.jpg"><img decoding="async" width="399" height="600" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-13763" style="width:107px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica.jpg 399w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Dott. L. Urbano Blasetti a Parma, a Rieti e Online. 3291005824</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>DITURBI D&#8217;ANSIA</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>DSM V </strong>è il manuale diagnostico di riferimento (Anche se non l&#8217;Unico) in cui sono elencati i disturbi che rientrano nel <strong>cluster dell&#8217;Ansia</strong>. È un manuale descrittivo che <strong>richiede uno studio specifico</strong> e con le giuste competenze altrimenti si corre il rischio di impaurirsi nel pensare di avere tutti i sintomi. Una<strong> persona ansiosa</strong>, infatti, è facilmente <strong>suggestionabile</strong> e, come quando leggi il <strong>bugiardino dei medicinali</strong>, rischi di avvertire tutti gli effetti collaterali elencati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti lascio qui l&#8217;<strong>elenco dei disturbi d&#8217;ansia me ti ricordo che: </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1) tutti</strong> sperimentiamo ansia;<strong> 2) tutti</strong> prima o poi facciamo un esperienza di panico; <strong>3) tutti </strong>abbiamo esperienza di fobie specifiche come ragni o aerei; <strong>4) tutti </strong>abbiamo pensieri fissi e, sotto un certo livello di stress, attiviamo condotte ossessive come controllare gas, chiavi o altro; <strong>5) tutti</strong> prima o poi sperimentiamo un bisogno di fuga sociale e di solitudine; <strong>6) tutti </strong>abbiamo eventi critici di tipo traumatico che possiamo vivere con uno stress dopo averli vissuti e che abbiamo timore di rivivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando una di queste condizioni diventa eccessiva e invasiva per un tempo prolungato, fino al punto di pregiudicare la qualità della giornata, allora possiamo parlare di &#8220;Disturbo&#8221;. Ce ne sono 6 tipi per l&#8217;appunto:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1) <strong>Disturbo d&#8217;ansia generalizzato</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">2) <strong>Fobie Specifiche</strong> (Paura di ragni, ponti, aerei ecc.)</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/uomo-poltrona.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="278" height="181" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/uomo-poltrona.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, disturbi d'ansia" class="wp-image-13803" style="width:308px;height:auto"/></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">3) <strong>Disturbo di panico e agorafobia</strong> (Bisogno di fuga e fobia di spazi aperti con derealizzazione e paura di morire o impazzire)</p>



<p class="wp-block-paragraph">4) <strong>Disturbo ossessivo compulsivo</strong> (Condotte ripetitive e continuative atte a mitigare il senso di pericolo)</p>



<p class="wp-block-paragraph">5) <strong>Fobia Sociale </strong>(Paura di stare, parlare, mangiare in pubblico</p>



<p class="wp-block-paragraph">6) <strong>PTSD Disturbo Post-traumatico da stress</strong> (Ansia pronunciata e invalidanti a seguito di un evento traumatico)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tieni presente che <strong>possono presentarsi insieme</strong> o <strong>singolarmente</strong> e che <strong>ognuno richiede trattamenti diversi</strong>. In caso di trauma o fobie specifiche il trattamento <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Desensibilizzazione_e_rielaborazione_attraverso_i_movimenti_oculari">EMDR di desensibilizzazione </a></strong>può risultare efficace mentre lo è meno in altri casi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, PANICO E PTSD (Disturbo post-traumatico da stress)</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Hai avuto il tuo <strong>primo attacco di panico</strong>?! Allora può accadere che tu possa viverlo come un <strong>vero e proprio trauma</strong>. Ti senti sotto <strong>shock</strong> e hai uno stordimento generale. Inizi a pensare che <strong>potrebbe tornare da un momento all&#8217;altro </strong>e magari ti capita di <strong>sognare</strong> di notte quel momento. Ti <strong>svegli senza fiato </strong>e pieno di ansia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco in questo caso si verificano alcuni <strong>sintomi tipici del PTSD </strong>ma legati al panico come esperienza traumatica. Anche in questo caso alcune strategie impiegate nella <strong>terapia per il PTSD </strong>possono risultare utili per il trattamento del <strong>Disturbo Generalizzato.</strong> Evitare lughi o situazioni in cui hai avuto l&#8217;attacco non è utile, anzi spesso è meglio risalire subito &#8220;A Cavallo&#8221; e riandare in quei luoghi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>IPOCONDRIA, ANSIA</strong> E ALTRI SINTOMI</h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-682x1024.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, ipocondria" class="wp-image-14776" style="width:128px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-682x1024.jpg 682w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-200x300.jpg 200w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-768x1153.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-1023x1536.jpg 1023w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0.jpg 1066w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni sintomo aspecifico</strong> può essere la conseguenza di <strong>un’ansia generalizzata</strong>. A causa dell’ansia, infatti, potremo trovarci a mangiare male e nelle quantità non opportune (troppo o troppo poco), stesso discorso vale per l’attività sportiva, la postura ecc. Le conseguenze dello <strong>stress&nbsp; fisico</strong> derivante da uno stile di vita compromesso dall’ansia, possono produrre <strong>cefalee, formicolii, tremori essenziali, e tremori neurovegetativi </strong>come, ad esempio, la <strong>palpebra che balla</strong>, ossia la <strong>palpebra che trema</strong>. Ma potrebbe <strong>tremare </strong>anche un <strong>dito</strong> o un <strong>fascio muscolare</strong>, si tratta di <strong>miocloni</strong> o <strong>fascicolazioni</strong> assolutamente innocui ma che possono innescare un circolo vizioso che si autoalimenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;ANSIA CREA ANSIA E IPOCONDRIA.</strong> Dall&#8217;ansia può, quindi, svilupparsi un <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicosomatica-e-somatizzazione-significato-e-psicoterapia-malattia-come-opportunita/">DISTURBO DI CARATTERE PSICOSOMATICO</a> che richiede un trattamento parallelo. <strong>L&#8217;IPOCONDRIA</strong>, ossia il timore di avere malattie gravi, accompagna l&#8217;ansia molto spesso e può diventare un <strong>disturbo specifico</strong>. Potresti trovarti a spendere molti soldi per analisi cliniche. <strong>Fare le analisi diventa un&#8217;ossessione </strong>che però ha la capacità di darti l&#8217;illusione di mitigare l&#8217;ansia. <strong>I medici non ti ascoltano più o lo fanno con sufficienza</strong>. In questo caso una psicoterapia ti può sostenere nell&#8217;evitare di fare troppe analisi. Ogni accertamento infatti ti solleva dall&#8217;ansia da una parte ma ti carica di dieci volte dall&#8217;altra. Se hai muscoli tesi o fascicolazioni non hai la SLA o la Sclerosi, sei solo molto stressato.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ansia e Amigdala: Neurofisiologia dell’ansia</strong></h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="724" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-1024x724.png" alt="ansia, amigdala, circuito della paura
psicologo parma" class="wp-image-14681" style="width:255px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-1024x724.png 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-300x212.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-768x543.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tutta colpa dell’AMIGDALA</strong>! Questa frase riassume tutte quelle situazioni in cui al pensiero orientato si sostituisce una <strong>reazione istintiva</strong>. Tale reazione è riconducibile al <strong>cervello rettiliano</strong>, al massimo al <strong>sistema limbico</strong> deputato ad aspetti più emotivi, mentre la <strong>Corteccia</strong> non riesce a dire la sua. Anche la <strong>gestione della Rabbia </strong>richiede <strong>di fare attenzione a che l’Amigdala non prenda il sopravvento</strong>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Molti <strong>trattamenti</strong> per l’ansia prevedono, quindi, di <strong>Riconoscere l’Innesco</strong> e quando il processo inizia a crescere. Questa capacità di &#8220;<strong>RICONOSCERE&#8221;</strong> ti aiuterà a sviluppare modi per distogliere i pensieri e direzionarli verso qualcosa che<strong> impedisca all’amigdala</strong> di prendere le redini. <strong>Dal pensare al fare</strong>. Fare <strong>l’Orto</strong>, <strong>dipingere</strong> una parete, <strong>cucinare</strong> o fare <strong>sport</strong> potrebbero essere tra i modi per evitare l’escalation dei pensieri infausti. Attivare la rete esecutiva inibisce quella immaginativa. L&#8217;attività deve avere la capacità di catturare la tua attenzione e occupare quella che i Neurofisiologi chiamano <strong>ENERGIA LIBERA</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, PAURA, PANICO</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ansia e Paura sono sorelle,   mentre Ansia e Panico sono cugine</strong> Ma è utile distinguerle tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte e vanno sotto il controllo <strong>dell&#8217;amigdala</strong> se presenti in modo eccessivo. <strong>La paura è un emozione provocata da un pericolo oggettivo, mentre l&#8217;ansia </strong>non necessariamente, può infatti essere legata a un <strong>pericolo immaginato o ingigantito.</strong>. In verità vanno sempre sottobraccio, nel senso che <strong>la Paura può essere alimentata dall&#8217;Ansia e viceversa</strong>. In un <strong>disturbo d&#8217;Ansia</strong> la paura oggettiva, ossia legata a uno stimolo pericoloso, e quella soggettiva ossia provocata da una percezione di uno stimolo innocuo come pericoloso, si confondono.</p>



<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-attacchi-di-panico-ti-spiego-come-averne-il-piu-possibile/">Per approfondire leggi anche &#8220;Ansia e Attacchi di panico? Ti spiego come averne il più possibile!&#8221;</a></h5>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>È ANSIA O È PANICO?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Panico</strong>  presenta una caratteristica particolare, ossia il <strong>timore di morire</strong> (Infarto ad esempio) e il <strong>timore di impazzire</strong>. un&#8217;altra caratteristica è un certo grado di <strong>Derealizzazione</strong>, ossia che la realtà sia nebbiosa e <strong>diafana</strong>, come se osservassimo tutto da <strong>dentro un acquario</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="785" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-785x1024.jpg" alt="ansia, panico, differenze tra, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14686" style="width:245px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-785x1024.jpg 785w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-230x300.jpg 230w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-768x1002.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9.jpg 1150w" sizes="(max-width: 785px) 100vw, 785px" /></a></figure>
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<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">Un attacco d&#8217;ansia e un attacco di panico sono quindi diversi. L&#8217;ansia ha sempre un certo stimolo concreto o immaginato che la alimenta, anche se<strong> è l&#8217;interpretazione dello stimolo che la genera</strong>. Il panico può presentarsi anche in assenza di stimoli.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE: &#8220;<a href="https://www.animafaarte.it/attacchi-dansia-vs-attacchi-di-panico-pan-il-re-del-iii-millennio/">Attacchi d’ansia Vs Attacchi di panico: Pan il Re del III millennio</a>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA PAURA DELLA PAURA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema maggiore, ma anche il più facile da gestire, è quello della <strong>paura dell&#8217;Ansia</strong>. Ad un certo punto, dopo un attacco d&#8217;ansia o di panico, <strong>non abbiamo più paura di uno stimolo</strong> o di un evento, <strong>ma soltanto del fare di nuovo esperienza dell&#8217;ansia e del panico.</strong> La paura di avere un attacco ti spinge a non bere una bibita che avevi bevuto in quell&#8217;occasione, oppure di andare in quel locale o di prendere il sole. Insomma, ricorda, nessun luogo, nessuna sostanza di consumo comune, nessuno stimolo può da solo condurre al panico, a meno che non ti trovi  nella savana o sotto le macerie durante il terremoto.<strong> Iniziare ad escludere ogni cosa o luogo che erano presenti durante il tuo attacco d&#8217;ansia ti conduce in una gabbia. Non farlo.</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA e DEPRESSIONE</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>Disturbo d&#8217;Ansia</strong>, la preoccupazione per gli eventi futuri prevale ed è invasiva. Si può dire che questo è il <strong>disturbo di chi vive nel futuro</strong>, mentre chi vive nel passato ha caratteristiche più vicine alla <strong>depressione</strong>. Spesso accade che uno stato depressivo induca e alimenti un&#8217;ansia legata al timore di non avere le forze necessarie per affrontare impegni futuri. Insomma <strong>ansia e depressione rischiano di alimentarsi in un circolo vizioso</strong>. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1021" height="619" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, depressione" class="wp-image-14784" style="width:432px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf.jpg 1021w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf-300x182.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf-768x466.jpg 768w" sizes="(max-width: 1021px) 100vw, 1021px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se <strong>l&#8217;Ansia</strong> è dovuta al fatto che ti proietti nel <strong>futuro</strong>, la <strong>depressione</strong>, al contrario, è dovuta al tuo legarti al <strong>passato</strong>. Ogni volta che si pensa all&#8217;ex fidanzato, al lavoro precedente, ai tempi andati perché migliori, <strong>ogni volta che ti rifugi nel passato</strong> ti proteggi dalle fatiche del presente ma <strong>alimenti sentimenti depressivi</strong>. Se ti ho invitato a stare nel <strong>qui ed ora</strong> e nel fare, questo vale non solo rispetto al non proiettarti nel futuro, ma anche nel <strong>non affogare nel passato</strong>.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/depressione-come-riconoscere-i-sintomi-come-si-cura/">Per approfondire le caratteristiche della depressione puoi leggere anche : &#8220;Depressione. Come riconoscere i sintomi. Come si cura&#8221;</a>.</h5>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA QUALI FARMACI</strong></h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, farmaci" class="wp-image-14796" style="width:232px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999-300x225.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">I <strong>farmaci più comuni</strong> nella cura dell&#8217;ansia sono di due categorie: <strong>Antidepressivi</strong> e <strong>Ansiolitici</strong>. In passato venivano impiegati solo gli ansiolitici ossia le <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Benzodiazepine</a>. Successivamente si è posta l&#8217;attenzione al fatto che l<strong>&#8216;ansia spesso poggia su una depressione</strong>, sugli stessi <strong>meccanismi neurologici </strong>e sugli stessi <strong>neurotrasmettitori</strong>. Inoltre quando <strong>siamo depressi </strong>non abbiamo <strong>né piacere né forza di fare nulla</strong> e questo può indurre un&#8217;ansia molto forte legata alla sensazione di non riuscire a rispettare impegni e aspettative. Per tutti questi motivi oggi vengono usati soprattutto gli <strong>antidepressivi</strong> poiché agiscono sugli stessi circuiti neurologici dell&#8217;ansia.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, FARMACI ED EFFETTI COLLATERALI</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambi i tipi di farmaci mostrano limiti ed <strong>effetti collaterali.</strong> Gli <strong>antidepressivi</strong> possono portare <strong>sonnolenza, disfuzioni sessuali, problemi gastrointestinali, aumento di peso</strong>, ecc. Mentre le <strong>benzodiazepine</strong> (<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Xanax, Lexotan, Rivotril, Mialin, Control, Tranquiritt</a>), sono dei miorilassanti, quindi rilassano i muscoli di tutto il corpo, sia a livello gastrointestinale che di muscolarità scheletrica. Danno <strong>dipendenza</strong> e, a seconda del dosaggio e dei tempi di somministrazione, possono creare forti disagi <strong>astinenziali</strong> che richiedono uno <strong>scalaggio</strong> che può diventare faticoso.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/" target="_blank" rel=" noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/07/about-3758125_1920-1-1024x683.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, ansia farmaci effetti collaterali" class="wp-image-1085" style="width:227px;height:auto"/></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi approfondire leggi : <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: la fatica di chi smette</a>. Un articolo che approfondisce le terapie di affiancamento a chi sta scalando benzodiazepine dopo un uso prolungato. In generale è sempre <strong>consigliato l&#8217;evitamento dei farmaci</strong> e comunque sempre in affiancamento a una <strong>Psicoterapia</strong>. In ogni caso lo <strong>Psicologo non può prescrivere farmaci</strong> ed è importante un consulto con il <strong>medico specialista Psichiatra</strong>. Psicologo e Psichiatra devono lavorare insieme. Evita il fai da te e se stai assumendo farmaci da molto ricorda di confrontarti col medico Psichiatra.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>I SOGNI DI CHI SOFFRE D&#8217;ANSIA</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone ansiose hanno <strong>sogni agitati </strong>più spesso delle persone che non soffrono d&#8217;ansia. Tendenzialmente i contenuti dei sogni riguardano <strong>eventi stressanti e dannosi,</strong> ma soprattutto <strong>interazioni poco amichevoli</strong> con altri personaggi nel sogno. Questo non significa che i pazienti ansiosi rivivono o anticipano eventi critici attraverso i sogni, piuttosto che <strong>vivono come poco amichevoli le proprie emozioni, bisogni e condotte</strong>. Difficile spiegare qui come usare il sogno in modo clinico, quindi se vuoi approfondire, puoi guardare questo video: &#8220;<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/video-interpretazione-dei-sogni-tecnica-storia-psicoterapia-e-funzione-del-sogno-come-strumento-clinico/">Interpretazione dei sogni: tecnica, storia, psicoterapia e funzione del sogno come strumento clinico</a>&#8220;. </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA QUALI CURE e TERAPIE</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono <strong>diversi approcci</strong> che vanno dalla terapia <strong>Cognitivo-comportamentale</strong> a quella <strong>Psicodinamica</strong>, da quella <strong>Sistemica</strong> all&#8217;<strong>EMDR</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La terapia <strong>Cognitivo-Comportamentale </strong>si è dimostrata la più efficace nei disturbi d&#8217;ansia. Si fonda sul favorire una revisione dei <strong>sistemi valoriali di riferimento</strong>, così come nella messa in discussione dei <strong>modelli di riferimento</strong>. La terapia procede individuando lo <strong>stile narrativo</strong> <strong>e di pensiero </strong>e cercando di<strong> introdurre rumore</strong> nelle narrazioni per favorirne una riscrittura. Si avvale di diverse <strong>tecniche</strong>, come la <strong>prescrizione dei sintomi </strong>o il <strong>peggior pensiero</strong>, che disinnescano la <strong>ruminazione </strong>mentale e i pensieri intrusivi e ricorsivi. La sua efficacia è maggiore con fobie specifiche e con disturbi d&#8217;ansia non particolarmente gravi. Nei casi più importanti queste tecniche hanno un&#8217;efficacia più immediata ma limitata nel tempo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="626" height="626" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14723" style="width:254px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png 626w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-300x300.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 626px) 100vw, 626px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>trattamento Psicodinamico</strong>, per capirci quello che deriva dalla psicanalisi di <strong>Freud</strong>, propone, invece, di analizzare le relazioni con le figure primarie e secondarie (Genitori e altri significativi), <strong>eventi critici </strong>ed eventuali <strong>traumi</strong> per verificare quale incidenza possono avere sull&#8217;ansia. Ha effetti meno immediati e dura più a lungo ma, al tempo stesso produce <strong>esiti più duraturi</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambi gli approcci si occupano dell&#8217;immagine che i pazienti hanno di se stessi e del rapporto che hanno con i propri bisogni ed emozioni. La <strong>scelta dipende</strong> anche dalle caratteristiche del paziente e un <strong>terapeuta valuterà quale delle due è la più adeguata per il caso specifico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>approccio Sistemico </strong>si concentra più sulle dinamiche familiari che sono alla base del disturbo d&#8217;ansia e prevede spesso il coinvolgimento della famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;EMDR</strong>, come citato in precedenza, è una tecnica di <strong>desensibilizzazione</strong> molto valida con fobie specifiche e con disturbi legati a contesti specifici. Risulta utile anche nei casi più complessi ma generalmente integra al suo interno chiavi più psicodinamiche.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>La gestione dell&#8217;ansia è solo una parte della terapia, mentre l&#8217;altra parte prevede di comprendere quale via l&#8217;ansia stia indicando. Il dialogo con la propria Ansia è la terapia più efficace.</em></p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA: COME SCEGLIERE IL TERAPEUTA?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Abbandona l&#8217;idea che esista un approccio solo e più efficace. <strong>Un buon terapeuta</strong>, con esperienza e alta formazione, <strong>impiegherà tutti gli approcci</strong>, sarà cognitivo quanto basta, un po&#8217; psicodinamico, sistemico al bisogno e così via. Per legge e per buon senso, <strong>ogni professionista deve essere formato in tutti gli orientamenti così da poter proporre un intervento organico</strong>. Se ti affidi a uno Psicologo iscritto all&#8217;albo e di lunga esperienza, lavorerai nel modo migliore e non nell&#8217;orientamento del terapeuta. Nel caso Il terapeuta non conosca una tecnica (EMDR ad esempio) non mancherà di inviare ad un collega e fare rete.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per approfondire <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicologo-a-parma-ecco-come-scegliere/">COME SCEGLIERE IL TERAPEUTA CLICCA QUI</a></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, MEGLIO TERAPIA ONLINE O IN PRESENZA?</strong></h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1024x1024.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-12568" style="width:205px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1024x1024.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-300x300.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-150x150.jpg 150w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-768x768.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1536x1536.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-650x650.jpg 650w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1300x1300.jpg 1300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Le differenze tra la terapia online e in presenza sono nella maggior parte dei casi <strong>trascurabili</strong> (Puoi approfondire leggendo &#8220;<strong><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicoterapia-on-line-e-italiani-allestero-meglio-un-terapeuta-italiano-on-line-o-uno-straniero-in-presenza/">PSICOTERAPIA ONLINE</a></strong>&#8220;). Il <strong>linguaggio verbale </strong>compensa quello del corpo e viceversa. Escludendo quindi i casi più complessi che richiedono trattamenti specifici e in rete con altri professionisti, la terapia Online risulta molto efficace. Nei casi di un <strong>Ritiro Sociale</strong> importante come quelli di <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/hikikomori-e-autoreclusione-una-spiegazione-una-cura-una-tregua/"><strong>HIKIKOMORI</strong>,</a> la terapia da remoto può risultare un ottimo gancio. Bisogna fare attenzione che non diventi anch&#8217;essa un pretesto per non uscire e isolarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavoro come <strong>Psicologo e Psicoterapeuta a Parma in presenza</strong>, ma ho anche uno studio da <strong>Psicologo a Rieti.</strong> Oggi il<strong> lavoro ONLINE</strong> con pazienti da tutto il mondo è preponderante e la mia esperienza professionale mi suggerisce che l&#8217;efficacia della terapia <strong>ONLINE</strong> è del tutto <strong>sovrapponibile</strong> a quella in <strong>presenza</strong>, specie con i disturbi d&#8217;ansia. L&#8217;approccio che propongo è multidisciplinare e fa uso anche del sogno come strumento clinico per l&#8217;a cura dell&#8217;ansia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-panico-e-disturbi-dansia-cause-sintomi-e-cure/">Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO &#8211; Interpretazione dei sogni: tecnica, storia, psicoterapia e funzione del sogno come strumento clinico</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/video-interpretazione-dei-sogni-tecnica-storia-psicoterapia-e-funzione-del-sogno-come-strumento-clinico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2022 15:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sogni]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/video-interpretazione-dei-sogni-tecnica-storia-psicoterapia-e-funzione-del-sogno-come-strumento-clinico/">VIDEO &#8211; Interpretazione dei sogni: tecnica, storia, psicoterapia e funzione del sogno come strumento clinico</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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		<title>VIDEO &#8211; Il disturbo borderline: criteri, cause, terapie, mitologia e un po’ di buon senso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2022 15:16:44 +0000</pubDate>
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		<title>IL DISTURBO BORDERLINE: ISTRUZIONI PER L’USO DELLE TERRE DI CONFINE</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/il-disturbo-borderline-istruzioni-per-luso-delle-terre-di-confine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2022 04:31:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Sapete cosa è un disturbo borderline? È semplicemente <strong>tipico di quelli di noi che abitano nelle zone di confine o sulle isole</strong>. Provate ad andare a fare una vacanza in Tirolo, o al confine sloveno, oppure in Sardegna. Vi accorgerete che gli indigeni, gli abitanti del luogo si divideranno tra cortesie e sgarberie<strong>, tra accoglienza ed espulsività</strong>. E questo perché si sentono perennemente invasi, perennemente non riconosciuti nella loro identità, nei loro confini. Si sente l&#8217;ostilità come condizione di base e questo perché si è sempre nel dubbio, quello di capire se funzionare secondo una cultura o secondo quella oltre confine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la condizione di base di un borderline, quella di <strong>vivere perennemente un certo mancato riconoscimento dei loro contorni, dei loro confini</strong>, della loro identità. Ma anche di muoversi sul confine tra culture e funzionamenti diversi, tra nevrosi e psicosi, <strong>tra le frustrazioni quotidiane in cui c’è un piano di realtà condiviso e condivisibile, e quei territori dove non c’è questa possibilità, ossia dove il mio vissuto elude la realtà che mi circonda</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong>BORDERLINE</strong> </p>



