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	<title>insonnia Archivi - Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</title>
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	<description>Studio Psicologo psicoterapeuta a Parma e Rieti. Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Umbria</description>
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	<title>insonnia Archivi - Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</title>
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		<title>Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 16:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ansia, Attacchi di Panico, Psicologo Parma</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-panico-e-disturbi-dansia-cause-sintomi-e-cure/">Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="765" height="768" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14726" style="width:71px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada.jpg 765w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada-300x300.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-16.53.25_25083ada-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><em>Questo Articolo sull&#8217;Ansia è stato scritto da un Professionista Psicologo e Psicoterapeuta e non da AI</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa è l’ansia e a cosa serve</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ANSIA è un emozione</strong> e come tutte le emozioni ha la sua utilità. <strong>Ti salva la vita</strong>. Quindi direi di smettere di volerla mandar via senza chiederti <strong>cosa ti è venuta a dire</strong>. Come tutte le emozioni ha anche un <strong>dosaggio ideale, troppa o troppo poca non fa bene</strong>. Senza ansia non ci preoccuperemmo di nulla e questo ridurrebbe la nostra <strong>capacità previsionale </strong>e i livelli di<strong> performance. </strong>Se, all’opposto, è troppo elevata <strong>riduce</strong> la nostra capacità di <strong>ragionamento</strong> fino a condurci al <strong>freezing. </strong>È l’emozione di chi <strong>vive nel futuro</strong> e non riesce a <strong>radicarsi nell’attimo presente</strong>, quindi un primo modo di <strong>ridurre l’ansia</strong> è smettere di proiettarsi al domani <strong>e stare nel qui ed ora.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ansia, Emozioni Primarie e Secondarie</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’ansia Non fa parte delle <strong>Emozioni Primarie</strong> ossia <strong>Rabbia</strong>, <strong>Paura</strong>,&nbsp;<strong>Gioia</strong>, <strong>Tristezza</strong>, <strong>Disgusto</strong> ed è definita un&#8217; <strong>Emozione Secondaria</strong> ossia derivante dalla <strong>combinazioni di emozioni primarie e fattori sociali, ambientali e interpersonali</strong>. Tieni a mente che queste classificazioni non sono riconosciute sempre, e che alcuni annoverano tra le emozioni primarie anche la <strong>Ricerca</strong> e il <strong>Gioco, </strong>ma in rete troverai le teorie più di moda e non quelle più complete. In ognuno c&#8217;è un diverso dosaggio di tutte le emozioni in ogni momento, compresa l&#8217;ansia. <strong>Eliminarla non è né possibile né utile.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo andamento è <strong>ondulatorio</strong> e, invece di cercare di renderla piatta, poniti l&#8217;obiettivo di<strong> imparare a surfarla.</strong></p>



<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center">“Per dialogare con l’ansia si può quindi agire sulle emozioni primarie oppure sull’ambiente fisico e relazionale”.</h5>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<h6 class="wp-block-heading alignwide has-text-align-center">PSICOLOGO a PARMA e ONLINE </h6>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">3291005824</p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sintomi Fisici dell’Ansia</strong>: come gestirli</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Qui di seguito ti do l’elenco dei <strong>sintomi più comuni</strong>. Ma tieni presente che tutti questi sintomi sono <strong>presenti in modo più o meno forte a seconda</strong> dei livelli di ansia, e che lo stress contribuisce sensibilmente al loro aggravamento:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nervosismo</strong> che consiste in una irritazione vibrante che accompagna tutta la giornata. Può riflettersi anche in <strong>formicolii e gambe irrequiete</strong>. Lo sport può mitigare sensibilmente queste sensazioni.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Apprensione</strong> ossia una diffusa preoccupazione che spinge a pianificare modi per affrontare impegni futuri. Cercare di <strong>stare nel FARE </strong>e nel <strong>qui ed ora</strong> è il primo esercizio.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Insonnia</strong>. Appena ti metti sul letto passi in rassegna questioni personali e inizi a fantasticare come potrebbero evolversi. Nella tua mente inizi a litigare col collega o col marito o con la moglie e il tuo corpo si attiva come di fronte a un litigio reale. <strong>Distrarti</strong> è un consiglio banale, ma lo è anche l&#8217;ansia anticipatoria. Potresti avere anche sintomi fisici come <strong>apnee e &#8220;Tuffi al Cuore&#8221;</strong> che puoi gestire con le più comuni tecniche di <strong>mindfullness</strong> e <strong>respirazione diaframmatica</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Facilità al pianto.</strong> L&#8217;ansia è anche il sintomo più evidente del fatto che ti stai <strong>riconnettendo col tuo universo emotivo</strong>. I film drammatici o cruenti avranno improvvisamente un impatto forte e ti indurranno paura e lacrime&#8230; tranquillo, la cosa strana non è ora, ma il fatto che <strong>un tempo eri anestetizzato da quelle emozioni</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Palpitazioni</strong>. Le <strong>tachicardie</strong> e <strong>l&#8217;extrasistole</strong> sono normali e presenti in ognuno di noi. Il cuore sa perfettamente cosa fare per tenerti vivo. Il problema non è la tachicardia ma il fatto che non vuoi averla. <strong>Lascia che il cuore lavori per te</strong>&#8230; in tutti i sensi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Crampi allo stomaco</strong>. Tutti i sintomi di natura <strong>gastrointestinale</strong> appartengono alla sfera dell&#8217;ansia, ma per sicurezza, direi di mangiare leggero, ridurre bevande zuccherine ed <strong>eccitanti oltre che l&#8217;alcol</strong>, anche perché l&#8217;alcol, dopo averti sedato leggermente, restituisce sintomi d&#8217;ansia più forti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tensione muscolare, tremori</strong>, Anche questi sono molto frequenti e basta un po&#8217; di buon senso per capire come mai. Una <strong>buona attività fisica </strong>e lo <strong>yoga</strong> possono essere d&#8217;aiuto</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Iperidrosi e sudore eccessivo. </strong>In assenza di fattori ambientali e di un <strong>disturbo specifico da iperidrosi</strong>, i disturbi d&#8217;ansia comportano spesso sudore eccessivo, specie alle <strong>mani</strong>, che si ripercuote sulla <strong>qualità della vita</strong>. Dotarsi di fazzoletti è la <strong>soluzione più banale </strong>ma da non escludere se si devono affrontare situazioni impegnative.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Stanchezza</strong>. La sensazione di stanchezza è la conseguenza più ovvia di quanto hai letto fin qui. La <strong>SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA</strong>  e quella delle <strong>GAMBE SENZA RIPOSO </strong>sono le più comuni </li>
</ul>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_delle_gambe_senza_riposo">SINDROME  <strong>GAMBE SENZA RIPOSO</strong></a> E <a href="http://SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA"><strong>SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA</strong> </a></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14753" style="width:273px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f-300x225.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-18-ore-20.19.23_97437b9f-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sintomi cognitivi dell’Ansia</strong>: come gestirli</h4>



