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	<title>come fare per dormire Archivi - Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</title>
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	<description>Studio Psicologo psicoterapeuta a Parma e Rieti. Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Umbria</description>
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	<title>come fare per dormire Archivi - Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</title>
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		<title>Insonnia come si cura. Dalle cause agli scopi dell’insonnia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 10:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Insonnia: non diamo la colpa al Coronavirus Direi che non dobbiamo pensare che il coronavirus ne sia la causa. Il virus solleva il velo di ciò che già era fragile e non produce fragilità di per se. Allora partirei nel dire che &#8220;Insonnia&#8221; significa, molto semplicemente “senza sonno” e se ognuno di noi si rivolgesse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/insonnia-come-si-cura-dalle-cause-e-agli-scopi-dellinsonnia/">Insonnia come si cura. Dalle cause agli scopi dell’insonnia.</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Insonnia: non diamo la colpa al Coronavirus</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Direi che non dobbiamo pensare che il coronavirus ne sia la causa. Il virus solleva il velo di ciò che già era fragile e non produce fragilità di per se. Allora  partirei nel dire che<strong> &#8220;Insonnia&#8221; significa, molto semplicemente “senza sonno” </strong>e se ognuno di noi si rivolgesse al medico di base si troverebbe ad avere una serie di indicazioni infinite e di esami da fare per andare a trovare le cause, eliminarle e, con loro, ritornare al sonno eliminando lei, il sintomo, l’insonnia.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye.jpg" alt="" class="wp-image-13782" width="388" height="258" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye.jpg 768w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2020/12/bad-eye-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 388px) 100vw, 388px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">E se invece volessimo essere <strong>controintuitivi</strong>? E se volessimo pensare&nbsp; che il <strong>sintomo non vada eliminato ma vada ascoltato</strong>. Nel sintomo spesso è contenuto un messaggio vitale per la sopravvivenza e per l’equilibrio psichico. Eliminarlo a volte è il modo migliore per rinforzarlo, e la prevenzione a volte rischia di divenire la causa. Ma prima di seguire la controintuizione, prima di puntare a supporti psicologici in luogo di quelli medici o chimici, non mancherei di riassumere, a volo di gabbiano gli aspetti medico-clinici di base dell’insonnia. Solo dopo parlerei di <strong>Hypnos</strong> e del suo gemello <strong>Thanatos</strong> e della psicoterapia con l’insonnia. E vi prego arrivate a quel punto, alla fine dell’articolo… anche perché il resto lo troverete scritto un po’ ovunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Definizione di insonnia ed eziologia</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Secondo il DSM-5 (2014), &nbsp;l’insonnia è caratterizzata da insoddisfazione soggettiva &nbsp;riguardo la quantità o la qualità del sonno, che si può verificare nelle seguenti fasi:</p>



<ul class="has-black-color has-text-color wp-block-list"><li>difficoltà a iniziare il sonno al momento di coricarsi (<strong>insonnia iniziale</strong>)</li><li>difficoltà a mantenere il sonno, con risvegli frequenti o protratti nel corso della notte (<strong>insonnia centrale</strong>)</li><li>presenza di risveglio precoce al mattino con difficoltà a riaddormentarsi (<strong>insonnia tardiva</strong>)</li></ul>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">L’insonnia comporta una serie di riduzione delle capacità cognitive e emotive. Quindi quando risulta particolarmente pronunciata si potranno verificare, abbassamenti dell’umore, irritabilità, affaticabilità, riduzione delle performance cognitive e della resa al lavoro, pensieri ricorrenti e preoccupazioni sul mancato sonno.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Le cause dell’insonnia e igiene del sonno</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Sulle cause potremmo stilare una lista molto lunga che risulterebbe banale. Dalla mancanza di luce naturale, al caffè e alcol, dall’uso di smartphone a un’alimentazione inadeguata. Insomma qualsiasi fonte di stress può incidere sulla qualità del sonno ma è bene sottolineare come <strong>ansia</strong>, <strong>depressione</strong>, <strong>eventi luttuosi</strong> o altro possono portare a una riduzione della qualità del sonno. Come vi dicevo il mio scopo qui è cercare l’utilità dell’insonnia dunque voglio essere veloce e indicare solo alcune indicazioni per aiutare a dormire meglio:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft is-resized"><img decoding="async" src="https://cdn.pixabay.com/photo/2018/06/26/15/16/sleepwalker-3499602__340.jpg" alt="Sleepwalker, Sonno, Insonni, Sognare" width="292" height="195"/></figure>