<div class="wp-block-cover is-light" style="min-height:210px;aspect-ratio:unset;"><span aria-hidden="true" class="wp-block-cover__background has-background-dim"></span><img loading="lazy" decoding="async" width="634" height="1024" class="wp-block-cover__image-background wp-image-14297" alt="" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-the-humantra-13516203-634x1024.jpg" data-object-fit="cover" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-the-humantra-13516203-634x1024.jpg 634w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-the-humantra-13516203-186x300.jpg 186w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-the-humantra-13516203-768x1239.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-the-humantra-13516203-952x1536.jpg 952w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-the-humantra-13516203-1269x2048.jpg 1269w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-the-humantra-13516203-scaled.jpg 1586w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center has-large-font-size wp-block-paragraph">In questo articolo</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Parleremo qui del <strong>disturbo borderline</strong> riprendendo prima di tutto la<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color"> <strong>distinzione tra nevrotico e psicotico</strong></mark>, poi le definizioni e i <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">Criteri diagnostici</mark></strong>, ossia quando si può parlare della presenza di questo disturbo. Poi vedremo quali sono i <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color"><strong>Sintomi caratteristici</strong>.</mark> Quindi approfondiremo il <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">vissuto abbandonico</mark></strong> e <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">l’<strong>idealizzazione</strong></mark>. Dopo aver individuato alcune tra le <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color"><strong>cause del disturbo</strong> </mark>daremo indicazioni su <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">come gestire una relazione con una persona</mark> borderline. </strong>Infine ci rifaremo alla <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">mitologia e al mito di Efesto </mark></strong>che molto ci dice della personalità Borderline.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BORDERLINE</strong> <strong>NEVROTICO O PSICOTICO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La zona di confine di una persona con tratti Borderline è quella tra nevrosi e psicosi</strong>. Per semplicità potremmo dire che siamo tutti Nevrotici. Consideriamo, infatti <strong>la nevrosi come la frustrazione di una costellazione di desideri dovuta a fattori ambientali e psichici interni reali</strong>. <strong>Psicosi invece è un eccesso di psiche e di immaginazione, ossia la dominanza di vissuti interni rispetto al concretismo</strong>. Per capirsi, un nevrotico va dallo psicologo perché gli hanno soffiato la promozione sul lavoro, e non ha ottenuto ciò che voleva, un funzionamento psicotico ci porta dallo psicologo quando ipotizziamo o abbiamo paura che ci abbiano soffiato la promozione a lavoro senza che vi sia una corrispondenza concreta a quel vissuto interno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti noi vagliamo in continuazione quanto vissuti e realtà coincidano, mentre una persona borderline oscilla su questo confine confondendosi in continuazione</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SIAMO TUTTI BORDERLINE?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un primo chiarimento va fatto in questa direzione.<strong> La Psicologia e la Psichiatria non sono scienze esatte</strong> e, soprattutto, non permettono di fare diagnosi così rigorose. Questo significa che, in diverse misure, <strong>ognuno di noi è depresso, ansioso, bipolare, rabbioso o borderline</strong>. Quindi quando leggiamo i manuali diagnostici ci accorgeremo che ogni caratteristica la abbiamo vissuta, anche se solo di sfuggita. Ma se quel particolare modo di essere e sentire, diventa l’unico che viviamo, allora possiamo dire che siamo sbilanciati verso quel tratto di personalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DISTURBO BORDERLINE NEL DSM</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma andiamo per gradi e prendiamo i criteri diagnostici che definiscono il Disturbo Borderline di Personalità</p>



<p class="wp-block-paragraph">●&nbsp; <strong>instabilità nelle relazioni interpersonali</strong>, caratterizzata dall’alternanza di sentimenti di <strong>idealizzazione</strong> ed estrema <strong>svalutazione</strong> dell’altro;</p>



<p class="wp-block-paragraph">●&nbsp; sforzi disperati per evitare un <strong>abbandono</strong>, tanto reale quanto immaginato;</p>



<p class="wp-block-paragraph">●&nbsp; <strong>instabilità dell’immagine e della percezione di sé</strong>;</p>



<p class="wp-block-paragraph">●&nbsp; <strong>impulsività</strong> caratterizzata da comportamenti dannosi per il soggetto (guida ad alta velocità, sessualità promiscua, abuso di alcol e stupefacenti, spese folli, ecc…);</p>



<p class="wp-block-paragraph">●&nbsp; gesti <strong>autolesionistici</strong>, automutilanti, pensieri e minacce <strong>suicidarie</strong>;</p>



<p class="wp-block-paragraph">●&nbsp; marcata <strong>reattività dell’umore</strong> (ansia, rabbia, disforia);</p>



<p class="wp-block-paragraph">●&nbsp; sentimenti cronici di <strong>vuoto esistenziale</strong> e personale;</p>



<p class="wp-block-paragraph">●&nbsp; difficoltà a controllare la <strong>rabbia</strong>;</p>



<p class="wp-block-paragraph">●&nbsp; <strong>sintomi dissociativi</strong> e <strong>ideazione paranoide</strong> in associazione a forte stress.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora non cadiamo nel tranello in cui sono caduti tutti gli psicologi in formazione, quello di pensare che basta avere una di queste condotte per conquistarsi una diagnosi di Disturbo Bordeline.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È previsto, infatti che siano presenti almeno 5 di questi criteri per un tempo ragionevolmente lungo</strong> (almeno un mese) e che esclude stati indotti da sostanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>QUALI SONO I SINTOMI CARATTERISTICI DEL DISTURBO BORDERLINE?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che però penso sia utile è mettere a fuoco, è quali di questi modi di essere, sentire e pensare risultino <strong>particolarmente caratteristici</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si perché è importante dire che, ad esempio, <strong>l’autolesionismo</strong>, che può comprendere il comportamento suicidario o il disturbo da dipendenza da sostanze, è molto presente nella popolazione come sintomo isolato e senza che questo conduca a una diagnosi di DBP. <strong>Le condotte autolesive sono, infatti, dei tentativi di autocura.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/perche-i-ragazzi-si-tagliano-il-cutting-e-la-psicologia/">Clicca qui per leggere l’articolo sul “<strong>Perché i ragazzi si tagliano</strong>”</a></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/razor-blade-2132096_1920-e1658510891812.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="481" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/razor-blade-2132096_1920-1024x481.jpg" alt="" class="wp-image-1013" style="width:310px;height:145px"/></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’impulsività</strong> è una caratteristica di personalità che può essere presente in molti disturbi come quello <strong>Antisociale</strong> di personalità e in molte condotte cosiddette normali o socialmente accettate… insomma se fate bungee Jumping, oppure se dite si a un invito senza pensarci, non siete necessariamente Border.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la <strong>marcata reattività dell’umore</strong>, da intendersi come <strong>irritabilità o ansia immotivata e sbalzi d’umore che durano qualche ora</strong>, potrebbero essere legati a fattori contingenti o a disturbi diversi come quello depressivo, ansioso, o semplicemente è una giornata no in cui Poseidone in persona vi è venuto a trovare con i suoi maremoti e i suoi terremoti che&#8230; non sono altro che la naturale ricerca di equilibrio della vostra anima e del vostro corpo. Insomma, magari, “Ve rode” e basta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma altrettanto potremmo dire sui sentimenti di vuoto, sulla difficoltà a <strong>controllare la rabbia</strong> e sui <strong>sintomi dissociativi</strong> e le <strong>paranoie</strong>, si tratta infatti di tutti sintomi che potremmo incontrare anche in modo isolato. Insomma non basta scorrere l’elenco e dire “<strong>ce l’ho</strong>” o “<strong>mi manca</strong>”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, anche se la concomitanza di questi aspetti è un segnale importante, qui vorrei porre <strong>l’attenzione sulla paura d’abbandono</strong> e sugli <strong>estremi di idealizzazione e svalutazione verso se stessi e gli altri</strong>, ossia su quegli aspetti tipici dell&#8217;essere borderline.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-nguyen-lam-1471880-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-nguyen-lam-1471880-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-14298" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-nguyen-lam-1471880-1024x683.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-nguyen-lam-1471880-300x200.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-nguyen-lam-1471880-768x512.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-nguyen-lam-1471880-1536x1024.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-nguyen-lam-1471880-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>TIPICAMENTE BORDERLINE È IL VISSUTO ABBANDONICO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>paura di un reale o soltanto immaginato abbandono</strong> è certamente il punto centrale di questo aspetto della personalità. Ma facciamo attenzione, questo aspetto non è riconducibile necessariamente alla presenza di genitori non adeguati, maltrattanti o assenti. <strong>Questo tipo di sensazione allo stomaco che pone una persona perennemente in allerta, è spesso, se non sempre, un retaggio atavico, quasi innato, un tratto innato di personalità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una persona <strong>borderline</strong>, infatti, sin dalla nascita, <strong>combatte per evitare un abbandono</strong>. Lo sogna, lo evita, lo vive al primo giorno di scuola, lo transita ogni volta che gli sembra di non essere ascoltato. <strong>La sensazione di essere rifiutato, gettato, evitato, tradito lo accompagna da subito</strong>, anche senza fattori ambientali e familiari che lo giustifichino. E ognuno di noi fa in qualche misura questa esperienza intrapsichica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Siamo borderline quando quella sera a cena, diciamo qualcosa e nessuno ci sente, e tutti stanno dando ascolto a qualcosa di altro. Ecco in quel momento viviamo un senso di <strong>invisibilità</strong> che risulta angosciante e particolarmente poco tollerabile.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma&nbsp; una persona borderline sperimenta quel senso di invisibilità anche se i fattori ambientali sono favorevoli, anche se riceve le attenzioni dovute. Quindi <strong>la paura dell’abbandono, la paura di non esistere nei pensieri di nessuno sulla faccia della terra è l’elemento principale</strong>. Ogni volta che un bambino grida “<strong>Mamma guardami</strong>” è perché si trova sul confine, è la parte borderline che reclama la sua attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Allora potremmo anche dire che il disturbo borderline è anche quello che ci permetteva di restare vivi qualche migliaio di anni fa, era alla base dell’attaccamento e al timore di restare soli e questo ci spingeva a restare nella tana al sicuro.</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center">Luca Urbano Blasetti, Psicologo Parma e online Whatsapp 3291005824</h4>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>CAUSE DEL DISTURBO BORDERLINE</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kaique-rocha-37819-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kaique-rocha-37819-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-14299" style="width:300px;height:200px" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kaique-rocha-37819-1024x683.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kaique-rocha-37819-300x200.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kaique-rocha-37819-768x512.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kaique-rocha-37819-1536x1024.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kaique-rocha-37819-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Prima di approfondire il vissuto abbandonico, è importante dire che esistono comunque dei fattori ambientali che favoriscono l’insorgenza di questo disturbo. Sono tre in particolare:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1 La presenza di <strong>genitori inadeguati, assenti, anaffettivi</strong>. Insomma una genitorialità trascurante</p>