<p class="wp-block-paragraph">I sintomi cognitivi non riguardano la sfera del corpo, piuttosto sono quei sintomi legati alle sensazioni di come si muovano i pensieri e e le emozioni ad essi associate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sensazione di Allarme diffuso</strong>. Questa sensazione ti spinge ad una certa <strong>iperattività</strong>. Stare fermo diventa difficile e la <strong>velocità dei pensieri</strong> è sostenuta. Non puoi agire sui pensieri ma sulla loro velocità si, quindi <strong>ricorda di respirare</strong> e alza il <strong>piede dall&#8217;acceleratore</strong>. Non devi andare da nessuna parte e non c&#8217;è alcun <strong>pericolo imminente</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Senso crescente di testa vuota</strong>. Una specie di<strong> ronzio mentale</strong> ti impedisce di  ragionare con lucidità. Ricorda <strong>non è il momento di prendere decisioni </strong>ma di cercare aiuto per farlo e, prima di tutto fare un po&#8217; di <strong>osteopatia psichica: la Psicoterapia</strong>. Qualche scrocchio che levi quel ronzio. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Pensieri e ricordi intrusivi</strong> faranno capolino ma non ti impaurire è tutta salute. Questo processo io lo chiamo <strong><em>Drain the Basket</em></strong>, ossia <strong>&#8220;Svuota il Cestino&#8221;</strong> dalle cartacce rifiutate. Tutti quei pensieri e <strong>ricordi fastidiosi</strong>, quelli che hai trattato come polvere da mettere sotto il tappeto<strong>, riemergono. </strong>La polvere in aria ti farà tossire e vedere male, ma non preoccuparti&#8230; lentamente cadrà a terra. In fondo l&#8217;<strong>Ansia si occupa di fare le pulizie in soffitta.</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L&#8217;impressione di essere osservato è comune a chi soffre d&#8217;ansia</strong>. Magari <strong>arrossisci</strong> e chi ti sta davanti può accorgersi di questo ma quel <strong>rossore non viene visto come debolezza</strong>, anzi può essere utile alla relazione&#8230; stai solo mostrandoti per ciò che sei. Ma in tutti gli altri casi dove il rossore non c&#8217;è, <strong>ricorda una cosa:</strong> NESSUNO perde cosi tanto tempo a dare attenzione al prossimo e a te. <strong>Non sei il protagonista della vita degli altri ma una comparsa</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Distraibilità e perdita di memoria.</strong> Le difficoltà nel mantenere l&#8217;attenzione sono la diretta conseguenza <strong>dell&#8217;ipervigilanza</strong>. Paradossalmente <strong>più sono attento e meno sono capace di destinare attenzione ad attività specifiche</strong>. Non stai perdendo la memoria, sei solo stressato dalla tua ansia. </li>
</ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica.jpg"><img decoding="async" width="399" height="600" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-13763" style="width:107px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica.jpg 399w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/BEM_1794-Modifica-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Dott. L. Urbano Blasetti a Parma, a Rieti e Online. 3291005824</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>DITURBI D&#8217;ANSIA</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>DSM V </strong>è il manuale diagnostico di riferimento (Anche se non l&#8217;Unico) in cui sono elencati i disturbi che rientrano nel <strong>cluster dell&#8217;Ansia</strong>. È un manuale descrittivo che <strong>richiede uno studio specifico</strong> e con le giuste competenze altrimenti si corre il rischio di impaurirsi nel pensare di avere tutti i sintomi. Una<strong> persona ansiosa</strong>, infatti, è facilmente <strong>suggestionabile</strong> e, come quando leggi il <strong>bugiardino dei medicinali</strong>, rischi di avvertire tutti gli effetti collaterali elencati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti lascio qui l&#8217;<strong>elenco dei disturbi d&#8217;ansia me ti ricordo che: </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1) tutti</strong> sperimentiamo ansia;<strong> 2) tutti</strong> prima o poi facciamo un esperienza di panico; <strong>3) tutti </strong>abbiamo esperienza di fobie specifiche come ragni o aerei; <strong>4) tutti </strong>abbiamo pensieri fissi e, sotto un certo livello di stress, attiviamo condotte ossessive come controllare gas, chiavi o altro; <strong>5) tutti</strong> prima o poi sperimentiamo un bisogno di fuga sociale e di solitudine; <strong>6) tutti </strong>abbiamo eventi critici di tipo traumatico che possiamo vivere con uno stress dopo averli vissuti e che abbiamo timore di rivivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando una di queste condizioni diventa eccessiva e invasiva per un tempo prolungato, fino al punto di pregiudicare la qualità della giornata, allora possiamo parlare di &#8220;Disturbo&#8221;. Ce ne sono 6 tipi per l&#8217;appunto:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1) <strong>Disturbo d&#8217;ansia generalizzato</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">2) <strong>Fobie Specifiche</strong> (Paura di ragni, ponti, aerei ecc.)</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/uomo-poltrona.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="278" height="181" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/uomo-poltrona.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, disturbi d'ansia" class="wp-image-13803" style="width:308px;height:auto"/></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">3) <strong>Disturbo di panico e agorafobia</strong> (Bisogno di fuga e fobia di spazi aperti con derealizzazione e paura di morire o impazzire)</p>



<p class="wp-block-paragraph">4) <strong>Disturbo ossessivo compulsivo</strong> (Condotte ripetitive e continuative atte a mitigare il senso di pericolo)</p>



<p class="wp-block-paragraph">5) <strong>Fobia Sociale </strong>(Paura di stare, parlare, mangiare in pubblico</p>



<p class="wp-block-paragraph">6) <strong>PTSD Disturbo Post-traumatico da stress</strong> (Ansia pronunciata e invalidanti a seguito di un evento traumatico)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tieni presente che <strong>possono presentarsi insieme</strong> o <strong>singolarmente</strong> e che <strong>ognuno richiede trattamenti diversi</strong>. In caso di trauma o fobie specifiche il trattamento <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Desensibilizzazione_e_rielaborazione_attraverso_i_movimenti_oculari">EMDR di desensibilizzazione </a></strong>può risultare efficace mentre lo è meno in altri casi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, PANICO E PTSD (Disturbo post-traumatico da stress)</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Hai avuto il tuo <strong>primo attacco di panico</strong>?! Allora può accadere che tu possa viverlo come un <strong>vero e proprio trauma</strong>. Ti senti sotto <strong>shock</strong> e hai uno stordimento generale. Inizi a pensare che <strong>potrebbe tornare da un momento all&#8217;altro </strong>e magari ti capita di <strong>sognare</strong> di notte quel momento. Ti <strong>svegli senza fiato </strong>e pieno di ansia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco in questo caso si verificano alcuni <strong>sintomi tipici del PTSD </strong>ma legati al panico come esperienza traumatica. Anche in questo caso alcune strategie impiegate nella <strong>terapia per il PTSD </strong>possono risultare utili per il trattamento del <strong>Disturbo Generalizzato.</strong> Evitare lughi o situazioni in cui hai avuto l&#8217;attacco non è utile, anzi spesso è meglio risalire subito &#8220;A Cavallo&#8221; e riandare in quei luoghi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>IPOCONDRIA, ANSIA</strong> E ALTRI SINTOMI</h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-682x1024.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, ipocondria" class="wp-image-14776" style="width:128px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-682x1024.jpg 682w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-200x300.jpg 200w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-768x1153.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0-1023x1536.jpg 1023w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-10.42.42_cc9393b0.jpg 1066w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni sintomo aspecifico</strong> può essere la conseguenza di <strong>un’ansia generalizzata</strong>. A causa dell’ansia, infatti, potremo trovarci a mangiare male e nelle quantità non opportune (troppo o troppo poco), stesso discorso vale per l’attività sportiva, la postura ecc. Le conseguenze dello <strong>stress&nbsp; fisico</strong> derivante da uno stile di vita compromesso dall’ansia, possono produrre <strong>cefalee, formicolii, tremori essenziali, e tremori neurovegetativi </strong>come, ad esempio, la <strong>palpebra che balla</strong>, ossia la <strong>palpebra che trema</strong>. Ma potrebbe <strong>tremare </strong>anche un <strong>dito</strong> o un <strong>fascio muscolare</strong>, si tratta di <strong>miocloni</strong> o <strong>fascicolazioni</strong> assolutamente innocui ma che possono innescare un circolo vizioso che si autoalimenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;ANSIA CREA ANSIA E IPOCONDRIA.</strong> Dall&#8217;ansia può, quindi, svilupparsi un <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicosomatica-e-somatizzazione-significato-e-psicoterapia-malattia-come-opportunita/">DISTURBO DI CARATTERE PSICOSOMATICO</a> che richiede un trattamento parallelo. <strong>L&#8217;IPOCONDRIA</strong>, ossia il timore di avere malattie gravi, accompagna l&#8217;ansia molto spesso e può diventare un <strong>disturbo specifico</strong>. Potresti trovarti a spendere molti soldi per analisi cliniche. <strong>Fare le analisi diventa un&#8217;ossessione </strong>che però ha la capacità di darti l&#8217;illusione di mitigare l&#8217;ansia. <strong>I medici non ti ascoltano più o lo fanno con sufficienza</strong>. In questo caso una psicoterapia ti può sostenere nell&#8217;evitare di fare troppe analisi. Ogni accertamento infatti ti solleva dall&#8217;ansia da una parte ma ti carica di dieci volte dall&#8217;altra. Se hai muscoli tesi o fascicolazioni non hai la SLA o la Sclerosi, sei solo molto stressato.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ansia e Amigdala: Neurofisiologia dell’ansia</strong></h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="724" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-1024x724.png" alt="ansia, amigdala, circuito della paura