</div>


<ul class="has-black-color has-text-color wp-block-list"><li>Coricarsi e alzarsi con ritmi regolari, possibilmente alla stessa ora</li><li>Non usare telefoni o frequentare social prima di coricarsi, l’attività cerebrale vuole almeno un’ora di stimolazione ridotta e lo scrolling nei social è estremamente attivante.</li><li>Mangiare come si deve</li><li>Avere piccoli riti come prepararsi una tisana</li><li>Fare regolare attività fisica leggera</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">In rete troverete anche molti approcci cognitivi che invitano a tecniche di rilassamento e a una <strong>ristrutturazione cognitiva</strong>, ossia&nbsp; il promuovere uno stile di pensiero meno ossessivo e catastrofico e ridurne l’<strong>associazione con la camera da letto</strong>. Se non si dorme è meglio non stare a letto e se pensieri stressanti ci vengono a trovare è bene cercare di rompere quel circuito di pensiero. A volte <strong>promuovere attività legate alla veglia può risultare d’aiuto.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Mi raccomando di escludere eventuali effetti di rebound da farmaci ansiolitici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/">Clicca qui se vuoi leggere: Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: il calvario di chi smette.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La respirazione diaframmatica</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img decoding="async" width="960" height="641" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower.jpg" alt="" class="wp-image-13783 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower.jpg 960w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower-300x200.jpg 300w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/belly-with-flower-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Una semplice tecnica di respirazione, effettuata una volta che si va a dormire o tutte le volte che si è stressati, è la respirazione diaframmatica. Molto semplicemente si pongono le <strong>mani sulla pancia</strong> e si inspira gonfiandola. Si deve far caso che si gonfi l’addome e non il petto. L’inspirazione può essere veloce quanto si vuole, mentre l’espirazione deve essere più lenta che si può. <strong>Dopo 15 o 20 minuti </strong>il numero totale dei respiri al minuto dovrebbe raggiungere i 4 o i 5 e a quel punto si è attivato il sistema Parasimpatico.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questo sistema è quello che presiede al sistema nervoso autonomo ossia si occupa del funzionamento autonomo dei nostri organi. Il sistema simpatico è quello che invece è più vigile mentre siamo svegli. Tutto è molto semplificato ma, in soldoni, questa respirazione <strong>induce una sensazione di rilassamento che è di ristoro.</strong> Sia chiaro non è un effetto di induzione del sonno, ma solo di leggero rilassamento.</p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Insonnia quando rivolgersi al medico, trattamenti</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">In verità il rischio oggi è di vedere la patologia dove non c’è e le tabelle riportano un monte ore di sonno necessario per ognuno a seconda dell’età che, risulta decisamente severo. In verità in molti di noi si può riscontrare <strong>un bisogno di sonno al di sotto di quello dichiarato</strong>. Quindi solo quando si dorme un tempo inferiore di tre ore per notte da almeno una settimana potrebbe aver senso chiedere un supporto .<strong> La prima cosa da fare però è distinguere il vissuto dalla realtà</strong>. Chiunque dorma male ha l’impressione di aver dormito molto meno di quanto, in verità, ha dormito. Dunque la prima cosa da fare con noi stessi è una valutazione e un <strong>esame obiettivo di quante ore effettivamente abbiamo dormito.</strong> Nella maggior parte dei casi si dice di non aver dormito se si è dormito solo tre ore e si avverte una quantità di sonno inferire del 25% di quanto effettivamente accade.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma qui ci interessa dire che si tende a non considerare l’insonnia come un disturbo a se, più che altro è un sintomo di altre condizioni ambientali, psichiche o fisiche. Il rischio che il medico ci dia dei farmaci è alto ed è quindi sempre meglio valutare una psicoterapia poiché potrebbe portare più benefici e non avere alcun effetto collaterale ne effetti di disassuefazione da farmaco.