<p class="wp-block-paragraph">2 Esperienza di <strong>violenza e di abuso</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">3 Crescere in una <strong>ambiente familiare e sociale in cui c’è la malattia mentale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma queste condizioni ambientali <strong>non sono sufficienti</strong>. Anzi esistono molti casi in cui in una stessa famiglia, con le medesime condizioni, solo uno dei figli sviluppa un disturbo borderline. Altrettanto potremmo dire per chi subisce violenza. Non tutte le vittime di abusi sviluppano questo disturbo. Spesso può capitare che un trauma diventa un traino per una vita costruttiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>COME RAGIONA UN BORDERLINE</strong>:<strong> Abbandonato o abbandonante?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una persona borderline ragiona, abbiamo detto, secondo il principio dell’abbandono. Ma dobbiamo essere <strong>controintuitivi</strong>, infatti la paura dell’abbandono non è mai l’aspetto principale. Si perché la <strong>vera paura è quella di voler abbandonare</strong>. Una persona borderline non tollera i suoi stessi sentimenti e impulsi espulsivi e di separazione, non tollera l’idea di voler abbandonare e lasciare qualcuno. Vuole lasciare e abbandonare qualcuno ma non vuole ammettere di avere questo bisogno. Per questo lo proietta sugli altri secondo un meccanismo definito <strong>identificazione proiettiva</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Allora un borderline maschera la paura di voler abbandonare con quella di essere abbandonato</strong>. Questo capita a tutti noi in modo più morbido, ad esempio nella vita di coppia, quando lui, o lei, hanno voglia di fare qualcosa ognuno per se, allora <strong>si tende ad accusare </strong>il coniuge di non voler stare con noi. Moltiplicando per dieci questo meccanismo ci troviamo nel disturbo borderline.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso si stimola il partner a fare programmi da solo o da sola, per poter vivere le proprie esigenze di solitudine o di relazione che vanno al di là di quella di coppia. Questo nell’ottica di <strong>evitare di sperimentare e ammettere le proprie esigenze di espulsione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IDEALIZZAZIONE E SVALUTAZIONE NEL BORDERLINE</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-7.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-7-683x1024.png" alt="" class="wp-image-14351" style="width:333px;height:500px" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-7-683x1024.png 683w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-7-200x300.png 200w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-7-768x1152.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-7.png 1000w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Il non poter vivere senza di te, ti rende indispensabile e fondamentale sopra ogni cosa</strong>&#8220;. Questo produce un legame affettivo profondo, quasi dipendente, produce un sentimento d’amore ma, al tempo stesso, produce un altrettanto profondo odio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Ti amo e non posso fare a meno di te, e siccome non posso fare a meno di te e tu non sei sempre disponibile, allora ti odio”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questi motivi l’immagine dell’altro oscilla vorticosamente, passando dall’idea che sia il migliore del mondo fino all’idea che sia il peggiore. Nel disturbo borderline si vive come su di una montagna russa in cui tanto più alti sono i picchi dell&#8217;idealizzazione, tanto più vertiginoso sarà il precipitare giù verso il piano di realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong>Nelle relazioni il momento in cui l’idealizzazione viene meno e ci si scorge la normalità dell’altro, è un momento di profonda rabbia e di senso di tradimento</strong>. Una persona Borderline fatica a osservare come abbia proceduto all’idealizzazione in modo del tutto autonomo, piuttosto pensa di essere stato ingannato da colui che aveva idealizzato. <strong>“Tu mi hai mentito” </strong>prevale su <strong>“Io ti ho idealizzato”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo processo di idealizzazione, questa volontà di porre su di un trono l’altro è la conseguenza del valore di indispensabilità che si da all’altro. L’indispensabilità è legata al fatto che l’esistere nei pensieri degli altri diventa fondamentale. <strong>Porre sul trono e detronizzare</strong> è la perenne oscillazione e facendolo sugli altri lo si fa anche su se stessi. Dunque scoprire che l’altro non è così perfetto fa male perché si porta dietro la propria imperfezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una persona borderline si arrabbia quindi perché l’altro ha mentito, ma anche perché se l’altro non è speciale e ideale allora non lo è neanche lui stesso</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>QUANDO IL BORDERLINE SI ARRABBIA</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-5.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="677" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-5-1024x677.png" alt="" class="wp-image-14307" style="width:321px;height:212px" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-5-1024x677.png 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-5-300x198.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-5-768x507.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-5-1536x1015.png 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-5-2048x1353.png 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Quando si arrabbia</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma che fare quando si arrabbia una persona borderline?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo dal presupposto che una persona borderline si arrabbia quando vive il tradimento e vede la caduta degli dèi e delle sue idealizzazioni. Ma <strong>si arrabbia ancor prima quando avverte quella sensazione di abbandono, quando sente che l’altro vuole abbandonarlo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora direi di partire proprio da qui, dall’abbandono. Siamo sicuri che non abbia ragione proprio il paziente col disturbo e che invece non abbiamo torto noi? Siamo sicuri che non ci colga mai la voglia di mollare, tradire, svicolare da una relazione amorosa, amicale o familiare? E siamo sicuri che se la persona in questione mostri dei tratti borderline ciò non avvenga ancor più spesso?</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Io lo so che in verità tu non vuoi stare con me!!!”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Ma non è vero!!! Ho pensato solo che dopo sarei potuto uscire con Roberto”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma io direi che se una persona con tratti Borderline si arrabbia, negare le proprie legittime esigenze di fuga è poco indicato per <strong>5 motivi</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Primo perché è falso</strong>.</li>



<li><strong>Secondo perché significa dire</strong> all’altro qualcosa del tipo “<strong>Tu sei pazzo e stai delirando</strong>”;</li>



<li><strong>Terzo</strong> perché questo <strong>alimenterebbe un&nbsp; nucleo paranoico</strong> quando dovesse essere presente;</li>



<li><strong>Quarto</strong> perché produrrebbe una <strong>dissonanza cognitiva</strong>&nbsp; che alimenterebbe la <strong>dissociazione</strong>;</li>



<li><strong>Quinto impedirebbe la possibilità di vivere l’abbandono</strong> che è l’unico modo che ha un Borderline per darsi il permesso di abbandonare a sua volta.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>“Si è vero scusami, oggi non ho voglia di stare con te, sono uno str… lo so, ma ho bisogno di uscire con Roberto”</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>“… … … vaffa&#8230; allora io me ne vado a fare i caz… miei”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E magari lo dice raccogliendo i cocci dei piatti sbattuti a terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BORDERLINE E TERAPIA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In terapia tutti questi aspetti devono essere transitati. ma prima di questi che costituiscono i passaggi in una fase più avanzata, le terapie più efficaci per il disturbo Borderline sono quelle <strong>cognitivo-comportamentali</strong> promossi dalla <strong>Linehann</strong>. Terapeuta essa stessa con un disturbo borderline, la Linehan ha sviluppato una terapia fondata su un <strong>contratto terapeutico rigoroso</strong>, su un <strong>lavoro di intervisione ritmico</strong> e con la graduale <strong>accettazione delle proprie istanze emotive. </strong>L’esercizio di fondo consiste nel <strong>riconoscere il piano di realtà e di differenziare sempre la dimensione del vissuto interno e quello oggettivo esterno</strong>. Riconoscere i propri bisogni di separazione e la rabbia legata alla normalità degli altri e di se stessi è l’altra emozione da digerire. L&#8217;accettazione di se e degli altri per quello che sono è l&#8217;obiettivo.</p>



<div class="wp-block-cover alignright"><span aria-hidden="true" class="wp-block-cover__background has-background-dim"></span><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" class="wp-block-cover__image-background wp-image-14308" alt="" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-6-683x1024.png" data-object-fit="cover" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-6-683x1024.png 683w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-6-200x300.png 200w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-6-768x1152.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/image-6.png 1000w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center has-large-font-size wp-block-paragraph">Quando un Borderline va in terapia</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la figura del terapeuta deve transitare l’idealizzazione. In genere <strong>i pazienti borderline si lanciano in grandi complimenti e apprezzamenti verso il terapeuta. Poi mostrano tutta la loro rabbia quando il terapeuta si rivela, dentro di loro, in tutta la sua normalità</strong>. La prima volta avviene quando i pazienti fanno l’esperienza del fatto che il terapeuta non è sempre disponibile fuori dalle terapie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potrebbero giungere a dire di “aver scoperto il trucco”, oppure di aver visto quanto misero sia il, o la terapeuta”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta migliore in questo caso è sempre quella in cui si dice che la scoperta della propria mediocrità è solo del paziente poiché il terapeuta la conosce da tempo”</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>COME È LA VITA DI UN BORDERINE?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In situazioni particolarmente gravi può essere una esistenza difficile che prevede la presenza di terapeuti psicologi e psichiatri, oppure può essere caratterizzata dall’abuso di sostanze psicotrope: la situazione è tanto più grave quanto più sono pronunciati i sintomi dissociativi e di ideazione paranoide.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Ma nella maggior parte dei casi può trattarsi di una vita assolutamente comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente la paura abbandonica condiziona la qualità delle relazioni spesso intense e fugaci, oppure lunghissime e travagliate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La famiglia può essere una risorsa</strong> se si riesce a tamponare e contenere l’impulsività le paranoie persecutorie, i timori abbandonici. Ma anche un ambiente sociale sano e supportivo può fare la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BORDERLINE NELLA MITOLOGIA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La mitologia è una protopsicologia</strong>, è una sorta di manuale diagnostico ante litteram. Questo significa che <strong>per ogni dio noi possiamo trovare una psicopatologia corrispondente</strong>. E significa anche che, nella storia della nascita, della vita e della morte di ogni dio, noi abbiamo le cause, il decorso e la prognosi di un disturbo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-paolo-sbalzer-10906343-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-paolo-sbalzer-10906343-1-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-14352" style="width:342px;height:228px" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-paolo-sbalzer-10906343-1-1024x684.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-paolo-sbalzer-10906343-1-300x200.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-paolo-sbalzer-10906343-1-768x513.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-paolo-sbalzer-10906343-1.jpg 1279w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Quindi possiamo certamente dire <strong>che esiste un dio che è Borderline e si chiama Efesto</strong> (Vulcano per la religione romana)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Raccontiamo in breve la storia di questo dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Efesto</strong> nasce da <strong>Era</strong> senza avere un padre. Era, sua madre, arrabbiata con Zeus che aveva concepito Atena senza di lei, decide di concepire e far nascere da sola un figlio, Efesto. In verità Efesto è un&#8217;aborto a detta di Era stessa&#8230; la mitologia è varia ma è importante dire che <strong>la funzione paterna è assente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma siccome Efesto è un <strong>nano zoppo</strong> che non può camminare ma solo rotolare, <strong>Era lo getta nel mare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo dire quindi che <strong>la nascita di Efesto avviene sotto il segno del rifiuto</strong>. Non solo, anche la vita del dio è segnata <strong>da diversi rifiuti</strong>, quello del <strong>padre assente</strong>, quello della sposa sua <strong>Afrodite</strong> che lo tradisce con <strong>Ares</strong>, quello di <strong>Atena</strong> che si rifiuta di giacere con lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Efesto è però <strong>creativo</strong> ed è un <strong>bravo artigiano</strong>. Tutti i monili e le armi, comprese quelle di Achille, sono forgiate da lui. Per questo <strong>costruisce un trono per sua madre </strong>per poi legarla sul trono senza che lei possa più alzarsi. Questa è la metafora più puntuale del processo di idealizzazione. <strong>Efesto difende Era anche da Zeus che cerca di placarla, così come il borderline protegge l’idealizzazione dal piano di realtà.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La mitologia ci indica come <strong>il vissuto abbandonico sia da sempre presente</strong> e di come ogni singola azione del dio punta a incatenare, idealizzare e generare le condizioni per un rifiuto e un abbandono. <strong>L’abbandono, da causa, diventa lo scopo</strong>. Così avviene anche nel borderline. I vissuti persecutori e l’impulsività e l’autolesionismo sono solo una conseguenza del vissuto abbandonico<strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’unico dio che riesce a placarlo e a convincerlo a liberare la madre, sarà <strong>Dioniso</strong>, così come l’abuso di sostanze come <strong>alcol e droghe</strong> resta l’esito frequente nei casi più gravi. La <strong>tossicodipendenza è spesso un disturbo borderline autocurato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Suo fratello è <strong>Prometeo</strong> e con lui condivide il dono del fuoco. Ma mentre Ermes ha un rapporto col fuoco che è di sottomissione alle forze della natura e dell’anima, <strong>Prometeo ed Efesto&nbsp; vogliono usarlo per dominare la natura.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il paziente Borderline soffre nella misura in cui si oppone ai moti dell’anima, li rifiuta e li vuole dominare. Per questo l’accettazione è il primo obiettivo terapeutico. Questo rifiuto passa anche per l’ambivalente rapporto che ha con i moti emotivi di altri significativi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Efesto è un bravo artigiano e stare nel fare, avere la possibilità di creare e costruire è certamente per lui sempre la migliore cura, anche perchè Efesto veniva chiamato Vulcano dai romani, e quindi una <strong>persona Borderline è certamente vulcanica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>CONCLUSIONI E BORDERLINE FAMOSI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Girando nel WEB si possono trovare molti nomi illustri presumibilmente detti Borderline, ma direi che questo rischia di rientrare più nel gossip che nelle considerazioni cliniche. Il più famoso è certamente Joker che presenta tutte le caratteristiche del borderline insieme. Ma è sempre decisamente improbabile che tanti elementi si mostrino contemporaneamente.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-brote-studio-2970497.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-brote-studio-2970497-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-14353" style="width:296px;height:198px" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-brote-studio-2970497-1024x683.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-brote-studio-2970497-300x200.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-brote-studio-2970497-768x512.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-brote-studio-2970497.jpg 1279w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">È invece frequente che ognuno di noi presenti alcuni degli aspetti citati, oppure che faccia esperienza dell&#8217;abbandono e della disillusione. <strong>Ogni coppia che si separa fa una esperienza borderline della propria anima individuale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Concludendo, che si tratti di una relazione terapeutica, genitoriale o coniugale, <strong>una persona borderline deve avere la possibilità di fare una esperienza protetta dell&#8217;abbandono e della disillusione</strong>. È importante che si possa comunicare lui o lei, il proprio bisogno di fuga. È importante perchè in questo modo si può fare un esperienza di consonanza cognitiva, si può ritirare la proiezione e si può fare un esperienza protetta dell&#8217;abbandono subito e di quello operato. <strong>Si può abbandonare ed essere abbandonati restando vivi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è anche importante transitare il processo di disillusione e di tradimento perché ci riconduce coi piedi per terra e ci permette di entrare in contatto con la banale mediocrità dell&#8217;altro e di se stessi. La terapia migliore è sempre quella con cui riusciamo a comprendere che più che &#8220;Cristi&#8221; siamo tutti &#8220;Poveri Cristi&#8221;. Questo processo di integrazione della normalità è fondamentale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come tutte le patologie, anche il disturbo borderline se trova un equilibrio può diventare una risorsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Se tu tieni un borderline al di qua della linea pericolosa quindi evitando gli estremi e ce lo tieni per un bel po’ di tempo impara a starci o impara ad andare oltre solo quando è funzionale.&nbsp;Tutte le personalità importanti della storia erano borderline… personalità che avevano imparato ad utilizzare l’estremo solo quando era funzionale per le situazioni, per andare oltre alla realtà data in modo funzionale” (G.Nardone)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/il-disturbo-borderline-istruzioni-per-luso-delle-terre-di-confine/">IL DISTURBO BORDERLINE: ISTRUZIONI PER L’USO DELLE TERRE DI CONFINE</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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		<title>VIDEO &#8211; La depressione è il sintomo di un profondo cambiamento… eliminarla equivale a impedire che avvenga.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2022 16:06:00 +0000</pubDate>
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		<title>Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: la fatica di chi smette</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 09:11:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
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		<category><![CDATA[Trattamento disturbi d'ansia e Panico Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo breve compendio è utile a conoscere gli effetti dei farmaci e della loro dismissione. Oltre a un elenco aggiornato degli effetti astinenziali e dei meccanismi neurologici, si offrono indicazioni terapeutiche e procedurali per dismettere le BDZ.</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: la fatica di chi smette</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Premessa</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Partiamo innanzitutto da un fatto, ossia che sono uno psicoterapeuta e che <strong>non sono uno psichiatra. Psichiatria e farmaci sono strumenti paralleli indispensabili. </strong>Nel mio lavoro, da sempre, un buon rapporto con uno psichiatra e un fare rete sono alla base del percorso terapeutico di alcuni pazienti. <strong>In molte altre occasioni il farmaco è solo una scorciatoia “antiindividuativa”</strong>. Per capirci il farmaco in questi secondi casi è uno <strong>strumento che serve</strong> al paziente e a tutta la sua rete sociale, compresa<strong> la famiglia</strong>, per non fare i conti con elementi di realtà scomodi. Qui troverete un <strong>breve ma completo compendio</strong> di sintomi e terapie utili ad affrontare la dismissione dei farmaci e la gestione-convivenza con l&#8217;ansia.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:33% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher.jpg" alt="" class="wp-image-13892 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher.jpg 1000w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher-300x300.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher-150x150.jpg 150w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher-768x768.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/xanax-sara-zaher-650x650.jpg 650w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Non essendo un medico, le informazioni che troverete saranno raccolte dall&#8217;esperienza maturata nei 15 anni di lavoro in una struttura per le dipendenze patologiche, e nell&#8217;attività terapeutica privata in pazienti che chiedevano un supporto psicologico nello scalaggio di benzodiazepine che avevano pianificato con il proprio medico psichiatra con cui ho fatto rete.</p>