psicologo parma" class="wp-image-14681" style="width:255px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-1024x724.png 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-300x212.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4-768x543.png 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-4.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tutta colpa dell’AMIGDALA</strong>! Questa frase riassume tutte quelle situazioni in cui al pensiero orientato si sostituisce una <strong>reazione istintiva</strong>. Tale reazione è riconducibile al <strong>cervello rettiliano</strong>, al massimo al <strong>sistema limbico</strong> deputato ad aspetti più emotivi, mentre la <strong>Corteccia</strong> non riesce a dire la sua. Anche la <strong>gestione della Rabbia </strong>richiede <strong>di fare attenzione a che l’Amigdala non prenda il sopravvento</strong>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Molti <strong>trattamenti</strong> per l’ansia prevedono, quindi, di <strong>Riconoscere l’Innesco</strong> e quando il processo inizia a crescere. Questa capacità di &#8220;<strong>RICONOSCERE&#8221;</strong> ti aiuterà a sviluppare modi per distogliere i pensieri e direzionarli verso qualcosa che<strong> impedisca all’amigdala</strong> di prendere le redini. <strong>Dal pensare al fare</strong>. Fare <strong>l’Orto</strong>, <strong>dipingere</strong> una parete, <strong>cucinare</strong> o fare <strong>sport</strong> potrebbero essere tra i modi per evitare l’escalation dei pensieri infausti. Attivare la rete esecutiva inibisce quella immaginativa. L&#8217;attività deve avere la capacità di catturare la tua attenzione e occupare quella che i Neurofisiologi chiamano <strong>ENERGIA LIBERA</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, PAURA, PANICO</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ansia e Paura sono sorelle,   mentre Ansia e Panico sono cugine</strong> Ma è utile distinguerle tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte e vanno sotto il controllo <strong>dell&#8217;amigdala</strong> se presenti in modo eccessivo. <strong>La paura è un emozione provocata da un pericolo oggettivo, mentre l&#8217;ansia </strong>non necessariamente, può infatti essere legata a un <strong>pericolo immaginato o ingigantito.</strong>. In verità vanno sempre sottobraccio, nel senso che <strong>la Paura può essere alimentata dall&#8217;Ansia e viceversa</strong>. In un <strong>disturbo d&#8217;Ansia</strong> la paura oggettiva, ossia legata a uno stimolo pericoloso, e quella soggettiva ossia provocata da una percezione di uno stimolo innocuo come pericoloso, si confondono.</p>



<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-e-attacchi-di-panico-ti-spiego-come-averne-il-piu-possibile/">Per approfondire leggi anche &#8220;Ansia e Attacchi di panico? Ti spiego come averne il più possibile!&#8221;</a></h5>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>È ANSIA O È PANICO?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Panico</strong>  presenta una caratteristica particolare, ossia il <strong>timore di morire</strong> (Infarto ad esempio) e il <strong>timore di impazzire</strong>. un&#8217;altra caratteristica è un certo grado di <strong>Derealizzazione</strong>, ossia che la realtà sia nebbiosa e <strong>diafana</strong>, come se osservassimo tutto da <strong>dentro un acquario</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="785" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-785x1024.jpg" alt="ansia, panico, differenze tra, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14686" style="width:245px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-785x1024.jpg 785w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-230x300.jpg 230w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9-768x1002.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-05-ore-14.12.25_829fe8b9.jpg 1150w" sizes="(max-width: 785px) 100vw, 785px" /></a></figure>
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<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">Un attacco d&#8217;ansia e un attacco di panico sono quindi diversi. L&#8217;ansia ha sempre un certo stimolo concreto o immaginato che la alimenta, anche se<strong> è l&#8217;interpretazione dello stimolo che la genera</strong>. Il panico può presentarsi anche in assenza di stimoli.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE: &#8220;<a href="https://www.animafaarte.it/attacchi-dansia-vs-attacchi-di-panico-pan-il-re-del-iii-millennio/">Attacchi d’ansia Vs Attacchi di panico: Pan il Re del III millennio</a>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA PAURA DELLA PAURA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema maggiore, ma anche il più facile da gestire, è quello della <strong>paura dell&#8217;Ansia</strong>. Ad un certo punto, dopo un attacco d&#8217;ansia o di panico, <strong>non abbiamo più paura di uno stimolo</strong> o di un evento, <strong>ma soltanto del fare di nuovo esperienza dell&#8217;ansia e del panico.</strong> La paura di avere un attacco ti spinge a non bere una bibita che avevi bevuto in quell&#8217;occasione, oppure di andare in quel locale o di prendere il sole. Insomma, ricorda, nessun luogo, nessuna sostanza di consumo comune, nessuno stimolo può da solo condurre al panico, a meno che non ti trovi  nella savana o sotto le macerie durante il terremoto.<strong> Iniziare ad escludere ogni cosa o luogo che erano presenti durante il tuo attacco d&#8217;ansia ti conduce in una gabbia. Non farlo.</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA e DEPRESSIONE</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>Disturbo d&#8217;Ansia</strong>, la preoccupazione per gli eventi futuri prevale ed è invasiva. Si può dire che questo è il <strong>disturbo di chi vive nel futuro</strong>, mentre chi vive nel passato ha caratteristiche più vicine alla <strong>depressione</strong>. Spesso accade che uno stato depressivo induca e alimenti un&#8217;ansia legata al timore di non avere le forze necessarie per affrontare impegni futuri. Insomma <strong>ansia e depressione rischiano di alimentarsi in un circolo vizioso</strong>. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1021" height="619" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, depressione" class="wp-image-14784" style="width:432px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf.jpg 1021w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf-300x182.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-22-ore-16.00.29_24aefbbf-768x466.jpg 768w" sizes="(max-width: 1021px) 100vw, 1021px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se <strong>l&#8217;Ansia</strong> è dovuta al fatto che ti proietti nel <strong>futuro</strong>, la <strong>depressione</strong>, al contrario, è dovuta al tuo legarti al <strong>passato</strong>. Ogni volta che si pensa all&#8217;ex fidanzato, al lavoro precedente, ai tempi andati perché migliori, <strong>ogni volta che ti rifugi nel passato</strong> ti proteggi dalle fatiche del presente ma <strong>alimenti sentimenti depressivi</strong>. Se ti ho invitato a stare nel <strong>qui ed ora</strong> e nel fare, questo vale non solo rispetto al non proiettarti nel futuro, ma anche nel <strong>non affogare nel passato</strong>.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/depressione-come-riconoscere-i-sintomi-come-si-cura/">Per approfondire le caratteristiche della depressione puoi leggere anche : &#8220;Depressione. Come riconoscere i sintomi. Come si cura&#8221;</a>.</h5>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA QUALI FARMACI</strong></h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, farmaci" class="wp-image-14796" style="width:232px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999-300x225.