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Insonnia e morte Hypnos e thanatos</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma eccoci arrivati alle riflessioni sull’Insonnia che generalmente non troviamo in giro. Si perché la medicina, e con lei la Psicologia medicalizzata, tendono subito a iniziare una guerra col sintomo, cercano di farlo battere in ritirata e mandarlo in remissione. <strong>La psicoterapia, invece, si fa una domanda sul sintomo, si chiede cosa sia venuto a comunicarci. </strong>Così facendo si evita di far arrabbiare il sintomo. Tradotto questo concetto, significa che si evita che il sintomo si faccia più prepotente e esacerbante. Io proporrei di <strong>trattare il sintomo come una persona</strong>. Allora eccola la Signora Insonnia, vestita da sera, con boa di piume di struzzo che viene a farci il solletico su naso, braccia e gambe, che viene a tenerci svegli.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Cosa fare con la Signora insonnia?</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Se quando arriva lei cerchiamo di mandarla via, di buttarla fuori casa o, peggio, giù dalla finestra, lei, la Signora insonnia tenterà di rientrare in tutti i modi magari sgattaiolando sotto il letto. Come se una cara amica bussasse alla porta e vedesse che noi spegniamo le luci fingendo di non esserci, l<strong>’Isonnia si attaccherebbe rabbiosa al campanello </strong>o al battente della porta bussando con prepotenza. E se allora decidessimo di farla entrare, prenderle il cappotto, così si leva anche quell’insopportabile boa di piume e, dopo averle offerto un thè, le chiedessimo cosa mai voglia da noi?</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Svegliati!</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questa sarebbe la sua risposta? Io penso proprio di si, penso che l’insonnia viene a suggerirci che è ora di svegliarci, che è l’ora di prendere decisioni importanti, che non è tempo di dormirci su. Ma sia chiaro che questo messaggio non è banalmente riferito a cambiamenti della nostra vita lavorativa o coniugale, no. Piuttosto si riferisce ad un assetto&nbsp; e al modo generale in cui abbiamo strutturato la nostra anima e, se considerassimo la struttura della nostra psiche come una casa, allora <strong>l’insonnia viene a dirci che è ora di traslocare</strong>. Non è tempo di dormire, svegliati, è ora di andare! È ora di cambiare! Questo potrebbe essere il messaggio. Allora tutto il resto viene da se.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Hypnos Thanatos e Isonnia: conclusioni</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Allora io ripartire dalle origini, da Hypnos (Sonno) e Thanatos (Morte) gemelli figli di Nyx, la Notte, e Erebo. Perché sono gemelli? Perché Platone stesso fa parlare Socrate del loro eterno legame? Direi che semplicemente Sonno è il dio che ci induce a dormire, che ci conduce in una dimensione in cui non siamo più noi a comandare, in cui siamo ospiti di un turbinio di immagini e movimenti che sfuggono al nostro diretto controllo. <strong>Una sorta di piccola morte e lì, durante il sonno</strong>, la Psiche si rimette in ordine e ripara ai danni che noi, con vigile e rigoroso piglio, abbiamo generato cercando di far somigliare il mondo all’idea che ce ne eravamo fatti. </p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:21% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="222" height="227" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/vaso-eufronio.jpg" alt="" class="wp-image-13785 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Allora questa è come una morte del nostro Io controllante, è una morte intesa come trasformazione della materia, come trasformazione dell’anima. Ecco il gemellaggio con Thanatos, ecco che la Signora Insonnia viene a dirci che è ora di cambiare, viene a dirci che non è lei a tenerci svegli ma siamo noi stessi che non vogliamo abbandonarci al sonno, alla morte, alla trasformazione.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Allora più che cercare le cause dell&#8217;ionnia cerchiamo di intravederne gli scopi.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Dunque non rinunciate alla medicina, fate pure tracciati al centro cefalee, andate pure dal medico di base a chiedere presidi o dall’erborista, prendetevi la malattia sul lavoro ma poi, dopo aver fatto tutto ciò che la scienza vi suggerisce, magari prima di prendere farmaci, provate a ritagliarvi uno spazio in cui potete ceder il controllo in modo misurato. <strong>Questa è la psicoterapia, ossia il tempio di Hypnos e Thanatos, il luogo in cui ci si concede di lasciare il controllo, trasformarsi e magari anche traslocare. Buona terapia.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/lo-psicologo-e-la-psicoterapia-on-line-funziona-quali-opinioni/">Clicca qui per leggere: La psicoterapia on-line. Funziona? Quali opinioni?</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Psicosomatica e somatizzazione, significato e Psicoterapia: Malattia come opportunità</title>