<p class="has-text-align-left has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Tutte le informazioni contenute in questo articolo non sostituiscono in nessun modo il rapporto col proprio medico di base e con il proprio psichiatra. Qualsiasi psicoterapia che si pone a supporto fa sempre riferimento diretto a queste figure professionali.</strong> Questo articolo è utile sul piano psicologico mentre sul piano farmacologico l&#8217;interlocutore necessario è sempre il medico psichiatra.</p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Cosa vuol dire “farmaco”</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Mi rimetto all’etimologia e alla saggezza dei primi chimici e farmacisti, ossia gli alchimisti. Questi sottolineavano che la parola <strong>“farmaco” significa “veleno”</strong>. Gli alchimisti infatti sapevano che ciò che cura o avvelena non è una sostanza ma la sua dose. Un farmaco salvavita se in sovradosaggio può uccidere insomma. Questa saggezza spinse Paracelso, il più noto tra gli alchimisti, a chiamare le malattie con il loro stesso rimedio.<strong> L’ansia potrebbe essere chiamata</strong> xanaxite o, se prendiamo il nome del principio attivo, alprazolam, avremo la <strong>alprazolamite</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Quando sono nate le benzodiazepine</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Scoperte nel 1955 <strong>e commercializzate nei primi anni ’60</strong> divennero una sorta di pillola della felicità. Si perché inibivano la reazione ansiosa, la paura e la tensione del corpo in maniera sostanziale. Dunque, oltre che in ambito psichiatrico, venne impiegata tout court. Un esercito di liberi professionisti e di altre categorie che avevano nella performance un dio irrinunciabile, iniziò ad assumere regolarmente e a dosaggi terapeuticamente sostenuti le<strong> BDZ (Acronimo di Benzodiazepine)</strong>. Questo stesso esercito divenne una popolazione di <strong>tossicodipendenti </strong>poiché ciò che era stato del tutto sottovalutato era l’effetto di tolleranza e <strong>assuefazione al farmaco.</strong> Oggi la situazione è per fortuna molto diversa.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Psicologo Parma invia un messaggio al 3291005824</h3>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La dipendenza da BDZ e i loro effetti</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Le benzodiazepine hanno come effetto principale il <strong>rilassamento muscolare</strong>. Hanno certamente anche un effetto ipnotico e sedativo e riducono la memoria a breve termine, ma sostanzialmente sono dei <strong>miorilassanti</strong>. Questo significa banalmente che la nostra tensione muscolare si ridurrà. Ma non dobbiamo essere ingenui, con tensione muscolare ci riferiamo a tutta la muscolatura volontaria e involontaria. Quella involontaria è quella di uno stomaco che digerisce, di un colon che si contrae, dei bulbi piliferi. Insomma <strong>le BDZ agiscono pressoché su tutto il corpo</strong> e su tutti gli organi perché tutto il corpo è interessato da muscoli.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Dipendenza psicologica da BDZ</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:39% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1018" height="460" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2015/01/ciuccio2-1018x460.jpg" alt="" class="wp-image-113 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2015/01/ciuccio2-1018x460.jpg 1018w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2015/01/ciuccio2-1018x460-300x136.jpg 300w" sizes="(max-width: 1018px) 100vw, 1018px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Quando andiamo dal medico e diciamo di avere l’ansia il medico, non uno psichiatra ci da un farmaco contro l’ansia, le benzodiazepine. Ma queste non hanno come effetto solo il levare l’ansia e la paura, che magari hanno un loro senso nel momento storico che stiamo transitando, ma hanno anche l&#8217;effetto quello di levare la tensione muscolare legata all’ansia e alla paura. Un po’ come se <strong>silenziassero il corpo</strong>. A quel punto la psiche inizia a dissociare gradualmente la paura e l’ansia dai contesti in cui emergevano. Il corpo si rilassa e questo senso di potere libera anche forti dosi di soddisfazione psicologica. <strong>Sarebbe sempre auspicabile il consulto con uno psichiatra, magari affiancato da uno psicoterapeuta, per valutare l&#8217;assunzione di questi farmaci.</strong></p>
</div></div>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/sei-ipocondriaco-ora-ti-spiego-il-perche/">CLICCA QUI SE VUOI LEGGERE: SEI IPOCONDRIACO ORA TI SPIEGO PERCH</a>E&#8217;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Che cosa è l’ansia e la paura</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma ansia e paura sono meccanismi utili alla sopravvivenza. <strong>“Paura” viene dal latino “pavire” </strong>ossia tastare il terreno per vedere se regge e, con lei, l’<strong>ansia è la risposta a situazioni di pericolo fisico e psichico</strong>. Vero che a volte la paura può diventare panico e bloccarci completamente ma non fa mai così tanti danni come la totale assenza di paura. Se di fronte a un leone che ruggisce non avessimo paura probabilmente perderemmo la vita. Se i muscoli non si tendessero e l’adrenalina ci permettesse di far circolare più sangue e ossigeno ai muscoli non potremmo ridurre i rischi di un attacco. Insomma <strong>la vigliaccheria non è sempre un difetto.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Tolleranza BDZ</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma a questo meccanismo psicologico di dipendenza va aggiunto l’effetto di tolleranza. <strong>Semplicemente ognuno, in tempi leggermente diversi, tende ad abituarsi alle benzodiazepine</strong>. Questo significa che un dosaggio iniziale se prolungato oltre i tempi previsti dal medico psichiatra, inizia ad avere un effetto molto ridotto, allora si tende ad aumentare. Ma questa tendenza non avviene raddoppiando la dose. No. Avviene subdolamente. <strong>Si inizia ad avere un appetito leggero che spinge a ridurre i tempi tra un’assunzione e l’altra</strong>. Si inizia a dimenticare di aver assunto le BDZ e così ci si ritrova con una compressa in più al dì. La tolleranza si presenta come il più evidente campanello d’allarme che ci annuncia la tolleranza e l&#8217;assuefazione. In questo anche i medici si mostrano  a volte nella difficoltà di gestire la tolleranza.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Le informazioni contenute in questo articolo sono riprese dalle ricerche della Dottoressa C. Heather Ashton. Inoltre le evidenze emerse nel trattamento di pazienti in struttura residenziale per le tossicodipendenze.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Emivita delle BDZ e dipendenza</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>L’emivita è il tempo con cui la molecola raggiunge la massima concentrazione plasmatica, ossia mostra il picco del suo effetto </strong>(non è proprio questa la definizione ma sia sufficiente qui per comprendere). Esistono quindi BDZ a emivita breve che nel giro di 3-6 ore raggiungono un effetto massimo; BDZ a emivita media e lunga. Gli effetti più apprezzabili, ossia quelli che avvertiamo in modo sensibile, sono maggiori con le BDZ a emivita breve ma, per gli stessi motivi sono anche più veloci nello sviluppare tolleranza e nel generare una dinamica dipendente. La dipendenza è evidente anche e nella misura in cui:</p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>si continua ad assumere il farmaco anche se non vi sono più le condizioni psicofisiche e ambientali iniziali che ne giustifichino l’assunzione.</li>



<li>Si va dal medico con regolarità rituale</li>



<li>Si debba tenere in tasca il farmaco sempre</li>
</ul>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Effetti di astinenza da BDZ</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Nel momento in cui decidiamo di sospendere l’uso di BDZ avremo effetti più o meno prepotenti a seconda dell’emivita del farmaco, del dosaggio, del periodo di assunzione e dei fattori ambientali. Segue un elenco dei sintomi in acuzie e poi di quelli protratti nel tempo:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Sintomi &#8220;psicologici”</strong></p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Eccitabilità (nervosismo, irrequietezza)</li>



<li>Insonnia, incubi ed altri disturbi del sonno</li>



<li>Ansia crescente, attacchi di panico</li>



<li>Agorafobia, fobia sociale</li>



<li>Percezioni distorte</li>



<li>Depersonalizzazione, derealizzazione</li>



<li>Allucinazioni, percezioni erronee</li>



<li>Depressione</li>



<li>Ossessioni</li>



<li>Pensieri paranoici</li>



<li>Rabbia, aggressività, irritabilità</li>



<li>Deterioramento della memoria e mancanza di concentrazione</li>



<li>Ricordi intrusivi</li>
</ul>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">La maggior parte di questi effetti s<strong>ono presenti in un comune Disturbo d&#8217;ansia generalizzato, in particolare in quello che presenta anche attacchi di panico</strong>. Dunque non sono necessariamente da imputare a una condizione astinenziale. Lo psicoterapeuta supporta la differenziazione tra effetti astinenziali e sintomi riconducibili a un temperamento di tipo ansioso-fobico. Si tenga presente che ogni paziente con un disturbo d&#8217;ansia si riconoscerà in ogni singolo sintomo sovrastimandone l&#8217;impatto. Si tenga presente inoltre che solo l&#8217;assunzione non corretta delle BDZ può portare a questi fastidi. Il consulto con lo Psichiatra riduce ed elimina questi rischi. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">In molti iniziano ad assumere farmaci per &#8220;passaparola&#8221;, dunque è di primaria importanza una buona educazione all&#8217;uso dei farmaci.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://www.animafaarte.it/agorafobia-significato-sintomi-e-cura-una-passerella-verso-la-trasformazione-pillola-n-35/">Un racconto sull&#8217;agorafobia che ti aiuterà&#8230;:  </a></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://www.animafaarte.it/agorafobia-significato-sintomi-e-cura-una-passerella-verso-la-trasformazione-pillola-n-35/">AGORAFOBIA SIGNIFICATO, SINTOMI E CURA: UNA PASSERELLA VERSO LA TRASFORMAZIONE. PILLOLA N.35</a>  </p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Sintomi fisici</strong></p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Mal di testa</li>



<li>Dolori / rigidità &#8211; (negli arti, nella schiena, nel collo, nei denti o nelle mascelle)</li>



<li>Prurito, intorpidimento, alterazione delle sensazioni &#8211; (arti, viso, tronco)</li>



<li>Debolezza (gambe che tremano)</li>



<li>Spossatezza, sintomi parainfluenzali</li>



<li>Contrazioni dei muscoli, strattoni, tic, sensazioni di &#8220;shock elettrico&#8221;</li>



<li>Tremore</li>



<li>Capogiri, sensazioni di leggerezza nella testa, equilibrio imperfetto</li>



<li>Vista offuscata / doppia, occhi infiammati o troppo secchi</li>



<li>Acufeni</li>



<li>Ipersensibilità &#8211; (alla luce, ai rumori, al tatto, al sapore ed agli odori)</li>



<li>Sintomi gastrointestinali &#8211; (nausea, vomito, diarrea, stitichezza, dolori, distensione, difficoltà nella deglutizione)</li>



<li>Cambiamenti nell’appetito e/o nel peso</li>



<li>Secchezza nella bocca, gusto metallico in bocca e percezione inusuale degli odori</li>



<li>Arrossamento nel viso / sudorazione / palpitazioni</li>



<li>Eccessiva respirazione</li>



<li>Disturbi urinari / difficoltà mestruali</li>



<li>Eruzioni cutanee, prurito</li>



<li>Convulsioni (raramente solo nei casi di interruzione improvvisa di dosaggi alti di BDZ)</li>
</ul>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><span style="font-size: revert; color: initial;"><strong>Tutti indicati nei bugiardini.</strong> </span>Insomma ci ritroviamo semplicemente con un rinverdimento di tutte le sensazioni ed emozioni che ci avevano indotto ad assumere farmaci e anche di fronte a tutte le sensazioni correlate. I muscoli faticano a rilassarsi. E con muscoli ci riferiamo a tutte le parti del corpo deputate a promuovere il movimento, sia di arti come le gambe, sia di organi interni fino al bulbo pilifero. Per questo un sintomo frequente possono essere brividi e pelle d’oca. Difficle poi distinguere se la &#8220;pelle d&#8217;oca&#8221; sia causata da fattori ambientali a dalla tolleranza sviluppata verso il farmaco. Il corpo e la psiche manifestano un effetto di rebound ossia un aumento della frequenza di tutti i sintomi ansiosi presenti prima dl ricorso alle BDZ.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questi sintomi sono spesso di natura solo psicologica, specie nei casi in cui i dosaggi erano piuttosto contenuti e i più gravi si riferiscono a interruzioni improvvise e senza supporto del medico. Si deve sempre avere il medico come riferimento. Uno psicoterapeuta fa egli stesso rete col medico per fare rete.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Xanax e altre BDZ nello sport</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:27% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="724" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/07/knee-2768834_1920-1024x724.jpg" alt="" class="wp-image-1096 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Farei menzione inoltre di una questione alquanto sottovalutata, ossia l’assunzione di BDZ in quei soggetti che fanno sport, anche intenso. In quanto miorilassanti, le benzodiazepine portano a prestazioni maggiori, a minore faticabilità muscolare e a un senso di benessere legato a questo. La sospensione o il divezzamento da BDZ può, quindi, <strong>produrre effetti muscolari ragionevolmente pronunciati</strong> proprio per la poca tolleranza da parte dei pazienti rispetto alla riduzione delle proprie performances. Rinunciare al farmaco si può se si inaugura un processo di accettazione dei propri limiti fisici sportivi.</p>
</div></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/quali-farmaci-prescrive-lo-psicologo-differenze-tra-psicologo-e-psichiatra-cultura-al-posto-dei-farmaci/">CLICCA QUI SE VUOI LEGGERE: QUALI FARMACI PRESCRIVE LO PSICOLOGO?</a></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Benzodiazepine, Sclerosi e altre malattie neurodegenerative</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">I sintomi d&#8217;ansia possono condurre a una diffusa somatizzazione. In questi casi i sintomi psicosomatici, amplificati dalla dipendenza psicologica legata alle benzodiazepine, così come da l&#8217;astinenza fisica, possono risultare <strong>simili ad alcune condizioni neurologiche più gravi</strong>. In vero è il paziente che spesso sviluppa questo timore di tipo ipocondriaco sentendo la persistenza dei sintomi d&#8217;ansia. In taluni casi, il medico di base non riesce a fare a meno di prescrivere  faticose analisi, data l&#8217;insistenza dei pazienti, per escludere eventuali malattie degenerative. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Dunque spesso chi scala e poi sospende le BDZ procede,  a volte a un’elettromiografia, una risonanza o altri esami che peseranno sul SSN e sulla serenità del soggetto che, in quanto ansioso, ha una bassa tolleranza proprio per questa tipologia di esami. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Risulta chiaro che i sintomi da astinenza magari non peggiorano ma nella loro persistenza logorano l&#8217;equilibrio psicologico di un paziente ansioso. In questo senso, sapendo che un soggetto ansioso, non di rado si mostra ipocondriaco o con disturbo somatoforme, l’esclusione e il contenimento della paura per l’insorgenza di malattie, è un aspetto tutt’altro che da trascurare.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Quali terapie?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">In merito alle terapie prima, durante e dopo la sospensione delle BDZ si potrebbe dire che vi sono due <strong>macroaree</strong> ossia quella del <strong>soma</strong> e quella della <strong>psiche</strong>. L’area psichica potrebbe essere divisa in <strong>Psicodinamica o sfera emotiva</strong> e in <strong>cognitiva o sfera del pensiero</strong>. Di seguito indicheremo possibili strategie e terapie per ogni area.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Terapie per le Benzodiazepine: Sfera somatica, Il corpo</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Il corpo ha bisogno di <strong>riprendere i ritmi</strong> di un tempo e per farlo c’è bisogno proprio di tutto quel tempo. Se volete un’immagine che può rendere è quella in cui avviene un’azione efferata in una chiesa o in un tempio. Prima che la collettività superi un evento culturalmente così importante ci vuole molto tempo. Similmente, considerando il corpo come il tempio della nostra anima, l’uso di BDZ potrebbe risultare l’evento efferato. In quest’ottica ci si deve concedere tempi altrettanto lunghi. <strong>Anche un anno potrebbe essere necessario</strong> ma ognuno dve adattare il programma di divezzamento alle sue condizioni personali e declinarlo secondo le indicazioni fornite dal medico.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Gli interventi sul corpo potrebbero seguire l’elenco dei sintomi. Dunque il <strong>rilassamento muscolare progressivo</strong> così come una particolare attenzione allo <strong>stretching</strong> possono essere molto d’aiuto.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Tutte le tecniche di rilassamento con attenzione alla <strong>respirazione diaframmatica</strong> o al <strong>training autogeno</strong> possono aiutare. Senza aspettarsi la totale la remissione dell’ansia. Del resto con una persona ansiosa il problema è proprio questo ossia il fatto che vuole eliminare l’ansia senza accorgersi che anche questa emozione ha una funzione vitale per la nostra psiche. Dunque non va mai eliminata, piuttosto vanno ridotti i<strong> picchi ansiosi perché diventino vette percorribili.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Non vi sono <strong>indicazioni nutrizionali</strong> specifiche, ma la tensione a carico di tutto il tratto gastrointestinale richiede una attenzione. La già presente tendenza al reflusso, o a tutto ciò che concerne quella che comunemente viene chiamata “Sindrome del colon irritabile” richiede l’attenzione ad un’alimentazione che riduca tutti i cibi che possano sovraccaricare tutto l’apparato gastrointestinale e alleggerendo così anche la psiche.&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>L’attività sportiva</strong> deve essere moderata e trovare la giusta misura per consentire ai muscoli di ritrovare la loro condizione originaria. Sarebbe da escludere l’attività troppo intensa, ma non si dovrebbe cadere nel tranello di interrompere l’attività. Come per il piano di scalaggio, <strong>la cosa migliore a preparare un calendario delle attività sportive cercando di rispettarlo</strong>, anche quando i muscoli non vogliono.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph">Terapie per le Benzodiazepine: La sfera psichica</p>