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-25-ore-12.41.32_0de79999-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">I <strong>farmaci più comuni</strong> nella cura dell&#8217;ansia sono di due categorie: <strong>Antidepressivi</strong> e <strong>Ansiolitici</strong>. In passato venivano impiegati solo gli ansiolitici ossia le <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Benzodiazepine</a>. Successivamente si è posta l&#8217;attenzione al fatto che l<strong>&#8216;ansia spesso poggia su una depressione</strong>, sugli stessi <strong>meccanismi neurologici </strong>e sugli stessi <strong>neurotrasmettitori</strong>. Inoltre quando <strong>siamo depressi </strong>non abbiamo <strong>né piacere né forza di fare nulla</strong> e questo può indurre un&#8217;ansia molto forte legata alla sensazione di non riuscire a rispettare impegni e aspettative. Per tutti questi motivi oggi vengono usati soprattutto gli <strong>antidepressivi</strong> poiché agiscono sugli stessi circuiti neurologici dell&#8217;ansia.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, FARMACI ED EFFETTI COLLATERALI</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambi i tipi di farmaci mostrano limiti ed <strong>effetti collaterali.</strong> Gli <strong>antidepressivi</strong> possono portare <strong>sonnolenza, disfuzioni sessuali, problemi gastrointestinali, aumento di peso</strong>, ecc. Mentre le <strong>benzodiazepine</strong> (<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Xanax, Lexotan, Rivotril, Mialin, Control, Tranquiritt</a>), sono dei miorilassanti, quindi rilassano i muscoli di tutto il corpo, sia a livello gastrointestinale che di muscolarità scheletrica. Danno <strong>dipendenza</strong> e, a seconda del dosaggio e dei tempi di somministrazione, possono creare forti disagi <strong>astinenziali</strong> che richiedono uno <strong>scalaggio</strong> che può diventare faticoso.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/" target="_blank" rel=" noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/07/about-3758125_1920-1-1024x683.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online, ansia farmaci effetti collaterali" class="wp-image-1085" style="width:227px;height:auto"/></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi approfondire leggi : <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: la fatica di chi smette</a>. Un articolo che approfondisce le terapie di affiancamento a chi sta scalando benzodiazepine dopo un uso prolungato. In generale è sempre <strong>consigliato l&#8217;evitamento dei farmaci</strong> e comunque sempre in affiancamento a una <strong>Psicoterapia</strong>. In ogni caso lo <strong>Psicologo non può prescrivere farmaci</strong> ed è importante un consulto con il <strong>medico specialista Psichiatra</strong>. Psicologo e Psichiatra devono lavorare insieme. Evita il fai da te e se stai assumendo farmaci da molto ricorda di confrontarti col medico Psichiatra.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>I SOGNI DI CHI SOFFRE D&#8217;ANSIA</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone ansiose hanno <strong>sogni agitati </strong>più spesso delle persone che non soffrono d&#8217;ansia. Tendenzialmente i contenuti dei sogni riguardano <strong>eventi stressanti e dannosi,</strong> ma soprattutto <strong>interazioni poco amichevoli</strong> con altri personaggi nel sogno. Questo non significa che i pazienti ansiosi rivivono o anticipano eventi critici attraverso i sogni, piuttosto che <strong>vivono come poco amichevoli le proprie emozioni, bisogni e condotte</strong>. Difficile spiegare qui come usare il sogno in modo clinico, quindi se vuoi approfondire, puoi guardare questo video: &#8220;<a href="https://lucaurbanoblasetti.it/video-interpretazione-dei-sogni-tecnica-storia-psicoterapia-e-funzione-del-sogno-come-strumento-clinico/">Interpretazione dei sogni: tecnica, storia, psicoterapia e funzione del sogno come strumento clinico</a>&#8220;. </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA QUALI CURE e TERAPIE</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono <strong>diversi approcci</strong> che vanno dalla terapia <strong>Cognitivo-comportamentale</strong> a quella <strong>Psicodinamica</strong>, da quella <strong>Sistemica</strong> all&#8217;<strong>EMDR</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La terapia <strong>Cognitivo-Comportamentale </strong>si è dimostrata la più efficace nei disturbi d&#8217;ansia. Si fonda sul favorire una revisione dei <strong>sistemi valoriali di riferimento</strong>, così come nella messa in discussione dei <strong>modelli di riferimento</strong>. La terapia procede individuando lo <strong>stile narrativo</strong> <strong>e di pensiero </strong>e cercando di<strong> introdurre rumore</strong> nelle narrazioni per favorirne una riscrittura. Si avvale di diverse <strong>tecniche</strong>, come la <strong>prescrizione dei sintomi </strong>o il <strong>peggior pensiero</strong>, che disinnescano la <strong>ruminazione </strong>mentale e i pensieri intrusivi e ricorsivi. La sua efficacia è maggiore con fobie specifiche e con disturbi d&#8217;ansia non particolarmente gravi. Nei casi più importanti queste tecniche hanno un&#8217;efficacia più immediata ma limitata nel tempo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="626" height="626" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-14723" style="width:254px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png 626w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-300x300.png 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2025/02/image-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 626px) 100vw, 626px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>trattamento Psicodinamico</strong>, per capirci quello che deriva dalla psicanalisi di <strong>Freud</strong>, propone, invece, di analizzare le relazioni con le figure primarie e secondarie (Genitori e altri significativi), <strong>eventi critici </strong>ed eventuali <strong>traumi</strong> per verificare quale incidenza possono avere sull&#8217;ansia. Ha effetti meno immediati e dura più a lungo ma, al tempo stesso produce <strong>esiti più duraturi</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambi gli approcci si occupano dell&#8217;immagine che i pazienti hanno di se stessi e del rapporto che hanno con i propri bisogni ed emozioni. La <strong>scelta dipende</strong> anche dalle caratteristiche del paziente e un <strong>terapeuta valuterà quale delle due è la più adeguata per il caso specifico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>approccio Sistemico </strong>si concentra più sulle dinamiche familiari che sono alla base del disturbo d&#8217;ansia e prevede spesso il coinvolgimento della famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;EMDR</strong>, come citato in precedenza, è una tecnica di <strong>desensibilizzazione</strong> molto valida con fobie specifiche e con disturbi legati a contesti specifici. Risulta utile anche nei casi più complessi ma generalmente integra al suo interno chiavi più psicodinamiche.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>La gestione dell&#8217;ansia è solo una parte della terapia, mentre l&#8217;altra parte prevede di comprendere quale via l&#8217;ansia stia indicando. Il dialogo con la propria Ansia è la terapia più efficace.</em></p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA: COME SCEGLIERE IL TERAPEUTA?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Abbandona l&#8217;idea che esista un approccio solo e più efficace. <strong>Un buon terapeuta</strong>, con esperienza e alta formazione, <strong>impiegherà tutti gli approcci</strong>, sarà cognitivo quanto basta, un po&#8217; psicodinamico, sistemico al bisogno e così via. Per legge e per buon senso, <strong>ogni professionista deve essere formato in tutti gli orientamenti così da poter proporre un intervento organico</strong>. Se ti affidi a uno Psicologo iscritto all&#8217;albo e di lunga esperienza, lavorerai nel modo migliore e non nell&#8217;orientamento del terapeuta. Nel caso Il terapeuta non conosca una tecnica (EMDR ad esempio) non mancherà di inviare ad un collega e fare rete.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per approfondire <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicologo-a-parma-ecco-come-scegliere/">COME SCEGLIERE IL TERAPEUTA CLICCA QUI</a></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ANSIA, MEGLIO TERAPIA ONLINE O IN PRESENZA?</strong></h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1024x1024.jpg" alt="Ansia, psicologo parma, ansia terapia online" class="wp-image-12568" style="width:205px;height:auto" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1024x1024.jpg 1024w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-300x300.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-150x150.jpg 150w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-768x768.