		<link>https://lucaurbanoblasetti.it/psicosomatica-e-somatizzazione-significato-e-psicoterapia-malattia-come-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 13:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi della personalità]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia e insonnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Psiche e Soma Se vuoi capire un po’ più cosa sia la somatizzazione, la psicosomatica e quali malattie hanno componenti psicologiche, ti trovi nel posto giusto. L’articolo non è breve ma cerca di essere completo e quindi ti richiede di rallentare un pochino. Considera che il solo rallentare spesso scioglie parte delle fatiche legate alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Psiche e Soma</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Se vuoi capire un po’ più cosa sia la somatizzazione, la psicosomatica e <strong>quali malattie hanno componenti psicologiche</strong>, ti trovi nel posto giusto. L’articolo non è breve ma cerca di essere completo e quindi ti richiede di rallentare un pochino. Considera che il solo rallentare spesso scioglie parte delle fatiche legate alla somatizzazione. Dopo aver descritto questa espressione psicofisica dell’anima, cercherò di spiegare quali terapie sono utili e la funzione della psicoterapia. Come scrivo più avanti teniamo presente un presupposto… <strong>La rilettura biologica e simbolica di ogni parte del corpo ci darà spunti sui bisogni e emozioni presenti sul piano psicologico. </strong>Qui vi darò lumi e qualche esempio in coda all’articolo.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Premessa</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Una <strong>piccola premessa la farei sul dualismo mente-corpo</strong> che è presente da millenni o per lo meno da quando collochiamo la nascita e le origini della coscienza. La Psicologia forse nasce proprio in funzione di questo dualismo e buona parte della Psicoterapia oggi si occupa del rapporto e del dialogo tra questi, tra la mente e il corpo. Dunque <strong>potremmo definire la Psiche</strong> come l’insieme delle emozioni, dei bisogni, dei comportamenti e dei pensieri di un individuo, <strong>mentre, con Soma ci riferiremo</strong> al corpo, a tutto ciò che ha a che fare con le sensazioni, siano esse legate a stimoli esterni (un pizzico) oppure a stimoli interni (bruciore di stomaco).</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:41% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/yoga.jpg" alt="" class="wp-image-14028 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/yoga.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/yoga-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Differenza tra sensazioni ed emozioni</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Mi sembra chiaro che un dualismo tira l’altro e che a Psiche e Soma si affiancano <strong>sensazioni ed emozioni</strong>. Stiamo semplificando ma qui ci è utile, quindi, <strong>definendo come sensazione</strong> ogni variazione nei recettori del corpo, con <strong>emozione ci riferiremo</strong>, invece, a ciò che etimologicamente la parola indica (Ex + Movere, muovere fuori, portare all’azione) insomma l’emozione è, sempre semplificando, il senso che diamo a una sensazione e la motivazione che ne consegue e che conduce all’azione. </p>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Un’emozione che si reitera</strong>, che viene ripetutamente sperimentata assurge a <strong>sentimento</strong> ossia a quello stato dell’umore che è meno pronunciato dell’emozione ma è costante e strutturale del nostro vivere.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Le sensazioni non sono psicosomatiche</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Tirando le somme, ognuno di noi vive delle <strong>sensazioni somatiche</strong>, ossia avverte sollecitazioni della cute, del fegato, del cuore <strong>dovute a stimoli esterni oppure a processi organici interni</strong>. Tecnicamente anche queste sensazioni sono somatizzazioni nel senso che ogni sensazione è un’attivazione dei recettori del soma, del corpo. Ma non possiamo usare questa come una definizione della parola somatizzazione. Infatti con <strong>somatizzazione ci riferiamo comunemente a sensazioni vissute dal corpo senza che vi sia nessuno stimolo meccanico corrispondente, ci riferiamo, cioè, a sensazioni o risposte organiche anche sistemiche, che si presentano come conseguenza di uno stato psicologico</strong>. In questo senso <strong>le emozioni sono sempre somatizzazioni.