<ol class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li><strong>La sfera Cognitiva e del pensiero</strong> è quella che andrebbe presa in carico primariamente. Nella fase di divezzamento il paziente va sostenuto nel convivere con tutta questa serie di sensazioni corporee estranee. Un continuo confronto col piano di realtà relazionale e medica dovrebbe consentire di non cadere nell’iperbole ipocondriaca e nella fuga sociale, senza che questo induca a riassumere il farmaco. Sia chiaro, chi dismette le BDZ ogni giorno si chiede se non sia il caso di riassumerne e l’attività di coaching psicologico è importante.   Buona norma è rispettare il piano di scalaggio concordato col medico psichiatra. A questa operazione di sostegno si dovrebbe affiancare quella di ristrutturazione o revisione degli stili di pensiero e organizzativi. Un paziente ansioso, tanto più in fase di divezzamento da BDZ, deve infatti rivedere l’ordine delle sue priorità e deve imparare a procedere a un autovalutazione continua delle proprie risorse e delle proprie competenze. A volte il porsi obiettivi troppo alti o, per converso, troppo bassi, rispetto alle proprie possibilità può essere causa primaria di agitazione e ansia. Nella fase di sospensione da BDZ la messa a fuoco di risorse e competenze riceve un effetto di distorsione continuo a cui si deve opporre un pensiero orientato. Conoscere come funzioniamo senza cercare di cambiare il nostro funzionamento</li>



<li><strong>La sfera psicodinamica  ed emotiva </strong>concerne più l’identità personale e il proprio universo emozionale. <strong>Una terapia psicodinamica lavorerà cercando di ridurre lo strappo tra l’idea che il paziente ha di sé e la sua reale identità. Accettare i propri talenti e i propri difetti </strong>cercando di promuovere una dialettica tra chi si è e chi si vorrebbe essere risultano i primi obiettivi da porsi. L’accettazione dl limite e dei confini è altrettanto fondamentale. L’universo emozionale è un universo angoscioso per un paziente ansioso. <strong>Un ansioso vive ogni emozione come una invasione e cerca di evitarle. Dunque si dovrebbe promuovere un’alfabetizzazione emotiva,</strong> un’acquisizione di un più ampio lessico emotivo e la comprensione del fatto che le emozioni sono strumenti importantissimi che ci informano sul nostro rapporto con l’ambiente circostante.</li>
</ol>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Benzodiazepine:</strong> <strong>Sto in ansia o in astinenza?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questa è la domanda che incombe negli ultimi anni. Sia individualmnete che a livello sociale, si rischia di non riuscire più a distinguere l&#8217;ansia buona, quella endogena che ci dice che la situazione che stiamo vivendo è stressante, dall&#8217;ansia chimica, quella legata alle fluttuazioni provocate dall&#8217;assunzione scomposta di BDZ. La dimensione psicologica e quella chimica dell&#8217;ansia stanno diventando un sintomo sociale. Ecco perchè la psicoterapia risulta importante perchè ci protegge dalla chimica dei farmaci, ossia dalla nostra tendenza a voler sopprimere tutti i nostri sintomi invece di comprenderne il senso.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Di seguito troverete dei link di approfondimento sulla terapia. Il consiglio fondamentale da raccogliere è quello di darsi tutto il tempo necessario, non avere fretta per cercare di passare dal costruire un’immagine di sé allo scoprire l’immagine di sé.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicologo-psicoterapeuta-rieti-contatticontatti/">Se vuoi parlare con me Puoi cliccare qui o chimare il 3291005824 ANCHE WHATSAPP</a></strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">CI POSSIAMO INCONTRARE ON LINE O NEGLI STUDI A RIETI, PARMA, L&#8217;AQUILA E TERNI</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">CLIC<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-attacchi-di-panico-ti-spiego-come-averne-il-piu-possibile/">CA QUI PER LEGGERE: Ansia e Attacchi di panico? ti spiego come averne il più </a>possibile!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.benzo.org.uk/amisc/italianmanual.pdf">https://www.benzo.org.uk/amisc/italianmanual.pdf</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-depressione-come-smettere-di-assumere-ansiolitici-e-benzodiazepine/">Ansia e Depressione: Come smettere di assumere farmaci ansiolitici e benzodiazepine. clicca qui per approfondire.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: la fatica di chi smette</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Perché i ragazzi si tagliano? Il cutting e la Psicologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2020 10:50:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché i ragazzi si tagliano? Iniziamo da una premessa fondamentale. Se stai leggendo questo articolo o sei un genitore preoccupato o sei un ragazzo che fatica a vivere le proprie emozioni. In ogni caso penso che il tuo bisogno principale sia capire se si tratta di qualcosa di grave, e capire quanto il tagliarsi abbia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/perche-i-ragazzi-si-tagliano-il-cutting-e-la-psicologia/">Perché i ragazzi si tagliano? Il cutting e la Psicologia</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Perché i ragazzi si tagliano?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Iniziamo da una premessa fondamentale. Se stai leggendo questo articolo o sei un genitore preoccupato o sei un ragazzo che fatica a vivere le proprie emozioni. In ogni caso penso che il tuo bisogno principale sia <strong>capire se si tratta di qualcosa di grave,</strong> e capire quanto il tagliarsi abbia a che fare con condotte autolesive di tipo suicidario. Quindi chiariamo sin da subito cosa non è il Cutting.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il tagliarsi non c’entra col suicidio</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Non solo. Il tagliarsi è un fenomeno che riguarda soprattutto adolescenti e giovani adulti. Ma gli adolescenti non amano essere chiamati adolescenti. Fatto sta che <strong>nell’età compresa tra i 15 e i 25 anni </strong>si intuisce che si dispone di un corpo e che lo si può anche maltrattare o eliminare. Insomma il pensare a modi di morire fa parte dell’adolescenza e tutti i ragazzi hanno fugaci momenti in cui hanno pensieri, normali, ma che potrebbero impaurirli. Altrettanta paura potrebbero avere i genitori. Ma il tagliarsi non è necessariamente legato a questo. <strong>Il cutting è uno slancio vitale più di quanto non sia un desiderio di fine. </strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile"><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Tagliarsi non ha a che fare necessariamente con traumi o abusi</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Molti siti tendono a fornire delle risposte decisamente allarmanti. Abusi, traumi, maltrattamenti potrebbero condurre a fenomeni di Cutting, ma <strong>il tagliarsi esiste come fenomeno collettivo a prescindere da traumi.</strong> Troppo facilmente l’equazione trauma uguale cutting viene venduta in rete, ma il più delle volte si tratta di una difficoltà di comunicazione emotiva. Quindi, se sei un genitore, non terrorizzarti cercando di capire chi abbia fatto male a tuo figlio e, se sei un ragazzo o una ragazza che si taglia, non disperarti a cercare nella memoria traumi di qualsiasi tipo. Nel caso vi fossero ci sarebbero elementi in più. <strong>In sintesi, tagliarsi non è una condotta che ha come meta farsi male. </strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="731" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/lonely-1822414_1920-1024x731.jpg" alt="" class="wp-image-963 size-full"/></figure></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Quale funzione ha il cutting?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ogni epoca è transitata da una popolazione di adolescenti. E <strong>ogni epoca inventa e conosce modi diversi di comunicare e gestire l’universo emotivo. </strong>Le modalità possono essere di tipo <strong>eterolesivo</strong>, ossia improntate a ledere gli altri (Bullismo o massi dai cavalcavia ne sono un esempio). Oppure <strong>autolesivo </strong>(drogarsi o tagliarsi). Quindi, il cutting è uno dei modi con cui si svolge questa funzione comunicativa e regolativa. Per quanto distante possa apparire il rito tribale del tagliarsi, è in verità affine a quello del tatuaggio e del piercing. <strong>Comunica uno stato psichico e uno status sociale identitario. </strong>Quindi, le forme più comuni di autolesionismo rientrano in quei “riti iniziatici” che spesso sanciscono il <strong>passaggio da una fase di vita all’altra.</strong> In particolare il passaggio dall’adolescenza alla prima età adulta è sempre stato ritualizzato in forme lesive e autolesive. Ogni taglio diventa, dunque, acquisizione di uno stato identitario più adulto.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Psicologo Online: Msg al 3291005824</strong></h3>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Tagli su braccia e gambe</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Tagliarsi braccia o gambe è semplicemente<strong> espressione di una incapacità</strong>, in genere momentanea, <strong>di fare ingresso nell’età adulta.</strong>  Contemporaneamente è sintomo di un certo analfabetismo affettivo, ossia di una certa <strong>fatica a riconoscere, comunicare ed esprimere le emozioni. La Psicologia la chiama Alessitimia</strong>. Svapora autonomamente nella maggior parte dei casi. A volte, invece, ci si cristallizza su quel confine. Un adolescente può rimanere abbacinato dall’impresa che deve compiere: “<strong>diventare grande</strong>”. Su quel confine è costretto a incontrare tutte le culture, tutti i possibili lavori da fare, tutti i partner o le partner che si avranno, i figli, le malattie e le emozioni che si vivranno. <strong>Questa visione di insieme fa molta paura. Può anche portare al panico </strong>che è la manifestazione più diffusa oggi. I riti di passaggio avevano proprio la funzione di ridurre l’impatto della paura e delle fantasie legate alla paura. Ma oggi questi riti si sono persi e il “cutting” sembra essere, in qualche modo, un tentativo di ripristinarli come un fai da te, per ridurre l’impatto delle emozioni. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<h5 class="wp-block-heading">IL TAGLIARSI IN BREVE</h5>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>In soldoni ci si taglia per mitigare l&#8217;impatto delle emozioni e degli immaginari relativi a questo passaggi</strong> o alla prima età adulta. Si tratta di una forma di cura e non di un modo per farsi male o punirsi.</p>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Cutting in numeri</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Molte indagini sono state svolte su questo fenomeno e la diffusione di questa pratica. Non vi fidate dei primi numeri che incontrate, in genere la rete deve allarmare perché questo genera più contatti e più mercato. Ma dopo una breve ricerca scoprirete come in Italia:</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="481" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/razor-blade-2132096_1920-1024x481.jpg" alt="" class="wp-image-1013 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<ul id="block-146898c9-8632-484d-86a8-d98d736f5344" class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Tra i 200 mila e i 250 mila giovani praticano il cutting</li>



<li>Che si tratta in prevalenza di donne</li>



<li>di età compresa tra i 13 e i 17 anni</li>



<li>che il fenomeno è nella stragrande maggioranza dei casi temporaneo e va in remissione spontanea</li>



<li>Che in circa tre casi su 10 si cronicizza</li>



<li>Che l’avvento dei social ha amplificato il fenomeno del 30%</li>
</ul>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph">&nbsp;<strong>Perché mio figlio
si taglia</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Un ragazzo che si taglia, se interpellato, riesce ad esprimere con chiarezza disarmante quanto abbiamo appena detto. Q<strong>uando le emozioni sono troppo intense per essere digerite e vissute un taglio, leggero e ripetuto riporta l’attenzione sul corpo. L’anima si alleggerisce perché ci si distrae dalle emozioni destinando attenzione al corpo. Poi il sangue e le ferite da medicare danno un bel da fare e quel “da fare” permette di prolungare la distrazione dalle emozioni. </strong>Inoltre quei tagli potrebbero anche essere un biglietto da visita con i compagni. Ma a volte non si riesce a smettere di farlo. Perché a volte non ci sono le condizioni per imparare a stare con le emozioni e, poi, affacciarsi all’età adulta. Altre volte ci si taglia per non tagliare l&#8217;altro. <strong>Dunque, oltre alle difficoltà emotive, si aggiungono quelle comunicative e relazionali.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-2.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="512" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-2.png" alt="" class="wp-image-14939" style="width:292px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-2.png 512w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-2-300x300.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-2-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></a></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Psicologo Parma e Rieti: Msg al 3291005824</strong></h3>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Cutting e tagliarsi: Cosa fare e cosa non fare</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Mai dire “Non si fa!” Sicuramente si avrà la tentazione di farlo, ma chiunque si taglia questo già lo sa e una parte di lui, o di lei, se ne vergogna. <strong>Se si potesse non fare si sarebbe non fatto direi</strong>. Piuttosto <strong>fare domande, avviare un dialogo e a verbalizzare le sensazioni.</strong> Domande semplici come “Ma non ti fa male?” Nella loro ovvietà riporteranno il dialogo sul corpo senza invadere subito l’ambiente emotivo.</p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Mai chiedere in modo diretto le emozioni. Se si fosse in grado di parlarne non ci si sarebbe tagliati. Piuttosto condividere le proprie. Piuttosto favorire un ambiente familiare emotivamente fluido e non forzato.</li>



<li>Non stigmatizzare macchie, segni o vestiti rovinati. Non ha particolare utilità</li>



<li>Favorire una comunicazione felice.</li>



<li>Non correre subito dallo psicologo o dallo psichiatra. Piuttosto cercare di valutare l’entità, la frequenza e la qualità della vita. Una psicoterapia, un consulto psichiatrico sono utili e necessari ma potrebbero condurre a quella cronicizzazione. Piuttosto un genitore attento può verificare:</li>
</ul>



<ol class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Frequenza ed entità dei tagli</li>



<li>Qualità dell’andamento scolastico</li>



<li>Qualità della Vita di relazione</li>



<li>Tendenza al ritiro sociale</li>
</ol>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Quando rivolgersi a uno psicologo</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Nel caso in cui la qualità della vita sia sensibilmente ridotta e gli altri fattori appena citati fossero pronunciati, allora è utile rivolgersi a un professionista</strong>. Potrebbe essere sufficiente una terapia medio breve oppure, laddove il tagliarsi sia solo uno dei sintomi, questo potrebbe significare la presenza di altri disturbi di personalità o di altre sofferenze di natura psicologica. In questo caso lo Psicologo-Psicoterapeuta potrebbe essere d’aiuto a fare questa valutazione e sarà sempre lo psicologo a valutare la necessità di un consulto psichiatrico. <strong>Iniziare dai farmaci senza aver esplorato l’intervento psicologico non è sempre indicato.</strong> Spesso una sorta di pedagogia, o di coaching psicoaffettivo potrebbe già mandare in remissione la condotta di autocura sublimandola in forme più funzionali.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><em><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-depressione-come-smettere-di-assumere-ansiolitici-e-benzodiazepine/">Clicca qui se vuoi leggere &#8220;Come smettere di assumere Psicofarmaci</a>&#8220;</em></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Anche nei casi in cui non vi siano altre sofferenze ma i membri della famiglia non sono, per vari motivi, in grado di promuovere un dialogo nelle modalità indicate sopra, oppure nei casi in cui genitori o familiari siano troppo impauriti, l’intervento di uno psicoterapeuta può assolvere al compito di<strong> favorire un dialogo emotivamente denso e nutriente. Il tutto contenendo le paure familiari.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Lo psicologo è inoltre utile tutte le volte che il tagliarsi sia associato a abuso di sostanze (alcol o droghe), condotte antisociali, disturbi borderline. Non si deve fare l’errore di pensare che il tagliarsi sia sintomo di patologie come queste a meno che non vi siano altre evidenze. Così come un raffreddore accompagna una Broncopolmonite ma non è una broncopolmonite.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong><em>La psicoterapia nel caso del cutting sarà sostanzialmente una alfabetizzazione alle sensazioni e alle emozioni nell’ottica di promuovere il passaggio all’età adulta. Per fare ciò la psicoterapia provvederà, inoltre, a un bilancio di competenze e risorse per meglio orientare il percorso di svincolo dal “solco” familiare.</em></strong> <strong>Il tutto stimolando una competenza comunicativa in modo continuativo.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-1-1024x683.png" alt="" class="wp-image-14934" style="width:350px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-1-1024x683.png 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-1-300x200.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-1-768x512.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/image-1.png 1125w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Ma cosa prova chi si taglia?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Siamo tutti chiamati a capire cosa si prova e perché. Allora facciamo un esempio per capire e, non me ne vogliate, ma dobbiamo farne uno che colpisca. Pensiamo a un genitore e pensiamo, ahinoi, a un genitore che ha un brutto incidente d’auto, con suo figlio a bordo, a seguito del quale lui, il genitore, riportasse ferite molto dolorose che prevedono una lunga degenza. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma al tempo stesso il figlio perdesse la vita. Durante il ricovero quel genitore vivrebbe la sofferenza delle ferite e del lutto. Quelle ferite occuperanno molta della sua attenzione. Poi, una volta guarito, quel genitore rimarrebbe con l’angoscia, urlante, del lutto, e potrebbe giungere a sperare di sentire ancora il dolore di quelle ferite. Il cutting svolge questa funzione di regolazione emotiva.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Un figlio che si taglia sta solo sopravvivendo a dolori emotivamente indigeribili per lui, fossero anche semplicemente legati a un brutto voto.</p>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il tagliarsi in conclusione</strong>: un ponte verso l&#8217;età adulta</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:auto 37%"><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Il padre taglia il cordone ombelicale, Abramo deve sacrificare il figlio con un coltello, le Parche tagliavano il filo della vita, tagliarsi i capelli. Insomma diamoci un taglio o tagliamo la testa al toro. <strong>Questo è ciò che il cutting indica. Nel sintomo vi è la cura. Il voltare pagina, il procedere nelle proprie metamorfosi. </strong>Ritualmente passare da una fase della vita a un’altra. La lista delle fiabe e dei miti su questo tema è pressoché infinita. E i rituali si sono trasformati nel tempo ma hanno continuato a scandire questi passaggi e queste metamorfosi. <strong>Oggi abbiamo conquistato una certa libertà</strong> rispetto a questi riti.</p>
</div><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="639" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/bridge-2203661_1920-1024x639.jpg" alt="" class="wp-image-1011 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/bridge-2203661_1920-1024x639.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/bridge-2203661_1920-300x187.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/bridge-2203661_1920-768x480.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/01/bridge-2203661_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma <strong>la libertà non è mai gratis </strong>e le nuove generazioni sono orfane di questi strumenti collettivi. Per questo ogni nuova generazione ripristina quei riti antropologicamente fondamentali. Il cutting diventa un problema solo e nella misura in cui si confonde il rito con lo scopo del rito. <strong>Tagliarsi viene usato come strumento per raggiungere uno scopo, ossia il divenire adulto.</strong> Ma il divenire adulto non significa tagliarsi. La psicoterapia è utile nei casi si sia creata questa confusione ed è utile anche per comprendere che il proprio scopo può essere raggiunto anche senza il cutting. Le parti del corpo che saranno segnate indicheranno simbolicamente l&#8217;azione psichica e concreta da promuovere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><a href="https://www.animafaarte.it/cutting-quando-tagliarsi-da-sollievo-il-sintomo-e-la-psicologia-archetipica/?fbclid=IwAR3MoZkUONMgIaZiifDEXyL3vtwm4wSD6ymiLe8EhAqHPEsKKzRihdY8j3Y">Clicca qui se vuoi approfondire &#8220;CUTTING, QUANDO TAGLIARSI DA SOLLIEVO. IL SINTOMO E LA PSICOLOGIA ARCHETIPICA</a>&#8220;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-uno-psicologo-o-uno-psicoterapeuta/"><em>Clicca qui se vuoi leggere &#8220;A cosa serve lo psicologo&#8221;</em></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/perche-i-ragazzi-si-tagliano-il-cutting-e-la-psicologia/">Perché i ragazzi si tagliano? Il cutting e la Psicologia</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hikikomori e autoreclusione. Una spiegazione, una cura, una tregua.</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/hikikomori-e-autoreclusione-una-spiegazione-una-cura-una-tregua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 11:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ipocondriaco]]></category>
		<category><![CDATA[panico]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo parma]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lucaurbanoblasetti.it/?p=948</guid>