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1536x1536.jpg 1536w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-650x650.jpg 650w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1-1300x1300.jpg 1300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG_20200411_170334-scaled-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Le differenze tra la terapia online e in presenza sono nella maggior parte dei casi <strong>trascurabili</strong> (Puoi approfondire leggendo &#8220;<strong><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicoterapia-on-line-e-italiani-allestero-meglio-un-terapeuta-italiano-on-line-o-uno-straniero-in-presenza/">PSICOTERAPIA ONLINE</a></strong>&#8220;). Il <strong>linguaggio verbale </strong>compensa quello del corpo e viceversa. Escludendo quindi i casi più complessi che richiedono trattamenti specifici e in rete con altri professionisti, la terapia Online risulta molto efficace. Nei casi di un <strong>Ritiro Sociale</strong> importante come quelli di <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/hikikomori-e-autoreclusione-una-spiegazione-una-cura-una-tregua/"><strong>HIKIKOMORI</strong>,</a> la terapia da remoto può risultare un ottimo gancio. Bisogna fare attenzione che non diventi anch&#8217;essa un pretesto per non uscire e isolarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavoro come <strong>Psicologo e Psicoterapeuta a Parma in presenza</strong>, ma ho anche uno studio da <strong>Psicologo a Rieti.</strong> Oggi il<strong> lavoro ONLINE</strong> con pazienti da tutto il mondo è preponderante e la mia esperienza professionale mi suggerisce che l&#8217;efficacia della terapia <strong>ONLINE</strong> è del tutto <strong>sovrapponibile</strong> a quella in <strong>presenza</strong>, specie con i disturbi d&#8217;ansia. L&#8217;approccio che propongo è multidisciplinare e fa uso anche del sogno come strumento clinico per l&#8217;a cura dell&#8217;ansia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-panico-e-disturbi-dansia-cause-sintomi-e-cure/">Ansia, Panico e Disturbi d’Ansia: Cause, Sintomi e Cure</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Insonnia come si cura. Dalle cause agli scopi dell’insonnia.</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/insonnia-come-si-cura-dalle-cause-e-agli-scopi-dellinsonnia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 10:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie]]></category>
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		<category><![CDATA[Trattamento disturbi d'ansia e Panico Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Insonnia: non diamo la colpa al Coronavirus Direi che non dobbiamo pensare che il coronavirus ne sia la causa. Il virus solleva il velo di ciò che già era fragile e non produce fragilità di per se. Allora partirei nel dire che &#8220;Insonnia&#8221; significa, molto semplicemente “senza sonno” e se ognuno di noi si rivolgesse [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Insonnia: non diamo la colpa al Coronavirus</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Direi che non dobbiamo pensare che il coronavirus ne sia la causa. Il virus solleva il velo di ciò che già era fragile e non produce fragilità di per se. Allora  partirei nel dire che<strong> &#8220;Insonnia&#8221; significa, molto semplicemente “senza sonno” </strong>e se ognuno di noi si rivolgesse al medico di base si troverebbe ad avere una serie di indicazioni infinite e di esami da fare per andare a trovare le cause, eliminarle e, con loro, ritornare al sonno eliminando lei, il sintomo, l’insonnia.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye.jpg" alt="" class="wp-image-13782" width="388" height="258" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 388px) 100vw, 388px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">E se invece volessimo essere <strong>controintuitivi</strong>? E se volessimo pensare&nbsp; che il <strong>sintomo non vada eliminato ma vada ascoltato</strong>. Nel sintomo spesso è contenuto un messaggio vitale per la sopravvivenza e per l’equilibrio psichico. Eliminarlo a volte è il modo migliore per rinforzarlo, e la prevenzione a volte rischia di divenire la causa. Ma prima di seguire la controintuizione, prima di puntare a supporti psicologici in luogo di quelli medici o chimici, non mancherei di riassumere, a volo di gabbiano gli aspetti medico-clinici di base dell’insonnia. Solo dopo parlerei di <strong>Hypnos</strong> e del suo gemello <strong>Thanatos</strong> e della psicoterapia con l’insonnia. E vi prego arrivate a quel punto, alla fine dell’articolo… anche perché il resto lo troverete scritto un po’ ovunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Definizione di insonnia ed eziologia</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Secondo il DSM-5 (2014), &nbsp;l’insonnia è caratterizzata da insoddisfazione soggettiva &nbsp;riguardo la quantità o la qualità del sonno, che si può verificare nelle seguenti fasi:</p>



<ul class="has-black-color has-text-color wp-block-list"><li>difficoltà a iniziare il sonno al momento di coricarsi (<strong>insonnia iniziale</strong>)</li><li>difficoltà a mantenere il sonno, con risvegli frequenti o protratti nel corso della notte (<strong>insonnia centrale</strong>)</li><li>presenza di risveglio precoce al mattino con difficoltà a riaddormentarsi (<strong>insonnia tardiva</strong>)</li></ul>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">L’insonnia comporta una serie di riduzione delle capacità cognitive e emotive. Quindi quando risulta particolarmente pronunciata si potranno verificare, abbassamenti dell’umore, irritabilità, affaticabilità, riduzione delle performance cognitive e della resa al lavoro, pensieri ricorrenti e preoccupazioni sul mancato sonno.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Le cause dell’insonnia e igiene del sonno</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Sulle cause potremmo stilare una lista molto lunga che risulterebbe banale. Dalla mancanza di luce naturale, al caffè e alcol, dall’uso di smartphone a un’alimentazione inadeguata. Insomma qualsiasi fonte di stress può incidere sulla qualità del sonno ma è bene sottolineare come <strong>ansia</strong>, <strong>depressione</strong>, <strong>eventi luttuosi</strong> o altro possono portare a una riduzione della qualità del sonno. Come vi dicevo il mio scopo qui è cercare l’utilità dell’insonnia dunque voglio essere veloce e indicare solo alcune indicazioni per aiutare a dormire meglio:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2018/06/26/15/16/sleepwalker-3499602__340.jpg" alt="Sleepwalker, Sonno, Insonni, Sognare" width="292" height="195"/></figure>
</div>


<ul class="has-black-color has-text-color wp-block-list"><li>Coricarsi e alzarsi con ritmi regolari, possibilmente alla stessa ora</li><li>Non usare telefoni o frequentare social prima di coricarsi, l’attività cerebrale vuole almeno un’ora di stimolazione ridotta e lo scrolling nei social è estremamente attivante.</li><li>Mangiare come si deve</li><li>Avere piccoli riti come prepararsi una tisana</li><li>Fare regolare attività fisica leggera</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">In rete troverete anche molti approcci cognitivi che invitano a tecniche di rilassamento e a una <strong>ristrutturazione cognitiva</strong>, ossia&nbsp; il promuovere uno stile di pensiero meno ossessivo e catastrofico e ridurne l’<strong>associazione con la camera da letto</strong>. Se non si dorme è meglio non stare a letto e se pensieri stressanti ci vengono a trovare è bene cercare di rompere quel circuito di pensiero. A volte <strong>promuovere attività legate alla veglia può risultare d’aiuto.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Mi raccomando di escludere eventuali effetti di rebound da farmaci ansiolitici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Clicca qui se vuoi leggere: Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: il calvario di chi smette.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La respirazione diaframmatica</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="641" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower.jpg" alt="" class="wp-image-13783 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower.jpg 960w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower-300x200.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Una semplice tecnica di respirazione, effettuata una volta che si va a dormire o tutte le volte che si è stressati, è la respirazione diaframmatica. Molto semplicemente si pongono le <strong>mani sulla pancia</strong> e si inspira gonfiandola. Si deve far caso che si gonfi l’addome e non il petto. L’inspirazione può essere veloce quanto si vuole, mentre l’espirazione deve essere più lenta che si può. <strong>Dopo 15 o 20 minuti </strong>il numero totale dei respiri al minuto dovrebbe raggiungere i 4 o i 5 e a quel punto si è attivato il sistema Parasimpatico.