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Somatizzazione e psicosomatica: definizioni dsm wiki ecc</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Cerchiamo ora di fare ordine e chiarire cosa viene definito dalla medicina e dalla psicologia clinica il disturbo somatico. </p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Esiste il <strong>DSM V, ossia il manuale diagnostico per i disturbi psicologici e psichiatrici</strong> che elenca una serie di disturbi riconducibili alla somatizzazione. Pur non essendo lo strumento che prediligo, pur chiarendo che una diagnosi rischia sempre di diventare una prigione, direi che per capire sistematicamente di cosa stiamo parlando, la sezione <strong>“Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati”</strong> ci aiuterà molto . Lì troveremo dunque:</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:auto 40%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="423" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/dentist.jpg" alt="" class="wp-image-14029 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/dentist.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/dentist-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<ul id="block-f6bb42c3-80bd-43dd-ae9e-c9837a75c6e3" class="has-black-color has-text-color wp-block-list"><li><strong>Disturbo da sintomi somatici</strong></li><li><strong>Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati senza specificazione</strong></li><li><strong>Disturbo da ansia di malattia</strong></li><li><strong>Disturbo di conversione (disturbo da sintomi neurologici funzionali)</strong></li><li><strong>Disturbo fittizio</strong></li></ul>
</div></div>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">La lista potrebbe essere più lunga ma nella sua completezza sarebbe utile al clinico ma meno a tutti noi comuni mortali. Prima di descriverli rapidamente, direi che <strong>il tratto che distingue colui che tende a sviluppare disturbi di tipo psicosomatico</strong>, <strong>non è tanto la presenza di sintomi sul soma</strong> (aspetto questo presente in tutti noi) <strong>quanto il modo in cui vengono presentati e interpretati dal</strong> paziente. Questo ci riconduce a un aspetto fondamentale ossia che <strong>la psicoterapia non si occupa tanto dei sintomi quanto di come li raccontiamo e di come ci inducono a narrare la nostra esistenza. </strong>La parola “Somatizzare”, dunque, si riferisce al modo con cui conviviamo con le nostre sensazioni, piuttosto che all’avere quelle sensazioni. Se ogni tanto ci balla la palpebra potremmo essere sereni e cercare di riposare un po’ o ridurre gli impegni; oppure potremmo avere un attacco d’ansia e fare analisi per escludere qualche patologia; oppure potremmo buttarci giù e chiuderci in camera a dormire. <strong>Insomma la nostra vita va protetta dal racconto che ne facciamo.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>In generale il primo e il secondo disturbo si somigliano</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Si tratta di <strong>una pervasiva preoccupazione di avere una malattia</strong>. Ma mentre <strong>nei disturbi somatici vi è anche una sintomatologia</strong> che induce a questi pensieri, n<strong>ell’ansia da malattia questa modalità </strong>di pensiero che condiziona la qualità del proprio vivere <strong>è presente anche in assenza di sintomi somatici</strong>. La presenza di <strong>sintomi fisici specifici o aspecifici</strong> che compromettono significativamente la qualità della nostra giornata è comunque una conseguenza dell’ansia da malattia. Insomma nel primo caso i sintomi psicologici somatizzati generano ansia, nel secondo caso sono generati dall’ansia. In verità le due condizioni si intersecano in continuazione e sarà difficile incontrare un disturbo che risponda così bene a questa distinzione medica. <strong>Ansia e somatizzazione vanno sempre a braccetto</strong>.</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/ansia-xanax-e-altre-benzodiazepine-il-calvario-di-chi-smette/"><em>Clicca qui se vuoi leggere  Ansia, Xanax e altre benzodiazepine: il calvario di chi smette</em></a></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Sintomo specifico o aspecifico?</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:38% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="278" height="181" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/06/uomo-poltrona.jpg" alt="" class="wp-image-13803 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Qui mi soffermerei su un fatto ossia che <strong>più il sintomo si mostra aspecifico</strong>, generico e diffuso e <strong>più è in grado di alimentare l’immaginazione del paziente</strong>. Inoltre <strong>più è aspecifico e più è difficile lavorarci in terapia</strong>. La terapia a volte progredisce proprio perché un sintomo da aspecifico diventa specifico. Si affiancano ai sintomi <strong>preoccupazioni invadenti e invasive sulle possibili malattie correlate.</strong></p>