					<description><![CDATA[<p>Descrizione del fenomeno Hikikomori. Inquadramento clinico, consigili e terapie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/hikikomori-e-autoreclusione-una-spiegazione-una-cura-una-tregua/">Hikikomori e autoreclusione. Una spiegazione, una cura, una tregua.</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">So che quando si parla di Hikikomori e autoreclusione, la <strong>prima cosa</strong> che si vuole <strong>sapere è</strong> che la parola <strong>significa</strong> semplicemente <strong><em>ritirarsi in disparte</em></strong>. Viene coniata in Giappone dove il fenomeno della cosiddetta autoreclusione è balzato ai disonori della cronaca. Ma sotto certi aspetti questa che viene chiamata sindrome non è nuova. Anzi si mostra, sotto certi aspetti, meno grave rispetto alle consuete sindromi di ritiro sociale che si osservavano nei decenni precedenti all’era della rete. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default has-black-color has-text-color is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi sfatiamo il primo mito</strong>: <strong>Non è internet a causare l’Hikikomori</strong>. Può essere a volte un aspetto che alimenta ma, addirittura, potrebbe ridurre la tendenza all’autoreclusione. Vediamo come. </p>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il Ritiro sociale</strong>: cosa significa</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Quando si parla di ritiro sociale ci si riferisce alla <strong>diffusa tendenza</strong> da parte di una persona a <strong>evitare situazioni pubbliche</strong>. Più in generale in età adolescenziale questo fenomeno è più diffuso di quello che sembra e, spesso, tende ad andare in remissione, ossia a “svaporare” spontaneamente. Alcune volte, invece, può aumentare fino a divenire una vera e propria <strong>autoreclusione</strong>. Un ragazzo può improvvisamente <strong>recidere le relazioni sociali, smettere di andare a scuola, chiudersi nella propria camera e mantenere un contatto col mondo esclusivamente attraverso la rete e i social network</strong>. Ma l’autoreclusione va declinata con le caratteristiche del “recluso”. Infatti incidono sul fenomeno e sulla sua gravità <strong>aspetti ambientali, psicologici, e medici</strong>. A volte ci si trova di fronte semplicemente a un problema di ansia e attacchi di panico. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/lonely-1822414_1920-e1658246462657.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="731" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/lonely-1822414_1920-1024x731.jpg" alt="" class="wp-image-963" style="width:489px;height:349px"/></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">(<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-attacchi-di-panico-ti-spiego-come-averne-il-piu-possibile/">Clicca qui se vuoi leggere: Ansia e Attacchi di panico? ti spiego come averne il più possibile!</a>)</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Hikikomori: aspetti psicologici e classificazione DSM</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Vorrei poi fornirvi gli strumenti per una valutazione più</strong> <strong>completa</strong>. Per questo è importante sapere che gli aspetti psicologici possono essere legati a <strong>disturbi di personalità</strong> sottostanti più complessi. Ma per ogni disturbo il ritiro sociale dovrebbe essere affrontato con strategie diverse. </p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph">Hikikomori una sindrome per tanti &#8220;Disturbi&#8221;</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Dunque è bene sapere che <strong>I Disturbi di personalità</strong> si dividono in <strong>tre cluster</strong> o gruppi che ne definiscono le specifiche. Nel <strong>cluster A</strong> ci sono i disturbi che vedono una <strong>distorsione del piano di realtà</strong> con conseguenti <strong>condotte cosiddette “Bizzarre”;</strong> nel <strong>cluster B</strong> rientrano quei disturbi che poggiano su <strong>sofferenze più di tipo emotivo</strong> e mostrano <strong>condotte drammatiche</strong>; Nel <strong>cluster C </strong>troviamo, invece i disturbi con <strong>comportamento ansioso o inibito</strong>, ossia ansia e suoi derivati per capirci. Chiaramente potremmo avere diverse condizioni e approcci a una sindrome da Hikikomori a seconda del cluster. L’Hikikomori si osserva in particolare nel cluster C o nel B meno nel cluster A. </p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Psicologo Parma e Online, invia un messaggio al 3291005824</strong></h4>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Ma Chi ha definito questi disturbi?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Il DSM è il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali</strong>. DA questo manuale vengono le definizioni dei disturbi di cui sopra. Ma per quanto sia puntuale nella descrizione dell’animo umano, non riesce a descriverne tutte le declinazioni. Per questo, dopo la diagnosi, la psicoterapia va a esplorare le specifiche strategie dei pazienti per vivere e i loro stili relazionali. <strong>Esplorare la classificazione DSM potrebbe avere l&#8217;utilità di orientarci su chi è quel fanciullo segregato nella sua stanza.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>I cluster
del DSM: Facciamo qualche esempio</strong></p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li><strong>Cluster C. Il “Disturbo evitante di personalità</strong>” che si caratterizza per una diffusa fatica a intrattenere relazioni a causa dell’idea che gli “Altri” abbiano una cattiva opinione di noi, oppure siano disinteressati. Una persona con un disturbo evitante ha un <strong>dispercezione nell’autostima</strong>. Ma non nel senso che si stima poco, ma nel senso che non è in grado di stimare le sue competenze e i suoi talenti. Per questi motivi si tende a <strong>rimanere ai margini</strong> e non assumere ruoli in cui si è più al centro dell’attenzione e si hanno più responsabilità. L’<strong>umore</strong> è disforico e <strong>oscilla tra ansia e depressione.</strong></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li><strong>Cluster C. Il “Disturbo evitante di personalità”</strong> che si caratterizza per una <strong>bassa capacità decisionale</strong> e un <strong>bisogno di accudimento</strong> che gradualmente spinge a un ritiro sociale. In questo caso la rete diventa sia madre accudente che finestra verso il mondo. In questo senso andrebbe da una parte mitigata e dall’altra sostenuto.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li><strong>Cluster C. Il “Disturbo d’ansia Generalizzato con, o senza attacchi di panico</strong>”. In questo caso certamente il temperamento ansioso e la componente psicosomatica costituiscono i fattori determinanti alla fuga sociale. Ma in questo caso esiste una volontà di stare nel mondo delle proprie relazioni che resta intatta.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li><strong>Cluster C. “Disturbo ossessivo compulsivo”</strong>. Anche in questo caso <strong>il bisogno di relazione resta intatto</strong> e dunque si dovrebbe intervenire su dimensioni altre. In particolare la rete consente di sviluppare rapidamente i cosiddetti “rituali” necessari per propiziare l’esistere.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li><strong>Cluster B Il “Disturbo Narcisistico di personalità”</strong> che, all’opposto, vede una tendenza a <strong>sovrastimare le proprie qualità</strong> e avere una <strong>ridotta sensibilità e empatia</strong>. In questo caso il ritiro sociale el’Hikikomori vengono vissuti in modo più funzionale senza avvertire l’esigenza di “Guarire”. </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li><strong>Cluster B Il “Disturbo Borderline di personalità”.</strong> Qui la <strong>paura di abbandono</strong> e il <strong>ritmico passaggio</strong> da una percezione di <strong>realtà idealmente perfetta e, all’opposto molto svalutata,</strong> ci suggerisce che la rete tende a favorire proprio questa oscillazione consentendo di assecondare le dispercezioni. L’intervento dovrebbe prevedere un parallelo contatto con il piano di realtà.</li>
</ul>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Niente paura! </strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ognuno di voi, come ogni studente di psicologia, tende a riconoscersi in molte descrizioni. O, peggio, tende a riconoscere il proprio figlio. Questi descrizioni diventano disturbi se si presentano in modo iperbolico. <strong>Ogni disturbo è sempre nella giusta dose e nella giusta misura un talento, una cura, una risorsa. </strong>Un esempio per tutti: senza un po&#8217; di narcisismo nessuno potrebbe investire su se stesso</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Però leggendo i cosiddetti “Disturbi” ci rendiamo immediatamente conto che <strong>non possiamo pensare che l’Hikikomori abbia una unica medicina o terapia</strong>. Cosi come una febbre può avere motivazioni diverse.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sfatiamo il secondo mito sull&#8217;Hikikomori</strong>. E&#8217; decisamente improbabile che si presenti come un disturbo a se stante. Si tratta di un sintomo, come la febbre e, come la febbre, può avere una utilità diversa ogni volta. Ma attenzione! Una psicoterapia classica ricerca le cause per eliminare il sintomo, mentre una psicoterapia psicodinamica moderna ricerca nel sintomo l&#8217;indicazione della cura, ricerca l&#8217;utilità del sintomo. In questo senso l&#8217;Hikikomori è il segno di una gestazione che inizia. </p>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Tutti gli adolescenti sono potenziali Hikikomori</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:42% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/stage-1531427_1920-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-961 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/stage-1531427_1920-1024x576.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/stage-1531427_1920-300x169.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/stage-1531427_1920-768x432.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/stage-1531427_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Arriviamo quindi al nocciolo della questione.</strong> Da quanto scritto mi sembra evidente che, in misure diverse, ogni adolescente può presentare tratti di personalità come quelli sopra citati. Dunque bisogna <strong>evitare</strong>, sempre in adolescenza, di <strong>andare nel panico come genitori</strong>. L’<strong>adolescenza</strong> è infatti una “<strong>sana Psicosi</strong>”<strong> transitoria</strong> nella maggior parte dei casi, che serve a avviare quello che Jung ha chiamato il <strong>processo di individuazione.</strong></p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Mi riferisco al processo psichico in cui <strong>ognuno scopre e, in parte sceglie, la sua personalità</strong>, sia da un punto di vista sessuale che gerarchico, che di talenti. <strong>Il rischio è quello di intravedere una malattia </strong>dove c’è semplicemente uno stato transitorio indispensabile. Sarebbe come ricoverare un ragazzo in età puberale perché si riempie di brufoli. Una buona valutazione di quale sia il cluster di personalità di riferimento aiuta comunque a evitare di introdurre ove si debba “levare” e viceversa.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Quando l’idea di se non coincide con il se. Hikikomori come gestazione</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Il processo individuativo prevede <strong>l’incontro e lo scontro</strong> tra l’idea che abbiamo di noi e chi siamo realmente. Potremmo quindi trovarci a pensarci senza paura e scoprirci molto paurosi. Questo avviene su tutte le dimensioni di personalità, sia sottostimando, sia sovrastimando le nostre caratteristiche e i nostri talenti. <strong>Chiaramente l’Hikikomori è il tentativo di rifugiarsi in un ambiente protetto e rassicurante in cui fare questo esercizio di ricerca di se.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;autoreclusione ha uno scopo salutare!</strong> <strong>Salviamo l&#8217;Hikikomori</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Insomma <strong>il sintomo non va eliminato </strong>cercandone le cause, piuttosto va esplorato scoprendone le finalità. L&#8217;autoreclusione è l&#8217;invito che un adolescente fa a se stesso di rinunciare all&#8217;immagine ideale e pubblica di se. Il tutto per scoprire la sua vera identità. <strong>Ciò che viene recluso è la maschera e la rete è il terreno in cui provare a presentare al mondo una identità che si dubita possa essere accettata</strong>. Dunque si tratta di <strong>una presa di distanza salutare</strong>. L&#8217;eccesso di distanza va contenuto ma non la presa di distanza in se. Sarebbe come congelare un corpo per abbassare la febbre.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>L’ambiente che favorisce l’Hikikomori e il ritiro sociale</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Vi deluderò anche in questo. Infatti non possiamo definire una volta per tutte quale tipo di ambiente faciliti l’autoreclusione. In taluni casi la vita metropolitana potrebbe sembrare troppo difficile da affrontare oppure, all’opposto molto stimolante. <strong>Dunque quello che sembra stimolare le relazioni in un soggetto in autoreclusione, potrebbe inibirle in un altro.</strong> Certamente potremmo dire che un genitore che tende al ritiro sociale o che non ha un felice rapporto con l’ambiente relazionale che lo circonda, non potrà fornire un modello o un metodo utile. Ma questo non sarebbe sufficiente a descrivere la complessa dinamica dell’adolescente che contratta la sua identità col mondo. <strong>In questo senso l&#8217;unico modo di mettere a fuoco quale sia l&#8217;ambiente migliore è quello di imparare a conoscere meglio che si può la persona che si è autoreclusa.</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading">Hikikomori e<strong> dipendenza da internet. Prigionieri dei social</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non dobbiamo</strong> inoltre <strong>confondere l’Hikikomori</strong> come una <strong>dipendenza da internet o da videogame</strong>. La letteratura sulla dipendenza è ampia e solo in certi casi l’Hikikomori è espressione di una dipendenza. E’ sempre bene quindi distinguere le due condizioni. Potremmo essere tacciati di essere dipendenti dalle nostre automobili da una persona del 1800. Quindi rischiamo di vedere dipendenza in luogo di convivenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/tossicodipendenza-prospettive-e-trattamento-la-comunita-di-recupero/">Clicca qui se vuoi leggere: Tossicodipendenza. Prospettive e trattamento. La Comunità di recupero </a></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Una ricerca sulla dipendenza da videogame</strong> e Hikikomori</h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/game-2294201_1920.jpg" alt="" class="wp-image-959" style="width:277px;height:184px" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/game-2294201_1920.jpg 1920w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/game-2294201_1920-300x200.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/game-2294201_1920-768x512.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/game-2294201_1920-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ho personalmente condotto nel 2005 una ricerca sugli stili di personalità</strong> di soggetti che tendevano a fare un largo uso della rete e dei videogiochi. Ciò che <strong>è emerso</strong> è che la <strong>sofferenza psicologica aumentava</strong> così come il ritiro sociale in chi faceva un <strong>uso diffuso dei videogame, ma solo per fasce di età avanzate</strong>. Nelle <strong>nuove generazioni</strong>, invece, <strong>l’uso dei videogiochi mitigava la sofferenza e favoriva la rete sociale</strong>. In sintesi ogni nuovo strumento comunicativo produce benessere psicologico ma non nelle generazioni da cui non viene generato. Per questo l’uso della rete sembra essere nefasto agli occhi dei genitori, cosi come ai tempi del dagherrotipo, si aveva paura che la fotografia rubasse l’anima.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Hikikomori Cosa fare e cosa non fare</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Potremmo elencare alcune cose utili da mettere in atto e alcune che è meglio evitare</strong>. Prima di tutto&nbsp; è sempre buona cosa non invitare chi si trova in uno stato di sofferenza a non soffrire. Dire qualcosa del tipo &#8220;<strong>Stai su</strong>&#8221; a una persona depressa, oppure “<strong>Stai tranquillo</strong>” a una persona ansiosa non aiuta e in genere aggrava il sentimento di insofferenza e di inadeguatezza. Inoltre q<strong>ueste richieste sono spesso espressione dell&#8217;incapacità di ascoltare quella sofferenza. Cercare di entrare in risonanza e comprendere quella dimensione di sofferenza è, invece, almeno inizialmente, la cosa migliore</strong>. Essere disposti a stare nella sofferenza  è importante. Quanto leggerete non è un elenco di comandamenti. Ogni caso, ogni individuo è unico e con quella unicità si deve fare la fatica e il piacere di incontrarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DA NON FARE</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Non stigmatizzare il comportamento come<br>insensato</li>



<li>Non proibire l’uso di strumenti informatici ma<br>cercare di regolamentarne l’uso </li>



<li>Non assumere comportamenti coercitivi, tantomeno<br>obbligare a una terapia</li>



<li>Perdere un anno di scuola è brutto ma sostenibile.<br>Non pressare e dunque ridurre le attese performative rispetto alle situazioni<br>sociali (Scuola, attività sportive ecc.)</li>



<li>Non diventare iperprotettivi e accudenti. Così<br>come si può fare la “Pipì” al posto del proprio figlio, è bene evitare di<br>svolgere qualsiasi azione possa essere svolta dal figlio stesso.<br>Responsabilizzare.</li>



<li>Evitare giudizi perentori</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DA  FARE</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Riconoscere la fondatezza della sofferenza e il<br>senso della strategia</li>



<li>I genitori potrebbero andare in terapia. Questo<br>porterebbe un beneficio, un sostegno e, come effetto collaterale, potrebbe<br>incuriosire il figlio o la figlia. Indicata è una terapia famigliare (Clicca<br>qui se vuoi leggere: LA terapia famigliare sistemica)</li>



<li>Sempre cercare un confronto ma non in modo<br>pressante. LA trasparenza è importantissima.</li>