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questo sistema è quello che presiede al sistema nervoso autonomo ossia si occupa del funzionamento autonomo dei nostri organi. Il sistema simpatico è quello che invece è più vigile mentre siamo svegli. Tutto è molto semplificato ma, in soldoni, questa respirazione <strong>induce una sensazione di rilassamento che è di ristoro.</strong> Sia chiaro non è un effetto di induzione del sonno, ma solo di leggero rilassamento.</p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Insonnia quando rivolgersi al medico, trattamenti</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">In verità il rischio oggi è di vedere la patologia dove non c’è e le tabelle riportano un monte ore di sonno necessario per ognuno a seconda dell’età che, risulta decisamente severo. In verità in molti di noi si può riscontrare <strong>un bisogno di sonno al di sotto di quello dichiarato</strong>. Quindi solo quando si dorme un tempo inferiore di tre ore per notte da almeno una settimana potrebbe aver senso chiedere un supporto .<strong> La prima cosa da fare però è distinguere il vissuto dalla realtà</strong>. Chiunque dorma male ha l’impressione di aver dormito molto meno di quanto, in verità, ha dormito. Dunque la prima cosa da fare con noi stessi è una valutazione e un <strong>esame obiettivo di quante ore effettivamente abbiamo dormito.</strong> Nella maggior parte dei casi si dice di non aver dormito se si è dormito solo tre ore e si avverte una quantità di sonno inferire del 25% di quanto effettivamente accade.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma qui ci interessa dire che si tende a non considerare l’insonnia come un disturbo a se, più che altro è un sintomo di altre condizioni ambientali, psichiche o fisiche. Il rischio che il medico ci dia dei farmaci è alto ed è quindi sempre meglio valutare una psicoterapia poiché potrebbe portare più benefici e non avere alcun effetto collaterale ne effetti di disassuefazione da farmaco.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Insonnia e morte Hypnos e thanatos</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma eccoci arrivati alle riflessioni sull’Insonnia che generalmente non troviamo in giro. Si perché la medicina, e con lei la Psicologia medicalizzata, tendono subito a iniziare una guerra col sintomo, cercano di farlo battere in ritirata e mandarlo in remissione. <strong>La psicoterapia, invece, si fa una domanda sul sintomo, si chiede cosa sia venuto a comunicarci. </strong>Così facendo si evita di far arrabbiare il sintomo. Tradotto questo concetto, significa che si evita che il sintomo si faccia più prepotente e esacerbante. Io proporrei di <strong>trattare il sintomo come una persona</strong>. Allora eccola la Signora Insonnia, vestita da sera, con boa di piume di struzzo che viene a farci il solletico su naso, braccia e gambe, che viene a tenerci svegli.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Cosa fare con la Signora insonnia?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Se quando arriva lei cerchiamo di mandarla via, di buttarla fuori casa o, peggio, giù dalla finestra, lei, la Signora insonnia tenterà di rientrare in tutti i modi magari sgattaiolando sotto il letto. Come se una cara amica bussasse alla porta e vedesse che noi spegniamo le luci fingendo di non esserci, l<strong>’Isonnia si attaccherebbe rabbiosa al campanello </strong>o al battente della porta bussando con prepotenza. E se allora decidessimo di farla entrare, prenderle il cappotto, così si leva anche quell’insopportabile boa di piume e, dopo averle offerto un thè, le chiedessimo cosa mai voglia da noi?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Svegliati!</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questa sarebbe la sua risposta? Io penso proprio di si, penso che l’insonnia viene a suggerirci che è ora di svegliarci, che è l’ora di prendere decisioni importanti, che non è tempo di dormirci su. Ma sia chiaro che questo messaggio non è banalmente riferito a cambiamenti della nostra vita lavorativa o coniugale, no. Piuttosto si riferisce ad un assetto&nbsp; e al modo generale in cui abbiamo strutturato la nostra anima e, se considerassimo la struttura della nostra psiche come una casa, allora <strong>l’insonnia viene a dirci che è ora di traslocare</strong>. Non è tempo di dormire, svegliati, è ora di andare! È ora di cambiare! Questo potrebbe essere il messaggio. Allora tutto il resto viene da se.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Hypnos Thanatos e Isonnia: conclusioni</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Allora io ripartire dalle origini, da Hypnos (Sonno) e Thanatos (Morte) gemelli figli di Nyx, la Notte, e Erebo. Perché sono gemelli? Perché Platone stesso fa parlare Socrate del loro eterno legame? Direi che semplicemente Sonno è il dio che ci induce a dormire, che ci conduce in una dimensione in cui non siamo più noi a comandare, in cui siamo ospiti di un turbinio di immagini e movimenti che sfuggono al nostro diretto controllo. <strong>Una sorta di piccola morte e lì, durante il sonno</strong>, la Psiche si rimette in ordine e ripara ai danni che noi, con vigile e rigoroso piglio, abbiamo generato cercando di far somigliare il mondo all’idea che ce ne eravamo fatti. </p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:21% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="222" height="227" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/vaso-eufronio.jpg" alt="" class="wp-image-13785 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Allora questa è come una morte del nostro Io controllante, è una morte intesa come trasformazione della materia, come trasformazione dell’anima. Ecco il gemellaggio con Thanatos, ecco che la Signora Insonnia viene a dirci che è ora di cambiare, viene a dirci che non è lei a tenerci svegli ma siamo noi stessi che non vogliamo abbandonarci al sonno, alla morte, alla trasformazione.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Allora più che cercare le cause dell&#8217;ionnia cerchiamo di intravederne gli scopi.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Dunque non rinunciate alla medicina, fate pure tracciati al centro cefalee, andate pure dal medico di base a chiedere presidi o dall’erborista, prendetevi la malattia sul lavoro ma poi, dopo aver fatto tutto ciò che la scienza vi suggerisce, magari prima di prendere farmaci, provate a ritagliarvi uno spazio in cui potete ceder il controllo in modo misurato. <strong>Questa è la psicoterapia, ossia il tempio di Hypnos e Thanatos, il luogo in cui ci si concede di lasciare il controllo, trasformarsi e magari anche traslocare. Buona terapia.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/lo-psicologo-e-la-psicoterapia-on-line-funziona-quali-opinioni/">Clicca qui per leggere: La psicoterapia on-line. Funziona? Quali opinioni?</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Psicosomatica e somatizzazione, significato e Psicoterapia: Malattia come opportunità</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/psicosomatica-e-somatizzazione-significato-e-psicoterapia-malattia-come-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 13:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia e insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[come fare per dormire]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[igiene del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo parma]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta parma]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento disturbi d'ansia e Panico Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Psiche e Soma Se vuoi capire un po’ più cosa sia la somatizzazione, la psicosomatica e quali malattie hanno componenti psicologiche, ti trovi nel posto giusto. L’articolo non è breve ma cerca di essere completo e quindi ti richiede di rallentare un pochino. Considera che il solo rallentare spesso scioglie parte delle fatiche legate alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Psiche e Soma</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Se vuoi capire un po’ più cosa sia la somatizzazione, la psicosomatica e <strong>quali malattie hanno componenti psicologiche</strong>, ti trovi nel posto giusto. L’articolo non è breve ma cerca di essere completo e quindi ti richiede di rallentare un pochino. Considera che il solo rallentare spesso scioglie parte delle fatiche legate alla somatizzazione. Dopo aver descritto questa espressione psicofisica dell’anima, cercherò di spiegare quali terapie sono utili e la funzione della psicoterapia. Come scrivo più avanti teniamo presente un presupposto… <strong>La rilettura biologica e simbolica di ogni parte del corpo ci darà spunti sui bisogni e emozioni presenti sul piano psicologico. </strong>Qui vi darò lumi e qualche esempio in coda all’articolo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Premessa</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Una <strong>piccola premessa la farei sul dualismo mente-corpo</strong> che è presente da millenni o per lo meno da quando collochiamo la nascita e le origini della coscienza. La Psicologia forse nasce proprio in funzione di questo dualismo e buona parte della Psicoterapia oggi si occupa del rapporto e del dialogo tra questi, tra la mente e il corpo. Dunque <strong>potremmo definire la Psiche</strong> come l’insieme delle emozioni, dei bisogni, dei comportamenti e dei pensieri di un individuo, <strong>mentre, con Soma ci riferiremo</strong> al corpo, a tutto ciò che ha a che fare con le sensazioni, siano esse legate a stimoli esterni (un pizzico) oppure a stimoli interni (bruciore di stomaco).