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<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Chi somatizza non sta fingendo</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Questo è un aspetto importante. Il fatto che l’origine della tensione muscolare, della diarrea, del reflusso o di qualsiasi altra espressione somatica, sia di natura psicologica non significa che sia inventato o immaginario. Almeno non è inventato come non lo è qualsiasi altra emozione che proviamo. Ora mi sembra chiaro che facilmente si finisca per etichettare come ipocondriaco l’individuo con questi disturbi e liquidarlo. Eppure deve essere chiaro che <strong>non ci sono sintomi inventati ne autoindotti. Coloro che si trovano con questo stato psicologico soffrono realmente e non pianificano nessun sintomo</strong>. Anzi sono piuttosto meravigliati del fatto che spuntino sintomi del tutto inaspettati.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Disturbo di conversione</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Il disturbo di conversione un tempo veniva incluso nell’Isteria. Si proprio quella di cui parlava Freud. <strong>Si tratta della manifestazione somatica di un deficit, ad esempio gambe paralizzate o semiparalizzate, che non ha nessuna causa organica e che risulta in modo ragionevole come conseguenza di uno stato psicologico</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Disturbo fittizio</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Nel caso in cui <strong>una persona si induca un danno fisico o simuli una menomazione con finalità ingannevoli ma senza che vi sia ottenimento di alcun vantaggio</strong>, allora siamo di fronte al disturbo fittizio. Come quando fingevamo mal di pancia per non andare a scuola ma senza che dobbiamo andare a scuola. In questo caso si insegue semplicemente la condizione di malato.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Riassumendo sulla somatizzazione e sui disturbi somatici</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Tutte queste piccole categorie, a cui dovremmo aggiungerne altre, poco ci dicono su una questione molto più evidente, ossia sul fatto che <strong>quando il soma parla significa che la psiche non ha trovato o non è riuscita a trovare le parole</strong>. Dunque, più banalmente, la psicosomatica e disturbi somatici comprendono tutte quelle condizioni in cui il corpo parla e esprime un vissuto emotivamente denso di un individuo. Anche nel disturbo fittizio avviene lo stesso meccanismo ma su base intenzionale. Dunque <strong>la psicologia psicosomatica è la materia che studia le corrispondenze tra un’espressione somatica e il suo corrispettivo psicologico.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-small-font-size wp-block-paragraph"><em>“Il corpo è il palcoscenico degli eventi psicologici inconsci” (<a href="https://amzn.to/37fIyls">Dahlke, “Malattia come simbolo” Clicca qui per esplorare il libro)</a></em></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Somatizzazione e psicosomatica: Terapie e psicoterapie</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="237" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage.jpg" alt="" class="wp-image-14032" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/stage-300x111.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>
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<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph"><strong>Un’emozione che si reitera</strong>, che viene ripetutamente sperimentata assurge a <strong>sentimento</strong> ossia a quello stato dell’umore che è meno pronunciato dell’emozione ma è costante e strutturale del nostro vivere.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://lucaurbanoblasetti.it/sei-ipocondriaco-ora-ti-spiego-il-perche/"><em>Clicca qui se vuoi leggere Sei ipocondriaco? Ora ti spiego il perché</em></a></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Dizionari simbolici nella psicoterapia</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Oltre al già citato Rudiger Dahlke, possiamo trovare molti spunti in tutta la <strong>medicina cinese</strong> che rimanda <strong>all’agopuntura</strong>, ma anche in molte altre discipline di meditazione. <strong>Gli elementi simbolici connessi ad ogni singola parte del corpo, ad ogni singolo organo, potranno poi essere messi in connessione con quelli relativi alla funzionalità biologica di quello stesso organo.</strong> Allora, facendo esempi molto semplificati, una <strong>tachicardia</strong> porterà a porre l’attenzione sulla <strong>sfera emotiva</strong> e sentimentale a cui in genere si riconduce la funzione del cuore. Ma, al tempo stesso, porrà l’attenzione sul rapporto che il paziente ha con lo sforzo fisico e psichico generalmente vissuto in modo conflittuale. Il cuore ti porta dove hai paura di andare. Oppure Problemi e fantasie con i capelli ci rimanderanno al simbolismo della capigliatura e alla forza identitaria che portano con se. Caviglie&nbsp; ginocchia, pancreas, pelle ecc. <strong>La rilettura biologica e simbolica di ogni parte del corpo ci darà spunti sui bisogni e emozioni presenti sul piano psicologico.