<li>Cercare di rompere le routine </li>



<li>Cercare di vedere l’aspetto complessivo del<br>fenomeno, sia a livello individuale che familiare che sociale</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Hikikomori: Terapia on line o domiciliare</strong></h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/02/ICreare-un-telefono-senza-fili.jpg"><img decoding="async" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/02/ICreare-un-telefono-senza-fili-300x180.jpg" alt="" class="wp-image-721"/></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nel caso dell’autoreclusione alcuni psicoterapueti procedono alla terapia domiciliare mentre altri con la terapia on line. In entrambi i casi questo potrebbe essere utile inizialmente ma dovrebbe rappresentare l’inizio di una psicoterapia che si svolge presso uno studio di psicoterapia per evitare che la terapia stessa diventi parte della reclusione. <strong>La psicoterapia on line è per certi versi più indicata perché poggia su un registro relazionale, quello della rete, che potrebbe costituire la chiave di volta per uscire dalla autoreclusione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/lo-psicologo-e-la-psicoterapia-on-line-funziona-quali-opinioni/">Clicca qui se vuoi leggere:Lo Psicologo e la psicoterapia on-line. Funziona? Quali opinioni?</a>)</p>



<h4 class="wp-block-heading">Hikikomori: Terapia individuale o familiare</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La psicoterapia familiare</strong>, unitamente a una terapia individuale, è molto consigliata. L&#8217;Hikikomori è spesso una difficoltà comunicativa a carico di tutto il sistema famiglia e anche il semplice intervento sugli stili comunicativi riduce il rischio di un aggravamento, ponendo le base per una evoluzione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">(<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/terapia-familiare-sistemica/">Clicca qui se vuoi leggere:Terapia familiare. Sistemica?</a>)</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La vera cura dell’Hikikomori e dell’autoreclusione si trova in Rete</strong></h4>



<p class="has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#dbe5e9"><strong>Un tempo c’erano i manicomi</strong> e un tempo la tendenza all’autoreclusione in casa era il prodromo di una reclusione socialmente voluta. Facilmente i vari disturbi potevano condurre a situazioni di cronicizzazione di tipo psichiatrico.  <strong>Un tempo non sapevamo stare con la sofferenza né noi né i pazienti</strong>. Quindi se oggi diciamo &#8220;Disturbo&#8221;, un tempo si diceva pazzia e si promuoveva la reclusione manicomiale. Oggi, oltre ad aver cambiato l&#8217;approccio alla sofferenza psicologica, la tecnologia ha permesso di ridurre il ritiro sociale mantenendo un minimo di contatto con il mondo esterno e evitando un ripiegamento psicotico su se stessi. Oggi c’è la rete e ci sono i social. Oggi ci sono videogame e la maggior parte si giocano on line in connessione con persone da tutto il mondo, oggi si lavora on line, si acquista on line. </p>



<p class="has-very-dark-gray-color has-text-color has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#dbe5e9">Insomma oggi si è iperconnessi. E le nuove generazioni stanno trovando il modo di integrare queste tecnologie alla psiche. Mentre i &#8220;vecchi&#8221;, nostalgicamente, parlano di <strong>iperconnessione nichilistica</strong>. Quel veleno che produce la sofferenza e l’autoreclusione, a un occhio più attento, potrebbe essere esso stesso il farmaco. <strong>L’iperconnessione spesso evita il ripiegamento psicotico</strong> ma i genitori, ingenuamente, se la prendono proprio con l’iperconnessione. Già l’alchimia aveva notato che il male e la cura sono la medesima cosa. Anzi spesso la cura rischia di essere essa stessa il male. Dunque la cura è la rete stessa sia quella virtuale sia quella tra i familiari e i servizi. <strong>E&#8217; paradossale ma sembra che un Hikikomori possa trovare sollievo e evoluzione proprio dentro quel contenitore che viene accusato di averlo recluso.</strong> La &#8220;rete&#8221; intrappola ma, al tempo stesso non ci lascia cadere a terra.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="437" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/eye-1553789_1920-1024x437.jpg" alt="" class="wp-image-951" style="width:724px;height:308px" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/eye-1553789_1920-1024x437.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/eye-1553789_1920-300x128.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/eye-1553789_1920-768x328.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/10/eye-1553789_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni: Agire in rete</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La terapia on line; i gruppi di interesse sui social; le videoconferenze o videoparty su facebook; il gaming on line; le foto su istagram; le chat; le second life. In una certa misura sono gli strumenti per riprendere contatto con chi si è autorecluso. E’ dalle relazioni virtuali che spesso la motivazione trova nuovo nutrimento. Ecco che può capitare che un gruppo di interesse per la musica decide di incontrarsi e che l’autorecluso non resiste e va di la dai genitori e dice: Mamma io stasera esco a cena fuori. Una psicoterapia individuale accompagnata a una terapia familiare risultano piuttosto utili a favorire li ritorno a un ritiro sociale nella giusta misura. <strong>Allora invece di chiedere ai figli di uscire dalla loro stanza, ci dobbiamo prendere la briga di entrare nella loro &#8220;rete&#8221;.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/hikikomori-e-autoreclusione-una-spiegazione-una-cura-una-tregua/">Hikikomori e autoreclusione. Una spiegazione, una cura, una tregua.</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ipocondria, Disturbo d&#8217;Ansia da Malattia (DAM)</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/ipocondria/</link>
					<comments>https://lucaurbanoblasetti.it/ipocondria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 09:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[ipocondriaco]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologo parma]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento disturbi d'ansia e Panico Parma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lucaurbanoblasetti.it/?p=797</guid>

					<description><![CDATA[<p>Descrizione dell'ipocondria. Cause e sintomi. Quale Psicoterapia è la più efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ipocondria/">Ipocondria, Disturbo d&#8217;Ansia da Malattia (DAM)</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">IPOCONDRIA: Significato, Sintomi e Cura</h3>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ipocondriaco spera ardentemente di stare male?</strong></p>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>DEFINIZIONE</strong>: una irriducibile e persistente paura di avere malattie gravi. Questa paura è talmente radicata da generare un disagio significativo ossia una difficoltà a portare avanti con regolarità lavoro, relazioni e affetti.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">L’ipocondria è tra l’elenco dei disturbi d’ansia del <strong>DSM V</strong> <a aria-label="(il manuale di riferimento per i disturbi mentali (apre in una nuova scheda)" href="https://amzn.to/2Q4YMa8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">(il manuale di riferimento per i disturbi mentali</a>).</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>DESCRIZIONE</strong>: Per un ipocondriaco un <strong>formicolio </strong>diventa facilmente una <strong>malattia degenerativa</strong>, un raffreddore assume le caratteristiche di una meningite, un mal di testa diventa un sintomo tumorale, e si è in perenne <strong>rischio di malattie infettive</strong>. &nbsp;La <strong>paura è persistente</strong> e acuta e spinge a esami e analisi continue, dispendiose sia <strong>dal punto vista psicologico che economico</strong>. A volte vi sono sintomi fisici corrispondenti a volte si avverte una certa paura anche senza alcun sintomo.</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="113" class="wp-image-14796" style="width: 150px;" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg" alt="ansia, psicologo parma, Disturbi d'ansia" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999-300x225.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><strong>La parola ipocondria significa semplicemente malattia dell’ipocondrio, e la parola in origine significava &#8220;Sotto la Cartilagine&#8221;.</strong></p></blockquote></figure>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="352" height="132" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/ipocondrio.png" alt="" class="wp-image-798 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/ipocondrio.png 352w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/ipocondrio-300x113.png 300w" sizes="(max-width: 352px) 100vw, 352px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Era semplicemente una malattia che presentava come sintomi dei dolori diffusi al petto. Successivamente si verificò come fosse di <strong>origine psicosomatica</strong> ossia fosse una <strong>manifestazione corporea di un disagio psicologico</strong>. Ma quale disagio?</p>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color has-medium-font-size"></h2>



<h3 class="wp-block-heading">Le cause dell&#8217;Ipocondria</h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Il paziente che sviluppa un DAM  (Disturbo d&#8217;Ansia da Malattia), tende a perceepirsi come molto fragile e vulnerabile e soggetto a malattie. Questa convinzione può essere diffusa ma nell&#8217;ipocondriaco diventa un perno centrale. Le cause sono da rintracciare in altri tre aspetti:</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">1- Lo <strong>stile di attaccamento</strong>. L&#8217;aver avuto una genitorialità non negligente e presente nella giusta misura riduce il rischio di sviluppare un DAM. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">2-  l&#8217;attaccamento è solo una concausa rispetto ad altri <strong>elementi di personalità e di temperamento. </strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">3- Altra causa è legata a quento i <strong>Mass Media </strong>promuovano una <strong>informazione </strong>tendenzialmente <strong>allarmante </strong>e che spinge alla <strong>prevenzione </strong>oltre la misura del necessario. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Oltre una certa misura la tutela della salute minaccia la salute.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa peggiora l&#8217;ipocondria</h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Chi tende a vivere queste fantasie diffuse di malattia <strong>tende a peggiorare andando in rete</strong> a cercare a quale malattia corrispondono. La rete è un ricettacolo di tutti i possibili eventi infausti che capitano molto raramente, se non mai.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-14874" style="width:318px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb-1024x682.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb-300x200.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb-768x512.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb-1536x1023.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-WhatsApp-2025-09-02-ore-12.13.32_c1b2a4cb.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ecco che una leggera flessione nei trombociti si trasforma in morte certa. Ma se andiamo a cercare <strong>le cause dell’ipocondria in rete </strong>riceviamo lo stesso trattamento. Spuntano fuori madri iperprotettive, o padri svalutanti, o ancora genitori deboli. Inoltre i troveranno tra le cause la presenza di malattie gravi vissute in famiglia. Niente di meno calzante e fuorviante. La rete non solo amplifica questo disturbo con l’iperbolica presenza di siti medici che parlano delle peggiori patologie, ma non riduce l’impatto di questa sofferenza fornendo spiegazioni e cause che ci impediscono di pensare e generare una soluzione alla nostra ipocondria. Alcune terapie ruminano sulla madre iperprotettiva senza portare alcun giovamento.<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-uno-psicologo-o-uno-psicoterapeuta/"><em>Leggi anche &#8220;A cosa serve lo psicologo&#8230;&#8221; Clicca qui</em></a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Scopo dell&#8217;Ipocondria</h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Molto semplicemente <strong>l’ipocondria trova origine nel rifiuto del corpo </strong>nei suoi processi autonomi a causa di un bisogno di controllo legato alla poca tolleranza dell’incertezza.&nbsp; Ma la causa più semplice è che l’ipocondria deve assolvere al suo scopo ossia cerca di aiutarci. <strong>L’ipocondria ci aiuta</strong>,  usa il corpo come mezzo per spiegarci come si vive nel mondo dato che noi, con la mente, abbiamo ideato un mondo prevedibile, ma facendolo lo abbiamo fortemente distorto. <strong>La prevedibilità ci leva qualche ansia, ma ce ne restituisce poi il doppio perchè la prevedibilità è una distorsione</strong>.  E la distorsione non si adatta a noi e a chi siamo realmente. Quindi siamo costretti a distorcerci. Ecco che i sintomi del corpo ci rimandano a una malattia e quella malattia simbolicamente è la cura per la psiche. La fantasia della malattia è la via con cui trovare il nostro equilibrio psicologico ed esistenziale.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="140" class="wp-image-13941" style="width: 200px;" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-scaled.jpg" alt="" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-scaled.jpg 2560w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-300x210.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-1024x718.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-768x539.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-1536x1077.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-2048x1436.jpg 2048w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></h4>



<h3 class="wp-block-heading">DIFFERENZE tra il disturbo d&#8217;Ansia da Malattia (DAM) e Disturbo da Sintomi Somatici (DSS).</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image.png" alt="" class="wp-image-14897" style="width:321px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image.png 500w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il disturbo d&#8217;ansia da malattia è caratterizzato da un timore di contrarre o sviluppare malattie. Un timore che può pregiudicare la qualità della vita del paziente in modo strutturale ed economico (Spendendo tempo e denaro in infinite visite e analisi). Tale preoccupazione può essere presente anche in assenza di sintomi somatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Disturbo da Sintomi somatici è invece la tendenza a sviluppare sintomi reali (Acufene, dolore muscolare, parestesie ecc.) Sneza necessariamente sviluppare un timore di avere o contrarre malattie. Si tratta di una ridefinizione della vecchia categoria chiamata Isteria a inizio &#8216;900, e poi disturbo di conversione. Un conflitto o una tensione psichica non elaborata viene espressa dal corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due disturbi possono presentarsi singolarmente o in associazione.  </p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si cura l&#8217;Ipocondria: Qualche Esempio</h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ogni psicoterapia che si rispetti inizia in <strong>chiave cognitiva</strong> cercando di promuovere la <strong>comprensione</strong> attraverso l’<strong>esposizione</strong> di un racconto sui sintomi. Il riconoscere lo stile con cui si <strong>distorcono le proprie percezioni</strong>, riconoscere il proprio <strong>funzionamento cognitivo</strong> e poi rapportare queste percezioni con il dato di realtà è lo strumento principale. Anche un intervento psicoeducativo che vada a <strong>correggere una terminologia catastrofica</strong> è un buon inizio. In parallelo si pone attenzione sullo <strong>stile di pensiero ruminante</strong> cercando di valorizzarne le potenzialità in alcuni ambiti della vita lavorativa e sociale e, contemporaneamente cercando di disattivarlo negli ambiti in cui non è produttivo. Tra le tecniche più comuni in chiave cognitiva abbiamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La prescrizione del sintomo</li>



<li>La peggiore fantasia</li>



<li>o Tenere un diario sui sintomi</li>



<li></li>
</ul>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="140" class="wp-image-13941" style="width: 200px;" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-scaled.jpg" alt="" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-scaled.jpg 2560w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-300x210.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-1024x718.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-768x539.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-1536x1077.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/lub_whapp_image_Tavola-disegno-1-2048x1436.jpg 2048w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>



<h3 class="wp-block-heading">IPOCONDRIA: Terapia Cognitivo-comportamentale o Psicodinamica?</h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Una t<strong>erapia cognitiva riduce l’impatto dei pensieri sulle malattie ma esclude di comprendere il messaggio del corpo per la psiche</strong>. Una <strong>terapia dinamica, in particolare junghiana o hillmaniana,</strong> dopo questa prima fase cognitiva, <strong>indaga gli scopi</strong> di quelle fantasie. Indaga <strong>il simbolismo</strong> che si cela dietro un sintomo. La <strong>psiche parla per immagini</strong> e un sintomo è un’immagine, è un messaggio di psiche. Un tumore, un acufene, un dolore alla gamba, al fegato o all&#8217;occhio, rinvia anche alla dimensione simbolica e funzionale di quell&#8217;organo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Un tumore è una riproduzione incontrollata di cellule in una data area del corpo, ad esempio la il cervello o il seno, e una fantasia di tumore ci dice che usiamo troppo quella parte: la testa e la razionalità, oppure troppo il seno e le funzioni accoglienti della madre. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3-1024x683.png" alt="" class="wp-image-14891" style="width:293px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3-1024x683.png 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3-300x200.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3-768x512.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-3.png 1125w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Ecco che la terapia volgerà l’attenzione su questi aspetti psicologici</strong>. Ma ancora sintomi della pelle o gastrointestinali condurranno a dimensioni simboliche ulteriori. Una terapia psicodinamica quindi, non si limiterà e eliminare l’ipocondria ma la sfrutterà per sostenere un cambiamento a livello sistemico che aumenterà la qualità della vita in modo strutturale. L&#8217;organo malato è un invito a realizzare parti di personalità acerbe.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-uno-psicologo-o-uno-psicoterapeuta/"><em>Leggi anche A cosa serve uno Psicologo psicoterapeuta</em></a></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:27% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="1009" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/skeleton-1243818_1920-1009x1024.jpg" alt="" class="wp-image-799 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/skeleton-1243818_1920-1009x1024.jpg 1009w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/skeleton-1243818_1920-296x300.jpg 296w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/skeleton-1243818_1920-768x779.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/skeleton-1243818_1920.jpg 1892w" sizes="(max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Corpo e Mente: la vera cura per l’ipocondria</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Una psicoterapia che risulta efficace nel tempo</strong> è una psicoterapia che sana il cortocircuito esistente tra <strong>corpo e mente.</strong> L’immaginazione è la funzione con cui creiamo cose nuove, è la funzione con cui entriamo in contatto con il mondo intorno a noi. Immaginiamo un esame il giorno prima di svolgerlo; immaginiamo e pianifichiamo le parole da dire al nostro primo appuntamento; immaginiamo cosa farà il collega di lavoro. <strong>Ma quando le nostre aspettative vengono deluse entriamo in agitazione</strong>. Questa agitazione è talmente insopportabile per alcuni che si tende a forzare il dato di realtà, si tende a far si che la realtà corrisponda alle fantasie. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong> L&#8217;ipocondriaco ha certamente una fervida immaginazione</strong>, anche se sempre legata a uno stimolo reale.</p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>L’ipocondriaco non sa che il corpo sa perfettamente cosa deve fare per restare vivo!</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ecco la funzione del corpo! Il corpo ci obbliga a invertire il processo, ci obbliga a rinunciare a quelle fantasie esagerate. <strong>Il corpo sa perfettamente cosa deve fare per rimanere vivo</strong>. Il cuore batte, i polmoni si gonfiano, i muscoli si contraggono, i peli si drizzano. Tutto questo ha uno scopo, tenere in vita il corpo. <strong>Ma tutta questa autonomia del corpo fa paura alla psiche</strong>. Ci fa paura perché ci dice che le nostre aspettative non sono una garanzia. Il corpo con la sua autonomia ci ricorda che non siamo onnipotenti. Ecco che la psiche si vuole riprendere il trono. Inizia a generare aspettative. Inizia a pensare che tutte le autonomie del corpo sono malattie. Va in rete cerca i sintomi, finalmente trova una patologia corrispondente e va dalla scienza a chiedere conferma. Analisi, esami obiettivi, RMN, TAC, TPA, BOT, CCT. e quando viene fuori che tutto è negativo si tira un sospiro di sollievo, ma per un secondo. Si perché subito si entra in una grande preoccupazione, ossia che quello che si era pensato non è rispettato. Quindi il corpo continua a funzionare a modo suo, senza dirmi niente, e così il mondo intorno a me. <strong>Dunque la psicoterapia con l’ipocondria è sostanzialmente un lento avvicinamento a come io posso funzionare con il mondo intorno a me.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Cosa fare?</strong></p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Non andare in rete a cercare i sintomi</li>