</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:41% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/yoga.jpg" alt="" class="wp-image-14028 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/yoga.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/yoga-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Differenza tra sensazioni ed emozioni</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Mi sembra chiaro che un dualismo tira l’altro e che a Psiche e Soma si affiancano <strong>sensazioni ed emozioni</strong>. Stiamo semplificando ma qui ci è utile, quindi, <strong>definendo come sensazione</strong> ogni variazione nei recettori del corpo, con <strong>emozione ci riferiremo</strong>, invece, a ciò che etimologicamente la parola indica (Ex + Movere, muovere fuori, portare all’azione) insomma l’emozione è, sempre semplificando, il senso che diamo a una sensazione e la motivazione che ne consegue e che conduce all’azione. </p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Un’emozione che si reitera</strong>, che viene ripetutamente sperimentata assurge a <strong>sentimento</strong> ossia a quello stato dell’umore che è meno pronunciato dell’emozione ma è costante e strutturale del nostro vivere.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Le sensazioni non sono psicosomatiche</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Tirando le somme, ognuno di noi vive delle <strong>sensazioni somatiche</strong>, ossia avverte sollecitazioni della cute, del fegato, del cuore <strong>dovute a stimoli esterni oppure a processi organici interni</strong>. Tecnicamente anche queste sensazioni sono somatizzazioni nel senso che ogni sensazione è un’attivazione dei recettori del soma, del corpo. Ma non possiamo usare questa come una definizione della parola somatizzazione. Infatti con <strong>somatizzazione ci riferiamo comunemente a sensazioni vissute dal corpo senza che vi sia nessuno stimolo meccanico corrispondente, ci riferiamo, cioè, a sensazioni o risposte organiche anche sistemiche, che si presentano come conseguenza di uno stato psicologico</strong>. In questo senso <strong>le emozioni sono sempre somatizzazioni.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Somatizzazione e psicosomatica: definizioni dsm wiki ecc</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Cerchiamo ora di fare ordine e chiarire cosa viene definito dalla medicina e dalla psicologia clinica il disturbo somatico. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Esiste il <strong>DSM V, ossia il manuale diagnostico per i disturbi psicologici e psichiatrici</strong> che elenca una serie di disturbi riconducibili alla somatizzazione. Pur non essendo lo strumento che prediligo, pur chiarendo che una diagnosi rischia sempre di diventare una prigione, direi che per capire sistematicamente di cosa stiamo parlando, la sezione <strong>“Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati”</strong> ci aiuterà molto . Lì troveremo dunque:</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:auto 40%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="423" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/dentist.jpg" alt="" class="wp-image-14029 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/dentist.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/dentist-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<ul id="block-f6bb42c3-80bd-43dd-ae9e-c9837a75c6e3" class="has-black-color has-text-color wp-block-list"><li><strong>Disturbo da sintomi somatici</strong></li><li><strong>Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati senza specificazione</strong></li><li><strong>Disturbo da ansia di malattia</strong></li><li><strong>Disturbo di conversione (disturbo da sintomi neurologici funzionali)</strong></li><li><strong>Disturbo fittizio</strong></li></ul>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">La lista potrebbe essere più lunga ma nella sua completezza sarebbe utile al clinico ma meno a tutti noi comuni mortali. Prima di descriverli rapidamente, direi che <strong>il tratto che distingue colui che tende a sviluppare disturbi di tipo psicosomatico</strong>, <strong>non è tanto la presenza di sintomi sul soma</strong> (aspetto questo presente in tutti noi) <strong>quanto il modo in cui vengono presentati e interpretati dal</strong> paziente. Questo ci riconduce a un aspetto fondamentale ossia che <strong>la psicoterapia non si occupa tanto dei sintomi quanto di come li raccontiamo e di come ci inducono a narrare la nostra esistenza. </strong>La parola “Somatizzare”, dunque, si riferisce al modo con cui conviviamo con le nostre sensazioni, piuttosto che all’avere quelle sensazioni. Se ogni tanto ci balla la palpebra potremmo essere sereni e cercare di riposare un po’ o ridurre gli impegni; oppure potremmo avere un attacco d’ansia e fare analisi per escludere qualche patologia; oppure potremmo buttarci giù e chiuderci in camera a dormire. <strong>Insomma la nostra vita va protetta dal racconto che ne facciamo.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>In generale il primo e il secondo disturbo si somigliano</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Si tratta di <strong>una pervasiva preoccupazione di avere una malattia</strong>. Ma mentre <strong>nei disturbi somatici vi è anche una sintomatologia</strong> che induce a questi pensieri, n<strong>ell’ansia da malattia questa modalità </strong>di pensiero che condiziona la qualità del proprio vivere <strong>è presente anche in assenza di sintomi somatici</strong>. La presenza di <strong>sintomi fisici specifici o aspecifici</strong> che compromettono significativamente la qualità della nostra giornata è comunque una conseguenza dell’ansia da malattia. Insomma nel primo caso i sintomi psicologici somatizzati generano ansia, nel secondo caso sono generati dall’ansia. In verità le due condizioni si intersecano in continuazione e sarà difficile incontrare un disturbo che risponda così bene a questa distinzione medica. <strong>Ansia e somatizzazione vanno sempre a braccetto</strong>.</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/"><em>Clicca qui se vuoi leggere  Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: il calvario di chi smette</em></a></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Sintomo specifico o aspecifico?</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:38% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="278" height="181" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/uomo-poltrona.jpg" alt="" class="wp-image-13803 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Qui mi soffermerei su un fatto ossia che <strong>più il sintomo si mostra aspecifico</strong>, generico e diffuso e <strong>più è in grado di alimentare l’immaginazione del paziente</strong>. Inoltre <strong>più è aspecifico e più è difficile lavorarci in terapia</strong>. La terapia a volte progredisce proprio perché un sintomo da aspecifico diventa specifico. Si affiancano ai sintomi <strong>preoccupazioni invadenti e invasive sulle possibili malattie correlate.</strong></p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Chi somatizza non sta fingendo</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questo è un aspetto importante. Il fatto che l’origine della tensione muscolare, della diarrea, del reflusso o di qualsiasi altra espressione somatica, sia di natura psicologica non significa che sia inventato o immaginario. Almeno non è inventato come non lo è qualsiasi altra emozione che proviamo. Ora mi sembra chiaro che facilmente si finisca per etichettare come ipocondriaco l’individuo con questi disturbi e liquidarlo. Eppure deve essere chiaro che <strong>non ci sono sintomi inventati ne autoindotti. Coloro che si trovano con questo stato psicologico soffrono realmente e non pianificano nessun sintomo</strong>. Anzi sono piuttosto meravigliati del fatto che spuntino sintomi del tutto inaspettati.