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Psicofarmaci e somatizzazione</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:auto 44%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="424" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/medicine.jpg" alt="" class="wp-image-14030 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/medicine.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/medicine-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">La <strong>Psicologia non deve però essere arrogante</strong>. Non può arrogarsi il diritto unico alla diagnosi. Sarebbe presuntuoso ma soprattutto <strong>pericoloso escludere il consulto medico</strong> a fronte di qualsiasi espressione del corpo, se questa induce a dubbi sulla propria salute. Una volta escluse questioni mediche di sorta potremmo concentrarci su le componenti psicologiche. <strong>Anche se gli esami medici dovessero riscontrare una qualche patologia, potremmo comunque promuovere la salute del corpo esplorandone le componenti psichiche.</strong> Tanto più se non vi sono ne patologie o se in presenza di sintomi non se ne trovino cause efficienti e sufficienti.</p>
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<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La psicoterapia nell’approccio psicosomatico</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Date le premesse fin qui esposte, direi che il corpo parla e invia messaggi quando l’anima è confusa. E non spende tempo a spedire messaggi ovvi. Sia chiaro che la Psicoterapia ha come scopo primario quello di tradurre in parole il mondo emotivo e psicologico. Tale traduzione consente di sostituire il linguaggio all’azione. Se il nostro vocabolario è ampio, se le nostre competenze linguistiche sono eccellenti allora i gesti serviranno sempre meno e sempre meno dovremo usare le mani per spiegarci. In tal modo anche la violenza fisica risente della capacità di parlare. Anche il corpo somatizzerà meno poiché non sara deputato a esprimere quello che le parole non sanno spiegare.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qualche esempio per congedarci</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Quanlche esempio poptrebbe risultare nutriente ed esemplificativo. Fortunato chi trova il suo ma per tutti esistono i testi citati oppura una buona psicoterapia. Allora se siamo colpiti da <strong>cefalee con o senza aura </strong>potremmo chiederci qualcosa del tipo “perché siamo così cerebrali?”. Si potrebbe essere in uno sbilanciamento in una posizione di intellettualismo apollineo, oppure, come nel mito in cui dalla testa di Zeus nasce <strong>Atena</strong> dea della guerra strategica, ci troviamo di fronte a una psiche che esige di contenere impulsività e aggressività in luogo di determinazione e strategia. Un problema alla <strong>laringe</strong> avrebbe una corrispondenza con la voce e la <strong>capacità di comunicare</strong>. </p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:42% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="452" src="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/knee.jpg" alt="" class="wp-image-14031 size-full" srcset="https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/knee.jpg 640w, https://lucaurbanoblasetti.it/wp-content/uploads/2022/07/knee-300x212.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-black-color has-text-color wp-block-paragraph">Ma ancora, un problema al <strong>seno</strong> potrebbe avere le sue corrispondenze con la funzione <strong>materna</strong> o, più in generale, con la capacità del paziente di essere protettivo e nutriente verso se stesso o verso il mondo. Ma sempre il seno potrebbe avere una componente sessualizzata. Il <strong>fegato</strong> ci rinvierebbe alla capacità di <strong>digestione o meglio ai rodimenti</strong>. L’apparato <strong>gastrointestinale</strong> ci dovrebbe interrogare su ciò che resta <strong>indigesto</strong> o <strong>indigerito</strong> nella nostra vita. Le <strong>Ginocchia</strong> ci suggerirebbero di riflettere sulla nostra <strong>flessibilità</strong> oppure rinvierebbero all&#8217;etimo della parola e dunque alla nascita di qualcosa. E le <strong>caviglie</strong> sulla capacità di <strong>cambiare direzione</strong>… Lo so è una semplificazione ma <strong>questo è il modo in cui il corpo ci sta insegnando a parlare.</strong> E la psicoterpia è il luogo in cui ampliare il proprio vocabolario.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://lucaurbanoblasetti.it/psicosomatica-e-somatizzazione-significato-e-psicoterapia-malattia-come-opportunita/">Psicosomatica e somatizzazione, significato e Psicoterapia: Malattia come opportunità</a> sembra essere il primo su <a href="https://lucaurbanoblasetti.it">Psicologo Psicoterapeuta: Dott. Luca Urbano Blasetti</a>.</p>
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