<li>Ridurre al minimo le analisi mediche</li>



<li>Usare l’ironia</li>



<li>Avere buone abitudini alimentari</li>



<li>Fare attività sportiva distensiva</li>
</ul>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1-1024x683.png" alt="" class="wp-image-14889" style="width:243px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1-1024x683.png 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1-300x200.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1-768x512.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2019/09/image-1.png 1125w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Prima dei farmaci</strong> (<a aria-label="clicca qui per leggere &quot;Come smettere di assumere psicofarmaci&quot; (apre in una nuova scheda)" href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-depressione-come-smettere-di-assumere-ansiolitici-e-benzodiazepine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui per leggere &#8220;Come smettere di assumere psicofarmaci&#8221;</a>) trovare un buon psicoterapeuta, generalmente sarà in grado di ridurre l’impatto dell’ipocondria già nel primo mese. La psicoterapia promuoverà ulteriori miglioramenti nei 3 o 6 mesi successivi e, se è una terapia di tipo psicodinamica, potrà ulteriormente stabilizzare questi nuovi equilibri con tempi più dilatati rendendo autonomo il paziente che non avvertirà il bisogno di ritornare ciclicamente dal terapeuta.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Paradossalmente scoprire di avere una malattia, indurrà una riduzione importante dei sintomi di Ansia da Malattia.</p>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color has-small-font-size wp-block-paragraph"><a aria-label="Clicca qui per leggere &quot;Le 4 qualità di uno psicoterapeuta&quot; (apre in una nuova scheda)" href="https://www.animafaarte.it/le-qualita-di-uno-psicoterapeuta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Clicca qui per leggere &#8220;Le 4 qualità di uno psicoterapeuta&#8221;</em></a></p>
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		<title>A cosa, a chi e quando serve lo Psicologo e lo Psicoterapeuta?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2018 12:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[A cosa serve lo psicoterapeuta]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[differenza tra psciologo e psichiatra]]></category>
		<category><![CDATA[ipocondriaco]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologo parma]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento disturbi d'ansia e Panico Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Psicologia e psicoterapia: Cosa fanno</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-lo-psicologo/">A cosa, a chi e quando serve lo Psicologo e lo Psicoterapeuta?</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color"><strong>Quando si va dallo Psicologo?</strong></h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Generalmente la figura dello psicologo <strong>serve nelle fasi di passaggio</strong>, magari quando si va via di casa, alla nascita del primo figlio, per una separazione o andando in pensione. <strong>Il momento più frequente</strong> è tra l&#8217;adolescenza e la prima età adulta. Se oggi si va subito in rete quando si ha una <strong>sofferenza</strong> psicologica o un <strong>dolore fisico</strong> o un <strong>sintomo</strong>, un tempo si andava dal medico. Oggi si impugna lo smartphone e si digita qualcosa del tipo: <strong>“come curare la depressione,</strong> come combattere <strong>l’ansia</strong>, come guarire dagli <strong>attacchi di panico</strong>, sintomi del disturbo <strong>bipolare</strong>, come<strong> guarire dal disturbo ossessivo compulsivo</strong>, come eliminare <strong>l’ansia da prestazione</strong>”. La speranza è di eliminare i sintomi, proprio come si andava dal medico, mentre <strong>lo Psicologo segue i sintomi </strong>e non li manda in remissione.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti wp-block-embed-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="nXGxvG6j9W"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/come-gestire-la-rabbia-il-primo-di-5-consigli-fatti-gestire/">Come gestire la rabbia? il primo di 5 consigli: fatti gestire&#8230;</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Come gestire la rabbia? il primo di 5 consigli: fatti gestire&#8230;&#8221; &#8212; Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti" src="https://lucaurbanoblasetti.it/come-gestire-la-rabbia-il-primo-di-5-consigli-fatti-gestire/embed/#?secret=Dwzyigikhu#?secret=nXGxvG6j9W" data-secret="nXGxvG6j9W" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color"><strong>Cosa è la psicoterapia?</strong></h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">La <strong>psicoterapia è l&#8217;intervento terapeutico</strong> che <strong>svolge esclusivamente lo Psicoterapeuta</strong>. Lo Psicologo e lo Psicoterapeuta, come vedremo a breve, non  sono la stessa professione. La <strong>psicoterapia è un intervento supportivo ed profondo di ristrutturazione, di restauro o di ristoro della Personalità</strong>. Anche se gli articoli degli <strong>psicologi spesso</strong> vanno a sottolineare un <strong>superamento di blocchi</strong> e affermano che chi giunge in terapia lo fa perché è una persona bloccata che non vive una vita appagante, la Psicoterapia non sempre punta al superamento, molto più spesso punta all&#8217;accettazione. In generale <strong>la “Rete” sollecita fantasia di guarigione e di assenza di dolore e sofferenze. </strong>Niente di più sbagliato<strong>. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto dura una Psicoterapia?</strong></h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="754" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52-754x1024.jpg" alt="Psicoterapia, quanto dura una psicoterapia" class="wp-image-14818" style="width:285px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52-754x1024.jpg 754w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52-221x300.jpg 221w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52-768x1043.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/Immagine-WhatsApp-2025-04-22-ore-12.06.23_b63f0c52.jpg 1105w" sizes="(max-width: 754px) 100vw, 754px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Psicoterapia, quanto dura una psicoterapia</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Un intervento di Psicoterapia parte da una <strong>consulenza di 1-4 sedute</strong>, o delle sedute in più se c&#8217;è necessità di una <strong>valutazione tramite test specifici</strong>. Durante la consulenza  <strong>si valuta insieme la tipologia di intervento</strong> che può concludersi anche con la sola consulenza. A seconda del problema rilevato si propone una <strong>terapia breve strategica di stampo cognitivo-comportamentale</strong>, oppure una <strong>psicoterapia psicodinamica </strong>che può avere una durata maggiore. Si parla di percorsi che variano da <strong>6 a 12 mesi</strong> e che, in casi specifici possono durare <strong>1 o 3 anni. </strong>I casi in cui la durata è superiore entra nel campo un bisogno analitico più che terapeutico e la terapia può assumere<strong> carattere filosofico-esistenziale</strong>. I casi in cui la terapia è di <strong>coppia</strong> o <strong>familiare</strong> tendono ad avere una durata <strong>non superiore ai 12 mesi. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Differenze tra Psicologo, Psicoterapeuta, Psichiatra, Counsellor e Coach.</strong></h3>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma <strong>prima di capire cosa sia la psicoterapia</strong> cerchiamo di capire le differenze tra queste figure professionali, cosa fanno e quando sono utili. Mi scuso per questa sezione che strizza l&#8217;occhio alla tecnica. Chi non fosse interessato potrebbe andare oltre, e passare direttamente alla &#8220;Lavatrice&#8221; del paragrafo successivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list has-black-color has-text-color">
<li>Serve lo <strong>PSICOLOGO?</strong> È un <strong>laureato in psicologia</strong> che abbia sostenuto l&#8217;<strong>esame di stato</strong> e sia iscritto all&#8217;albo. Può fare consulenza e diagnosi somministrare questionari e usare le tecniche psicologiche per il supporto e il<strong> sostegno psicologico.</strong> La durata degli interventi può variare ma è per lo più medio breve. Fa diagnosi e non somministra farmaci.</li>



<li></li>



<li>Serve lo <strong>PSICOTERAPEUTA</strong>? È uno Psicologo o un Medico che abbia fatto ulteriori <strong>4 anni di specializzazione</strong> in psicoterapia dopo la laurea (Psicologia o medicina) ed è abilitato alla <strong>psicoterapia</strong>. Svolge sia il lavoro dello psicologo ma fa soprattutto psicoterapia. <strong>La psicoterapia </strong>è un intervento che può essere breve ma anche medio-lungo. In poche parole, la psicoterapia <strong>lavora molto sulla differenziazione tra i vissuti interni e gli eventi esterni promuovendone una sintesi.</strong> Fa diagnosi e non prescrive farmaci. In genere lavora sul <strong>verificare le necessità psicologiche sottostanti i sintomi E NON SULLA LORO REMISSIONE, I colloqui sono in genere uno a settimana. </strong>Si interfaccia spesso con lo psichiatra, specie nei casi in cui sia necessaria una terapia farmacologica.</li>



<li></li>



<li>Serve lo <strong>PSICHIATRA</strong>? È un laureato in medicina che abbia una specializzazione in psichiatria. La <strong>specializzazione in psichiatria</strong> da anche il titolo di psicoterapeuta anche se non ha svolto una scuola specifica di psicoterapia. <strong>Prescrive farmaci.</strong> In genere lavora sulla <strong>remissione dei sintomi</strong>, sulla loro eliminazione attraverso farmaci e a volte con psicoterapia. Generalmente effettua un colloqui a distanza di un mese o un mese e mezzo. Spesso collabora con lo psicoterapeuta lasciando a lui la psicoterapia.</li>



<li></li>



<li>Serve Il <strong>COUNSELLOR</strong> o counselor? Non è necessariamente laureato ma ha svolto una formazione specifica di uno o due anni in counselling. Il <strong>counselling si occupa</strong>, attraverso colloqui specifici, di sostenere il <strong>raggiungimento dei propri obiettiv</strong>i nell&#8217;ottica di <strong>renderli coerenti</strong> con i propri bisogni. <strong>Non si occupa di diagnosi e di strutture emotive interne. </strong>L&#8217;intervento è di circa tre mesi. non prescrive farmaci è più direttivo,.aiuta le persone a <strong>migliorare le relazioni con sé stesse e con l&#8217;ambiente circostante</strong>, accompagnandole in un percorso di consapevolezza, crescita e cambiamento. Non ha esperienza nel differenziare la dimensione intrapsichica e quella extrapsichica.</li>



<li></li>



<li>Serve Il <strong>COACH</strong>? Ha una formazione  che <strong>non prevede necessariamente una laurea</strong>, può essere di uno, due anni o più. Il suo intervento è strettamente legato alla <strong>pianificazione degli obiettivi e al loro raggiungimento</strong>; procede al <strong>bilancio delle proprie competenze,</strong> alla pianificazione dell&#8217;acquisizione di nuove competenze con lo scopo di migliorare le prestazioni professionali e personali mediante la valorizzazione e il <strong>potenziamento delle sue risorse, capacità personali e competenze</strong>. La durata degli incontri non supera in genere il numero di sei ma può anche diventare un private coaching. Spesso è presente all&#8217;interno delle imprese e delle aziende per ottimizzarne la produttività e la qualità del lavoro in team. Non fa diagnosi, non prescrive farmaci ne si occupa di strutture psichiche interne. E&#8217; più prescrittivo e direttivo. Non ha esperienza nel differenziare la dimensione intrapsichica e quella extrapsichica.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti wp-block-embed-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="wQ6f9aOaer"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-panico-e-disturbi-dansia-cause-sintomi-e-cure/">Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure&#8221; &#8212; Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti" src="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-panico-e-disturbi-dansia-cause-sintomi-e-cure/embed/#?secret=aLyFxQzZlN#?secret=wQ6f9aOaer" data-secret="wQ6f9aOaer" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<h2 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color"><strong>A cosa serve la psicoterapia&#8230;</strong></h2>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Per capire a cosa serve lo psicoterapeuta  </strong>vi invito a seguirmi in una metafora: Facciamo finta di andare in un centro commerciale a acquistare un <strong>elettrodomestico</strong>. Ad esempio una <strong>lavatrice</strong>. Sappiamo che avremo una garanzia di circa due anni e per questo <strong>quando avrà il primo difetto importante la porteremo in assistenza per farla riparare</strong>. I centri assistenza avranno tutti i loro cavilli, ma alla fine ce la restituiranno funzionante. Se poi, una volta giunti a casa, il problema si ripresenta torneremo in assistenza indignati e intimeremo di provvedere, pena l’obbligo di fornirci un elettrodomestico nuovo di pacca.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti wp-block-embed-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="3Kfbmb3Lq5"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/perche-i-ragazzi-si-tagliano-il-cutting-e-la-psicologia/">Perché i ragazzi si tagliano? Il cutting e la Psicologia</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Perché i ragazzi si tagliano? Il cutting e la Psicologia&#8221; &#8212; Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti" src="https://lucaurbanoblasetti.it/perche-i-ragazzi-si-tagliano-il-cutting-e-la-psicologia/embed/#?secret=C3H2nNNhGa#?secret=3Kfbmb3Lq5" data-secret="3Kfbmb3Lq5" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<h4 class="wp-block-heading alignwide has-text-align-center has-black-color has-text-color"><strong>Trattiamo spesso la psiche come un elettrodomestico.</strong></h4>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Ci aspettiamo che il nostro mondo emotivo funzioni a dovere</strong> e provveda a farci vivere senza dubbi, sofferenze, incertezze. Insomma senza quelli che comunemente chiamiamo <strong>difetti</strong> dell’animo umano. A quel punto giungiamo in psicoterapia e <strong>chiediamo allo psicoterapeuta di aggiustarci, di eliminare quel problema e farci tornare come nuovi.</strong> Soprattutto se siamo in garanzia dato che, in vecchiaia, accettiamo meglio i malanni di stagione. <strong>La psicoterapia non è un Centro assistenza,</strong> e quando si arriva dallo psicoterapeuta costui ci comunica placidamente che <strong>non ci possiamo aspettare di essere aggiustati o sostituiti</strong>. Piuttosto <strong>dobbiamo imparare a funzionare con i nostri difetti</strong>. Anzi <strong>mettere i difetti al centro</strong> perché il resto di noi, che è funzionante, vi si adatti per andare avanti.</p>



<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>A cosa serve lo Psicologo? CONCLUSIONE</strong></h5>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Se la psiche fosse una lavatrice e se la psicoterapia fosse un centro assistenza per la lavatrice, è come se ci dicessero qualcosa del tipo:<em> “Guardi non posso fare nulla, l’asse del motore si è storto, quindi dovrebbe evitare di mandare la centrifuga al massimo, di caricare  troppo il cestello, e dovrebbe lavare il cassettino dei saponi. Se i panni sono molti, cerchi di lavarne a mano almeno la metà</em>”.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920-1024x680.jpg" alt="" class="wp-image-870" style="aspect-ratio:1.506276150627615;width:403px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920-1024x680.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920-300x199.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920-768x510.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2018/06/gummibarchen-359950_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>SERVE GUARIRE?</strong> Mi sembra evidente che lo <strong>psicologo e la psicoterapia servono non a guarire</strong>. La parola <strong>guarire significa impedire</strong>. Impedire che qualcosa avvenga o esista. Impedire che il difetto sopravviva. <strong>La psicoterapia è proprio al servizio del difetto poiché quel difetto è ciò che siamo</strong>, e ogni volta che cerchiamo di aggiustarci stiamo cercando di non essere noi.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Chi si rivolge allo psicoterapeuta vuole quindi trovare il modo di accogliere i suoi difetti, le sue depressioni, il suo asse storto&nbsp;, le sue ansie. Accogliere e servire questi difetti come se fossero dei Re</strong>. Questo perché nella stessa misura in cui ci limitano ci definiscono. Definire un limite o un confine è il modo migliore di definire un’identità.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Spesso capitano genitori che si confrontano con l’adolescenza dei figli come se li portassero in centro assistenza. Spesso abbiamo un atteggiamento simile verso noi stessi. Combattiamo i difetti, Anche le coppie giungono con questa aspettativa mentre anche la psicoterapia&nbsp; di coppia non serve necessariamente a riparare la coppia ma a farla vivere con quello che non funziona. <strong>Pagare un tariffario spesso corrisponde a chiedere rimedi. Un buono psicoterapeuta ne fornisce ma non alla “lavatrice” rotta ma a chi la usa.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Sullo stesso argomento, leggi l&#8217;articolo <a href="https://www.animafaarte.it/le-qualita-di-uno-psicoterapeuta/">&#8220;Le qualità di un bravo psicoterapeuta&#8221;</a> sul sito L&#8217;anima fa arte e guarda il video <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-la-psicoterapia-come-quando-chi/">&#8220;A cosa serve la psicoterapia? Come, quando, chi…&#8221;</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti wp-block-embed-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="aWevjhOFiR"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/sognare-un-serpente-cosa-significa/">Sognare un serpente: cosa significa?</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Sognare un serpente: cosa significa?&#8221; &#8212; Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti" src="https://lucaurbanoblasetti.it/sognare-un-serpente-cosa-significa/embed/#?secret=ImRhAneTBR#?secret=aWevjhOFiR" data-secret="aWevjhOFiR" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti wp-block-embed-psicologo-psicoterapeuta-dott-luca-urbano-blasetti"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="FcgnCdYKG9"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/sognare-un-cane-cosa-significa/">Sognare un cane: cosa significa?</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Sognare un cane: cosa significa?&#8221; &#8212; Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti" src="https://lucaurbanoblasetti.it/sognare-un-cane-cosa-significa/embed/#?secret=386RsL2iUA#?secret=FcgnCdYKG9" data-secret="FcgnCdYKG9" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-lo-psicologo/">A cosa, a chi e quando serve lo Psicologo e lo Psicoterapeuta?</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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