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Disturbo di conversione</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Il disturbo di conversione un tempo veniva incluso nell’Isteria. Si proprio quella di cui parlava Freud. <strong>Si tratta della manifestazione somatica di un deficit, ad esempio gambe paralizzate o semiparalizzate, che non ha nessuna causa organica e che risulta in modo ragionevole come conseguenza di uno stato psicologico</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Disturbo fittizio</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Nel caso in cui <strong>una persona si induca un danno fisico o simuli una menomazione con finalità ingannevoli ma senza che vi sia ottenimento di alcun vantaggio</strong>, allora siamo di fronte al disturbo fittizio. Come quando fingevamo mal di pancia per non andare a scuola ma senza che dobbiamo andare a scuola. In questo caso si insegue semplicemente la condizione di malato.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Riassumendo sulla somatizzazione e sui disturbi somatici</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Tutte queste piccole categorie, a cui dovremmo aggiungerne altre, poco ci dicono su una questione molto più evidente, ossia sul fatto che <strong>quando il soma parla significa che la psiche non ha trovato o non è riuscita a trovare le parole</strong>. Dunque, più banalmente, la psicosomatica e disturbi somatici comprendono tutte quelle condizioni in cui il corpo parla e esprime un vissuto emotivamente denso di un individuo. Anche nel disturbo fittizio avviene lo stesso meccanismo ma su base intenzionale. Dunque <strong>la psicologia psicosomatica è la materia che studia le corrispondenze tra un’espressione somatica e il suo corrispettivo psicologico.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-small-font-size wp-block-paragraph"><em>“Il corpo è il palcoscenico degli eventi psicologici inconsci” (<a href="https://amzn.to/37fIyls">Dahlke, “Malattia come simbolo” Clicca qui per esplorare il libro)</a></em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Somatizzazione e psicosomatica: Terapie e psicoterapie</strong></p>


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<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="237" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage.jpg" alt="" class="wp-image-14032" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage-300x111.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>
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<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Un’emozione che si reitera</strong>, che viene ripetutamente sperimentata assurge a <strong>sentimento</strong> ossia a quello stato dell’umore che è meno pronunciato dell’emozione ma è costante e strutturale del nostro vivere.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/sei-ipocondriaco-ora-ti-spiego-il-perche/"><em>Clicca qui se vuoi leggere Sei ipocondriaco? Ora ti spiego il perché</em></a></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Dizionari simbolici nella psicoterapia</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Oltre al già citato Rudiger Dahlke, possiamo trovare molti spunti in tutta la <strong>medicina cinese</strong> che rimanda <strong>all’agopuntura</strong>, ma anche in molte altre discipline di meditazione. <strong>Gli elementi simbolici connessi ad ogni singola parte del corpo, ad ogni singolo organo, potranno poi essere messi in connessione con quelli relativi alla funzionalità biologica di quello stesso organo.</strong> Allora, facendo esempi molto semplificati, una <strong>tachicardia</strong> porterà a porre l’attenzione sulla <strong>sfera emotiva</strong> e sentimentale a cui in genere si riconduce la funzione del cuore. Ma, al tempo stesso, porrà l’attenzione sul rapporto che il paziente ha con lo sforzo fisico e psichico generalmente vissuto in modo conflittuale. Il cuore ti porta dove hai paura di andare. Oppure Problemi e fantasie con i capelli ci rimanderanno al simbolismo della capigliatura e alla forza identitaria che portano con se. Caviglie&nbsp; ginocchia, pancreas, pelle ecc. <strong>La rilettura biologica e simbolica di ogni parte del corpo ci darà spunti sui bisogni e emozioni presenti sul piano psicologico.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Psicofarmaci e somatizzazione</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:auto 44%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="424" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/medicine.jpg" alt="" class="wp-image-14030 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/medicine.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/medicine-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">La <strong>Psicologia non deve però essere arrogante</strong>. Non può arrogarsi il diritto unico alla diagnosi. Sarebbe presuntuoso ma soprattutto <strong>pericoloso escludere il consulto medico</strong> a fronte di qualsiasi espressione del corpo, se questa induce a dubbi sulla propria salute. Una volta escluse questioni mediche di sorta potremmo concentrarci su le componenti psicologiche. <strong>Anche se gli esami medici dovessero riscontrare una qualche patologia, potremmo comunque promuovere la salute del corpo esplorandone le componenti psichiche.</strong> Tanto più se non vi sono ne patologie o se in presenza di sintomi non se ne trovino cause efficienti e sufficienti.</p>
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<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La psicoterapia nell’approccio psicosomatico</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Date le premesse fin qui esposte, direi che il corpo parla e invia messaggi quando l’anima è confusa. E non spende tempo a spedire messaggi ovvi. Sia chiaro che la Psicoterapia ha come scopo primario quello di tradurre in parole il mondo emotivo e psicologico. Tale traduzione consente di sostituire il linguaggio all’azione. Se il nostro vocabolario è ampio, se le nostre competenze linguistiche sono eccellenti allora i gesti serviranno sempre meno e sempre meno dovremo usare le mani per spiegarci. In tal modo anche la violenza fisica risente della capacità di parlare. Anche il corpo somatizzerà meno poiché non sara deputato a esprimere quello che le parole non sanno spiegare.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qualche esempio per congedarci</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Quanlche esempio poptrebbe risultare nutriente ed esemplificativo. Fortunato chi trova il suo ma per tutti esistono i testi citati oppura una buona psicoterapia. Allora se siamo colpiti da <strong>cefalee con o senza aura </strong>potremmo chiederci qualcosa del tipo “perché siamo così cerebrali?”. Si potrebbe essere in uno sbilanciamento in una posizione di intellettualismo apollineo, oppure, come nel mito in cui dalla testa di Zeus nasce <strong>Atena</strong> dea della guerra strategica, ci troviamo di fronte a una psiche che esige di contenere impulsività e aggressività in luogo di determinazione e strategia. Un problema alla <strong>laringe</strong> avrebbe una corrispondenza con la voce e la <strong>capacità di comunicare</strong>. </p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:42% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="452" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/knee.jpg" alt="" class="wp-image-14031 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/knee.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/knee-300x212.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma ancora, un problema al <strong>seno</strong> potrebbe avere le sue corrispondenze con la funzione <strong>materna</strong> o, più in generale, con la capacità del paziente di essere protettivo e nutriente verso se stesso o verso il mondo. Ma sempre il seno potrebbe avere una componente sessualizzata. Il <strong>fegato</strong> ci rinvierebbe alla capacità di <strong>digestione o meglio ai rodimenti</strong>. L’apparato <strong>gastrointestinale</strong> ci dovrebbe interrogare su ciò che resta <strong>indigesto</strong> o <strong>indigerito</strong> nella nostra vita. Le <strong>Ginocchia</strong> ci suggerirebbero di riflettere sulla nostra <strong>flessibilità</strong> oppure rinvierebbero all&#8217;etimo della parola e dunque alla nascita di qualcosa. E le <strong>caviglie</strong> sulla capacità di <strong>cambiare direzione</strong>… Lo so è una semplificazione ma <strong>questo è il modo in cui il corpo ci sta insegnando a parlare.</strong> E la psicoterpia è il luogo in cui ampliare il proprio vocabolario.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicosomatica-e-somatizzazione-significato-e-psicoterapia-malattia-come-opportunita/">Psicosomatica e somatizzazione, significato e Psicoterapia: Malattia come opportunità</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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